SANDRA SAVAGLIO HA UN CONSIGLIO PER GLI ITALIANI: “STUDIATE E LAVORATE ALL’ESTERO” - DI LISA BERNARDINI

Sandra Savaglio ha un consiglio per gli italiani: “Studiate e lavorate all’estero” - di Lisa Bernardini

NEW YORK\ aise\ - “Trovarsi a parlare de visu con Sandra Savaglio è una esperienza emozionante. Astrofisica di fama internazionale, l’ho incontrata qualche giorno fa a Roma in occasione della consegna di un Premio culturale dedicato alle Donne di Scienza che le è stato assegnato; ho avuto l’onore di porle alcune domande grazie alla intermediazione di una conoscenza in comune, il fisico nucleare Sergio Bartalucci. Il carisma di Sandra – mi ha concesso subito un amichevole tu, a riprova della umiltà che non hanno tutti i grandi interpreti del nostro tempo – è percepibile in maniera netta: una personalità sicura, dotata di un eloquio calmo e ragionato, con un sorriso che illumina il volto e rende l’interlocutore a suo agio”. Così scrive Lisa Bernardini che ha intervistato l’astrofisica per “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Stefano Vaccara.
“Sandra Savaglio è tornata da alcuni anni in Italia, ma ha passato gran parte della sua vita all’estero. Cresciuta a Marano Marchesato, comune del cosentino, ha trascorso più di vent’anni fuori dal suo Paese, lavorando presso importanti istituzioni scientifiche in USA e in Europa. Dal 2014 è Professore ordinario presso l’Università della Calabria; attuale componente del Consiglio scientifico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, è anche Assessora all’Istruzione, Ricerca e Università della Regione Calabria. Sandra Savaglio è stata insignita in carriera di numerosi riconoscimenti, tra cui i premi internazionali Pitagora (Crotone 2008), Calabria nel Mondo (Roma 2010), Made in Calabria (Roma 2011), Prime donne (Montalcino 2014), Frescobaldi (Milano 2015) e Vittorio de Sica (Roma 2016).
Nella nostra chiacchierata dal taglio informale, esordisce così:
“Se studi fisica o astrofisica, devi piacerti per forza la matematica. La natura ci regala spontaneamente quadri meravigliosi. Solo nella nostra galassia ci sono circa 200 miliardi di stelle e in tutto l’universo ci sono centinaia di miliardi di galassie: la matematica è l’affascinante strumento che permette di comprendere il tutto”.
D. Sandra, cosa si prova a svegliarsi una mattina e ad essere donna copertina del famigerato Time?
R. La copertina che mi ha dedicato il Time risale al 2004, a simbolo dei cervelli europei in fuga verso l’America. All’epoca abitavo e lavoravo a Baltimora, vicino Washington. Prima mi ha chiamato un giornalista da Londra per intervistarmi. Successivamente mi hanno telefonato da New York per comunicarmi che avrebbero mandato un fotografo per la copertina. Al momento sono rimasta spaesata. Apprendere la notizia è stata una grande sorpresa per me. Ed ovviamente ne sono stata molto felice.
D. Da quanti anni abitavi in America all’epoca in cui ti hanno dedicato quella cover, che rimane una aspirazione inarrivabile per molti?
R. Io abitavo in America, fammi pensare…se non ricordo male dal 1998; da poco tempo, in effetti.
D. Allora è vero che esiste il sogno americano?
R. Sicuramente è inconfutabile che gli Stati Uniti aprano le porte al talento e alle capacità. Non gli interessa da dove arrivi; se sei bravo e ti dai da fare, quel Paese oltre oceano ti dà i mezzi per dare il meglio e ti riconosce il lavoro che svolgi. Ho un bel ricordo, devo ammetterlo, anche dei miei numerosi anni in Germania, perché ho lavorato anche lì. Riassumendo le mie esperienze professionali più importanti possiamo identificarle così: tra il 1996 e il 1998 sono stata Fellow presso lo European Southern Observatory (Monaco di Baviera). Tra il 1998 e il 2006, Fellow per l’ESA presso lo Space Telescope Science Institute e Senior Research Scientist alla Johns Hopkins University (Baltimora); sono stata anche ricercatrice presso l’Osservatorio Astronomico di Roma, posizione che ho lasciato molto presto. Nel 2006 mi sono trasferita in Germania all’Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre, nel polo europeo di maggiore valore nel campo dell’astrofisica. Ci sono rimasta fino al 2014. Consiglio a tutti di studiare e di lavorare all’estero. Sfortunatamente, in Italia non siamo attrattivi per gli stranieri. Il nostro Paese è molto arroccato in regole vecchie; molti altri Paesi, economicamente avanzati come il nostro, viaggiano su un binario diverso. L’Italia deve fare uno sforzo per ammodernarsi ed equipararsi agli altri.
D. Sei specializzata nell’astrofisica delle galassie distanti, dell’arricchimento chimico dell’universo e dei fenomeni esplosivi; vanti oltre 200 pubblicazioni in riviste internazionali, in qualità di autrice o coautrice, e sei regolarmente invitata a conferenze internazionali. In Italia, infine, partecipi ad eventi pubblici per la divulgazione scientifica e sei molto impegnata ed attiva nella promozione della scienza, in primis verso le donne.
R. Sì, vero. Lo Studio delle galassie lontane è ciò che mi ha dato più soddisfazione anche negli Stati Uniti. Avevo uno splendido gruppo di lavoro. Sono attiva da sempre nella promozione in generale della scienza: muovendomi, viaggiando, parlando con i giovani, incoraggiando le ragazze che vogliono dedicarsi alla Ricerca scientifica. Le donne credono poco nei propri mezzi, e vanno incoraggiate, perché in realtà sono una grande risorsa professionale, e non lo sono certo solo in ambito casalingo.
D. Fai parte di diverse commissioni scientifiche internazionali, inclusa quella che decide dell’uso del telescopio spaziale Hubble: è così?
R. Sì, vero; la richiesta riguardo Hubble mi è arrivata diverse volte, anche recentemente per la tornata del prossimo febbraio 2021. Questo telescopio, considerato il più importante nella storia dell’umanità, dal 1990 gira fuori dall’atmosfera ad un’altitudine di circa 540 km sopra le nostre teste alla velocità di più di 7 km al secondo.
D. Una domanda inevitabile di questi tempi: Trump/Biden. Come hai visto l’esperienza trumpiana e come speri che sarà la Presidenza Biden?
R. Quando sono andata io la prima volta in America c’era Clinton, tra l’altro nel periodo in cui è stato investito dallo scandalo Lewinsky; il Presidente che ho vissuto di più nel periodo storico dell’attentato dell’11 settembre è stato George W. Bush. Quando ero in Germania è stato eletto Obama: un grandissimo risultato per la società americana. Considerato un outsider, nessuno negli USA credeva che avrebbe vinto. Invece è successo anche grazie al grande supporto dei giovani e degli afro-americani. Obama ha cambiato il tessuto di quel Paese e del mondo. Uno step fondamentale al riguardo? L’Obama care, per fare un esempio, considerata una vera e propria rivoluzione, con cui la società americana si è avvicinata al modello inclusivo che c’è in Europa. Ha avuto al suo fianco una ineccepibile First Lady, Michelle, che probabilmente sarebbe anch’ella una grande guida per l’America. Trump è stato eletto 4 anni fa, quando io ero già in Italia. Di Trump conosco ciò che mi è stato riferito dalle persone che vivono in America e con le quali ho contatti, o quello che dicono la CNN o la BBC che seguo regolarmente. Come tanti altri, penso di lui che sia un Presidente che non abbia fatto bene all’America. Da Obama a Trump: siamo agli antipodi. L’esperienza trumpiana sfortunatamente è stata molto divisiva per gli americani.
D. Cosa ti aspetti dal nuovo Presidente Joe Biden?
R. È un Presidente certo non giovane, ma c’è grande aspettativa per la vice che ha scelto, Kamala Harris. Una grande figura. Biden ha incluso le donne nella sua idea di Governo, cosa che non ha fatto Trump, e questo fa ben sperare. Questo farà dimenticare i 4 anni di Presidenza legati ad una figura negativa come quella di Trump.
D. Come è il tuo rapporto con New York?
R. Non ci ho mai lavorato, ma è una bellissima città che conosco e che non visito da qualche anno. L’ultima volta che sono stata a Manhattan mi ricordo di averla vista peggiorata, molto caotica, disordinata e sporca.
D. Un’ultima domanda: credi negli U.F.O.?
R. No. Perentorio. Ci sono molti satelliti visibili ad occhio nudo nel cielo, e quindi sono fenomeni spiegabili. Sopra le nostre teste ci sono migliaia di satelliti che girano ininterrottamente; nello spazio c’è un’invasione pazzesca di strumenti che si occupano di telecomunicazioni. Se ci fossero gli U.F.O. sulla terra, non sarebbero certamente facili da nascondere”. (aise) 

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