IL COVID 19 IN NUOVA ZELANDA: GLI AGGIORNAMENTI DEL COMITES DI WELLINGTON

WELLINGTON\ aise\ - Ad oggi, 20 aprile, la Nuova Zelanda è ancora al livello 4 d'emergenza Covid-19, e ha riportato un totale di 1440 casi positivi, fra cui 974 guariti e 12 deceduti. Oggi, 20 aprile ci sono stati soli 9 nuovi casi. A riportare i dati aggiornati è il Comites di Wellington che informa i connazionali sulle novità decise dal Governo, comunicate oggi dalla premier Jacinta Ardern.
“Alle ore 16;00 di oggi il Primo Ministro ha annunciato in una conferenza stampa che il Paese passerà al livello 3 lunedì 27 aprile alle 23.59. Nel frattempo sono uscite le nuove disposizioni nella pagina Alert Level 3 Information”, spiega il Comites nella comunicazione ai connazionali, invitandoli a “leggere attentamente le direttive del livello 3 prima della sua entrata in vigore, e a controllare regolarmente la pagina Covid-19 per essere sempre aggiornati su possibili cambiamenti”.
Il livello 3, chiarisce il Comites, “sarà meno restrittivo: molte persone potranno tornare a lavorare, ed i bambini dei lavoratori, fino all'anno 10 (seconda superiore) potranno tornare a scuola (ma non prima del 29 aprile)”.
“Per i molti connazionali che lavorano nel settore hospitality (ristoranti, bar, alberghi), purtroppo questi non potranno operare eccetto per coloro che possono fornire servizi d'asporto, drive-through, o pick-up senza interagire fisicamente con i clienti”, continua il Comites. “I negozi non essenziali rimarranno chiusi ma potranno vendere online od organizzare pick-up senza contatto fisico”.
“Invitiamo tutti i business italiani che lo desiderino a contattarci a info@comitesnz.com per informarci sull'andamento della propria attività, e per aiutare a passar parola su orari di apertura, vendite online, offerte speciali ecc”, aggiunge il Comites che infine riporta in sintesi le disposizioni ora proposte per il livello 3.
“Si dovrà continuare a rimanere a casa eccetto per gli spostamenti necessari (andare al lavoro, a scuola, fare la spesa, passeggiata nei dintorni)
• Distanziamento fisico di due metri fuori casa (incluso il trasporto pubblico) o di un metro in ambienti controllati come scuole e luoghi di lavoro.
• Le persone dovranno rimanere all'interno della loro "bolla familiare" immediata, ma potranno espanderla per riconnettersi con la famiglia, badanti e babysitter, e offrire supporto alle persone isolate. Questa bolla estesa dovrà però rimanere esclusiva (niente cene con gli amici).
• Le scuole (dalla prima elementare all'anno 10) e i centri di educazione della prima infanzia (nidi e asili) potranno aprire, ma avranno una capacità limitata. I bambini dovrebbero continuare le lezioni a casa, ove possibile (per esempio se un genitore può continuare a lavorare da casa).
• Le persone dovranno infatti continuare a lavorare da casa a meno che questo non sia possibile.
• Le aziende potranno aprire, ma non potranno interagire fisicamente con i clienti.
• Sono consentite attività ricreative locali a basso rischio. Per esempio: si potrà fare surf (solo se esperti), camminate nei boschi, pescare (ma non in barca). L'importante è mantenere sempre 2 metri di distanza dagli altri.
• I luoghi pubblici saranno ancora chiusi (ad es. biblioteche, musei, cinema, aree ristorazione, palestre, piscine, campi da gioco, mercati).
• Saranno ammessi raduni fino a 10 persone, ma solo per matrimoni, funerali e tangihanga (veglie/funerali Maori). Dovranno essere comunque mantenute le distanze fisiche e le misure di sanità pubblica.
• I servizi sanitari continueranno le consultazioni virtuali e senza contatto fisico ove possibile.
• I viaggi interregionali saranno molto limitati (ad esempio per i lavoratori essenziali, con esenzioni limitate per gli altri). Chi dovrà viaggiare per prendere un areo per rimpatriare potrà farlo.
• Le persone ad alto rischio di malattie gravi (anziani e persone con patologie mediche esistenti) sono sempre incoraggiate a rimanere a casa ove possibile e ad adottare ulteriori precauzioni quando si esce di casa. Queste potranno scegliere se lavorare o meno.
Come sempre raccomandiamo a tutti i nostri connazionali di riguardarsi, con un pensiero particolare a coloro hanno perso familiari e amici in Italia, che sono soli, o che hanno dovuto chiudere le proprie attività con grossi rischi economici. Invitiamo coloro che non sono ancora riusciti a tornare in patria con i voli Qatar (ultimo volo domenica 19 aprile da Auckland) o con voli organizzati dai vari paesi UE che offrono posto ai cittadini italiani, a seguire i nostri comunicati sulle possibilità di altri voli, e di tenere l'Ambasciata aggiornata sulle proprie condizioni. Confidiamo nella serietà e solidarietà di tutti gli italiani in Nuova Zelanda per superare questa crisi”.
Il Comites pubblica tutti gli aggiornamenti su un’apposita pagina del sito ufficiale dedicata al Covid-19 Nuova Zelanda. (aise)