SCUOLA ITALIANA AD ASMARA: GARAVINI (IV) INTERROGA DI MAIO

ROMA\ aise\ - La Farnesina dovrebbe sollecitare “l'apertura immediata di un tavolo di confronto con il Governo eritreo per convenire rapidamente a soluzioni condivise” circa la Scuola Italiana di Asmara che rischia la chiusura. A pochi giorni dall’incontro Maeci – sindacati in cui si è discusso del futuro dell’istituzione scolastica, la senatrice Laura Garavini (IV) ha presentato un’interrogazione in merito al Ministro degli esteri Di Maio.
“L'istituto italiano statale omnicomprensivo di Asmara in Eritrea conta 1.200 studenti. Fondata nel 1903, è l'istituzione statale italiana più grande al mondo e rappresenta lo strumento chiave della cooperazione italiana in Eritrea”, ricorda la parlamentare eletta in Europa. “I rapporti sono regolati da un accordo bilaterale siglato nel 2012, attualmente in attesa di essere rinnovato; in data 25 marzo 2020, in piena fase di ghjkjh – lockdown - a causa della pandemia da COVID-19, è stata inviata dall'ufficio di presidenza del Governo eritreo una nota di revoca della licenza e il personale scolastico in sede è venuto a conoscenza di questa comunicazione solamente in data 9 giugno”.
“Il rischio che la scuola non riapra è molto alto, - annota Garavini – tanto che lo stesso Ministero dell'educazione locale non ha autorizzato lo svolgimento degli esami conclusivi del secondo ciclo di istruzione agli studenti con cittadinanza eritrea”.
“Considerato che il Paese africano sta affrontando la pandemia da COVID-19 senza strutture sanitarie adeguate e con un progressivo aggravio delle condizioni di vita dovuto alla carenza di acqua, alle interruzioni quotidiane di erogazione dell'energia elettrica e all'aumento significativo del costo della vita”, la senatrice chiede al Ministro “se non ritenga doveroso sollecitare, tramite la rete diplomatica italiana, l'apertura immediata di un tavolo di confronto con il Governo eritreo per convenire rapidamente a soluzioni condivise, al fine di preservare questa istituzione scolastica” e “se non consideri opportuna una revisione dell'accordo bilaterale, scaduto nel 2017”. (aise)