RECOVERY FUND: CONSOLATI E PROMOZIONE DELL’ITALIANO NELLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA

RECOVERY FUND: CONSOLATI E PROMOZIONE DELL’ITALIANO NELLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA

ROMA\ aise\ - Nella seduta di ieri pomeriggio, alla presenza del sottosegretario Manlio Di Stefano, la Commissione Affari Esteri della Camera ha approvato i rilievi sullo schema di relazione al Recovery Fund nella parte di propria competenza per individuare le priorità nell'utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’Ue.
Relatrice in Commissione, Lia Quartapelle (Pd), ieri ha illustrato la sua proposta di valutazione favorevole in cui si citano, tra l’altro, il necessario rafforzamento della rete diplomatico-consolare “per far fronte ai nuovi compiti connessi all'attuazione del Patto per l’export”; le misure di sostegno al sistema fieristico, la promozione degli strumenti di soft power, “con ciò dovendosi soprattutto intendere gli istituti del sistema di proiezione culturale all'estero, vale a dire le scuole italiane, gli istituti di cultura, gli enti gestori, come pure le università e le borse di studio” e l'incremento delle risorse destinate all'aiuto pubblico allo sviluppo.
Il Recovery Fund, ha ricordato la relatrice, “rappresenta uno strumento inedito e straordinario e come tale è suscettibile di miglioramenti”. La deputata ha quindi precisato che “riguardo all'inserimento di nuove figure professionali di supporto alla rete diplomatico-consolare, in nessun modo potranno essere aggirate le norme sul reclutamento del personale della Farnesina”. Si tratta “di personale che potrà essere assunto in via temporanea per far fronte ai nuovi compiti previsti dal Patto per l’export, fermo restando che le risorse del Recovery Fund non possono finanziare spesa corrente, e dunque assunzioni a tempo indeterminato”. Certo, ha aggiunto, “il problema di un rafforzamento dell'organico della Farnesina resta comunque una priorità, da affrontare in altra sede”.
Le procedure concorsuali per l'assunzione del personale della Farnesina, ha ribadito il sottosegretario Di Stefano, “sono normativamente disciplinate in modo da non permettere alcun aggiramento. Il necessario potenziamento delle sedi diplomatiche con il reclutamento temporaneo di figure professionali ad hoc si inquadrerebbe, dunque, negli obiettivi generali del Recovery Plan individuati dal Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE) volti, da un lato, a sostenere le imprese esportatrici e, dall'altro, a promuovere la digitalizzazione e l'efficientamento energetico della Farnesina. Il tema del rafforzamento dell'organico del MAECI potrà essere affrontato in sede di predisposizione ed esame della prossima legge di bilancio”.
La relazione è stata approvata con due voti distinti, uno sulla premessa, l’altro sul dispositivo, come chiesto da Lupi (Misto). Si sono astenuti Lega e FdI.
LO SCHEMA DI RELAZIONE APPROVATO
“La III Commissione,
esaminato, per i profili di competenza, lo Schema di relazione all'Assemblea, in merito alla individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, deliberato dalla V Commissione il 23 settembre scorso;
preso atto della proposta di Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), trasmessa dal Governo alle Camere il 15 settembre e che enuclea quattro sfide strategiche: migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell'Italia; ridurre l'impatto sociale ed economico della crisi pandemica; sostenere la transizione verde e digitale; innalzare il potenziale di crescita dell'economia e la creazione di occupazione;
valutata l'importanza di un dialogo continuo tra Governo e Parlamento in tutte le fasi del processo di definizione e di implementazione del PNNR e, conseguentemente, condivisa l'opportunità di relazioni periodiche al Parlamento, anche con riferimento alle politiche di settore, ai fini del controllo parlamentare sull'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza;
richiamata l'audizione del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, svolta il 23 settembre davanti alle Commissioni riunite Affari esteri e Attività produttive della Camera dei deputati, sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, destinato a finanziare il Piano nazionale di ripresa e resilienza;
tenuto conto altresì del dibattito svoltosi presso la III Commissione;
per i profili della III Commissione premesso, in generale, quanto segue:
la pandemia ha evidenziato in modo assai netto le profonde interdipendenze tra grandi attori globali, economie e società e soprattutto le connessioni tra Stati membri dell'UE, dando nuovo slancio e sostanza al valore della solidarietà europea;
il PNRR, nel contesto dello strumento innovativo Next Generation EU (NGEU) lanciato dalla Commissione europea, rappresenta un'occasione da cogliere per il rilancio dell'economia del nostro Paese dopo la crisi da Covid19 e per impostare un nuovo paradigma di crescita che risponda a parametri di sostenibilità, inclusività e durevolezza, nello spirito delle parole pronunciate dalla Presidente Von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione;
secondo le prime stime, le risorse complessive a valere su Next Generation EU che confluirebbero nel nostro Paese ammonterebbero a 208,6 miliardi di euro, di cui 127,6 miliardi di euro a titolo di prestiti e 81 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni, da impegnare per il 70 per cento nel biennio 2021-2022 e per il 30 per cento nel 2023;
l'Italia risulta, secondo le stime, il Paese primo beneficiario dei finanziamenti, tenendo conto che la quota di sovvenzioni ricevuta da ciascun Paese riflette il livello della popolazione e le condizioni economiche nella fase precedente alla pandemia, valutate in base al PIL pro capite e al tasso di disoccupazione, e tenendo in debito conto che il volume massimo dei prestiti non potrà superare il 6,8 per cento del RNL. Si tratta di un banco di prova che pone il nostro Paese al centro di un'attenzione specifica e che impone un'assunzione di responsabilità di grado assai elevato per il futuro stesso del progetto europeo;
trattandosi di una svolta storica nel percorso di integrazione europea, considerato che per la prima volta l'Unione europea ha deciso di mobilitare somme ingenti mediante l'indebitamento comune in funzione anticongiunturale, anche ricorrendo a strumenti di finanziamenti a fondo perduto, occorre adesso concentrare le risorse del Recovery Fund in modo strategico e sinergico, scongiurando visioni particolaristiche, sovrapposizioni ed inefficienze e affrontando i nodi strutturali del Paese;
evidenziato che nelle Linee guida soltanto in alcuni casi vengono definiti in termini quantitativi obiettivi che non vengono però corredati da un'analisi di impatto potenziale sulle grandezze economiche né sulle diverse aree territoriali e che sono richiamati in termini generali, senza specificare in che misura si intendano correggere le tendenze in atto e senza precisare quante risorse verrebbero assegnate a ciascuno degli obiettivi indicati,
VALUTA FAVOREVOLMENTE LO SCHEMA DI RELAZIONE ALL'ASSEMBLEA
e, relativamente ai temi sostegno all'export, internazionalizzazione del sistema produttivo, riconducibili alla Missione n.1 concernente Digitalizzazione ed innovazione e competitività del sistema produttivo, chiede che la Commissione di merito valuti l'opportunità di integrare il paragrafo 5 dello schema di relazione con i seguenti rilievi:
dall'Amministrazione degli Affari esteri e della cooperazione internazionale può derivare un contributo essenziale per la ripartenza e la modernizzazione del Paese potendo contare su una rete di 370 uffici nel mondo ed essendo idonea a contribuire in modo decisivo, con progetti incentrati sulla digitalizzazione e sulla transizione verde, a migliorare l'efficienza dell'azione amministrativa a sostegno e vantaggio dei connazionali e delle imprese italiane all'estero;
in generale, anche in linea con i contenuti del Piano Nazionale per le Riforme per il 2020 e con le misure già adottare dal Governo per il sostegno alle imprese italiane, nella considerazione della tradizionale vocazione all’export del sistema produttivo del nostro Paese, la Farnesina è strategica per l'obiettivo della digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo essendo titolare di una responsabilità specifica rispetto alle competenze in tema di sostegno pubblico all'export, internazionalizzazione del sistema produttivo e politiche commerciali;
questa specificità del MAECI ben si declina rispetto alla Missione n.1, Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, in cui la proposta di Linee guida indica, tra le altre cose, la necessità di potenziare la capacità delle imprese italiane di competere sui mercati internazionali, assicurando assoluta priorità all'industria agroalimentare, al turismo, vero asset strategico dell'Italia, e alla filiera della promozione culturale;
in tale ambito, si ritiene essenziale favorire processi di fusione e patrimonializzazione delle micro e piccole imprese, anche stimolando la creazione di reti in cui l'impresa capofila sia forte e di dimensioni compatibili con la necessità di investire adeguatamente in ricerca e sviluppo tecnologico, pagare salari adeguati per attrarre forza lavoro qualificata, investire in marketing e servizi finanziari;
tutto il comparto del sostegno all'internazionalizzazione del sistema produttivo impone un adeguato rafforzamento dell'intero apparato di promozione del sistema Paese all'estero a partire dalla rete diplomatico-consolare, dall'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, da SIMEST, dalle camere di commercio e anche dai centri di imputazione della promozione culturale all'estero: le scuole italiane, gli istituti di cultura, gli enti gestori, fino ai programmi di collaborazione tra università e al sistema delle borse di studio, tutto ciò in sinergia con la pluralità dei soggetti che contribuiscono a comporre e promuovere l'immagine del nostro Paese all'estero, nella consapevolezza che la proiezione economico e commerciale dell'Italia all'estero va di pari passo con la proiezione della sua cultura e della sua identità;
anche in linea con la Missione n. 4 dedicata ai temi della formazione, nell'ottica di un investimento cruciale nel capitale umano, dovranno essere previsti percorsi di riqualificazione e aggiornamento professionale per tutto il personale della Farnesina in risposta alla riconversione dei processi amministrativi in chiave di digitalizzazione e favorendo l'inclusione anche all'interno della rete estera di figure professionali specializzate nel settore della promozione degli investimenti diretti esteri, della valorizzazione del Made in Italy e del sostegno alle imprese già operanti o interessate al settore estero;
nell'ottica di invertire i processi di delocalizzazione sarà necessario introdurre strumenti utili ad attrarre investimenti diretti esteri e favorire processi di ri-localizzazione delle imprese italiane, in particolare di quelle operanti in settori strategici in costanza della crisi pandemica, come quello della produzione di dispositivi di protezione individuale e di reagenti chimici impiegati in campo sanitario, da tempo delocalizzati nel sudest asiatico e, soprattutto, in Cina;
in generale, alla luce del ruolo determinante delle esportazioni nel sostenere i tassi di crescita del Paese, andranno rafforzati gli strumenti di promozione integrata del Made in Italy e dell'internazionalizzazione delle imprese, a partire dal potenziamento del c.d. Patto per l’export, sottoscritto nel giugno del 2020, anche attraverso la previsione di incentivi a sostegno della transizione verde, in linea con i criteri di ammissibilità previsti dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza;
un impegno specifico dovrà essere dedicato al settore fieristico, duramente colpito dalla crisi pandemica e vitale per la promozione del nostro sistema produttivo, al quale occorrerà destinare risorse a fondo perduto non a titolo di sussidio ma come strumento di una ripresa che andrà a vantaggio di tutte le associazioni di categoria, ricorrendo all'impiego generalizzato del modello già sperimentato di «corridoi sanitari» utili a favorire l'incontro tra espositori e buyers con modalità compatibili con le misure di prevenzione della pandemia;
sempre con riferimento alla Missione n. 1, si ricorda che le esigenze di standardizzazione e di ulteriore perfezionamento della strumentazione informativa della rete diplomatico-consolare a sostegno dei connazionali e delle imprese all'estero sono state oggetto di una risoluzione, la n.8-00081 d'iniziativa della deputata Siragusa, approvata all'unanimità dalla III Commissione il 5 agosto scorso;
in connessione con la Missione n.1 e nel campo del sostegno alla competitività delle nostre imprese, un profilo di indiscussa delicatezza è rappresentato dal tema della protezione dei dati personali, della cibersicurezza, della tutela dei segreti industriali, dei sistemi antifrode. Nel campo della politica sugli investimenti il tema della tutela dei dati si declinerà nella capacità di screening degli investimenti esteri per ragioni di sicurezza nazionale con ricorso alla disciplina del golden power;
in generale, è opportuno che la politica estera dell'Italia risponda, nelle sue varie declinazioni – commercio internazionale, politica energetica, promozione culturale, cooperazione allo sviluppo – a parametri di maggiore sostenibilità, tenuto conto degli impegni assunti dal nostro Paese in sede internazionale con la sottoscrizione dell'Agenda ONU sullo Sviluppo Sostenibile. È essenziale che le risorse che l'Italia impiega nell'aiuto pubblico allo sviluppo siano il più possibile convogliate verso la costruzione di partnership globali, fondate sull'impegno per i diritti umani e per obiettivi di transizione ecologica e di sostenibilità sociale, utili a facilitare condizioni geopolitiche di maggiore stabilità;
in campo energetico vanno sostenuti impegni in campo internazionale mirati alla transizione verde incoraggiando modelli come l’“Alleanza per l'idrogeno” inaugurata con i Paesi del Nord dell'Europa e sostenendo progetti per il diffondersi delle energie rinnovabili nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo;
il rilancio del sistema economico dell'Italia è fortemente condizionato da condizioni di maggiore stabilità regionale e di tutela del nostro Paese da choc geopolitici derivanti dalla sua collocazione politica e strategica e che nel recente passato si sono già dimostrati idonei ad arrecare danni considerevoli al nostro sistema produttivo, producendo gravosi effetti congiunturali di breve e medio termine. È pertanto coerente con questa visione un impegno di natura politico-diplomatica, oltre che economica, a sostegno della stabilità e di un maggior benessere dei Paesi che rappresentano l'immediato vicinato dell'Italia – Mediterraneo e Balcani occidentali in primis – e questo anche nell'interesse di una gestione delle grandi dinamiche migratorie che vada oltre l'emergenza e che sappia coniugare ad una prevenzione dei flussi basata su accordi con i Paesi di origine e di transito politiche di accoglienza ed integrazione commisurate alle capacità di assorbimento da parte del nostro sistema produttivo, nella considerazione dell'andamento dei flussi demografici che interessano il nostro Paese e tutto il continente europeo”. (aise) 

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