Vita d’ambasciatore

ROMA – focus/ aise - Ambasciatore italiano a Buenos Aires, Giuseppe Manzo ha incontrato ieri il Ministro dell'Istruzione argentino Nicolás Trotta e l’Ambasciatore argentino in Italia designato Roberto Carlés per riaffermare la cooperazione tra i due paesi nel campo dell’istruzione.
“Lavoriamo fianco a fianco con il Ministero dell’Istruzione argentino per promuovere l’insegnamento della lingua italiana e le collaborazioni accademiche” ha affermato Manzo, ricordando come la cooperazione in materia di istruzione rappresenti un pilastro fondamentale dei rapporti bilaterali e risulti ulteriormente rafforzata nel quadro delle azioni promosse dall’Italia durante la sua presidenza del G20.
Durante l’incontro è stato infine confermato l’interesse a realizzare iniziative congiunte per la celebrazione dei 700 anni della morte di Dante Alighieri nel 2021.
Il giorno precedente, mercoledì 9, Manzo ha ricevuto in Ambasciata il rettore della Università di Buenos Aires (Uba) Alberto Barbieri: in occasione del bicentenario dell’ateneo, infatti, è stato predisposto un piano di iniziative per promuovere nel corso del 2021 i temi che saranno al centro della Presidenza italiana del G20.
Durante l’incontro Manzo e Barbieri hanno fatto il punto sulla collaborazione tra l’Italia e l’ateneo argentino che anche quest’anno si è confermato la migliore università latinoamericana secondo l’autorevole QS World University Ranking.
“Vogliamo contribuire a celebrare i 200 anni della UBA e per questo abbiamo pensato di ampliare il già ricco programma di iniziative congiunte con eventi dedicati alle tre ‘P’ che riassumono le priorità della presidenza italiana del G20: persone, pianeta, prosperità” ha commentato l’Ambasciatore al termine dell’incontro.
Per il 2021 saranno quindi realizzate, grazie al Programma Esecutivo di cooperazione 2019-2023, anche dieci visite accademiche che si concentreranno specificamente su tematiche quali energie rinnovabili, sviluppo sostenibile, salute e biotecnologia. È inoltre prevista l’avvio di una collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità italiano in tema di salute pubblica e l’organizzazione di un seminario per preparare lo “Youth4Climate” che l’Italia organizzerà a Milano quale co-presidente della Cop26.
"Da parte dell'UBA siamo molto contenti di continuare a lavorare fianco a fianco su temi così importanti come il cambiamento climatico, la produzione sostenibile e l'intelligenza artificiale”, ha commentato il rettore. “Il lavoro condotto dal Centro Italo Argentino è un chiaro esempio di scambio nei diversi ambiti del sapere".
Da due anni la collaborazione tra Italia e Università di Buenos Aires ha il suo centro di eccellenza nel CIAAE, il Centro Italo Argentino di Alti Studi, costituito da Ambasciata e UBA e inaugurato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione della sua visita a Buenos Aires nel novembre di 2018.
In questi due anni il Centro ha organizzato numerosi eventi di divulgazione accademica, inclusi, nelle settimane scorse, il seminario “Enrico Fermi e le sue conferenze in Argentina”, il webinar inaugurale della V Settimana della Cucina Italiana nel Mondo e l’evento di lancio della Cattedra Libera di Cinema italiano presso la UBA.
Alla riunione di mercoledì in ambasciata erano presenti anche il Direttore del CIAAE Claudio Zin e la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Buenos Aires Donatella Cannova.
“Dopo quattro meravigliosi anni, è ora tempo di ripartire. Grazie mille Bulgaria! È stato un onore ed un piacere rappresentare qui l’Italia. Non dimenticheremo mai i bellissimi momenti passati con i cari amici Bulgari”. Con questo breve messaggio, l’Ambasciatore Stefano Baldi ha salutato i connazionali e i cittadini bulgari nel giorno in cui, insieme alla moglie, ha lasciato Sofia per tornare in Italia.
Giunto al termine del suo mandato in Bulgaria, l'Ambasciatore ha anche rilasciato un'intervista a Liubomir Mihailov per il giornale "Standart", in cui racconta la sua esperienza negli ultimi quattro anni nel Paese.
Ne pubblichiamo di seguito la traduzione italiana fornita dall’Ambasciata.
“D. Sua Eccellenza, negli ultimi anni Lei ha concesso molte interviste ai media bulgari, comprese alcune per il giornale “Standart” di cui le siamo molto grati. Parlando della sua vita da Ambasciatore d’Italia in Bulgaria negli ultimi quattro anni, lei li ha definiti come anni di bellissime emozioni, dicendo di essere anche fiero e felice di tutto quanto è riuscito a organizzare e a condividerlo con altre persone. Qual è il Suo rendiconto personale del mandato in Bulgaria?
R. Il mio bilancio di oltre quattro anni in Bulgaria è decisamente positivo sia sul piano personale che su quello professionale. Questi due livelli, soprattutto quando si svolge la funzione di Ambasciatore, sono indissolubilmente legati. Sul piano professionale, ho trascorso quattro anni molto intensi in cui i rapporti tra i nostri due Paesi si sono ulteriormente consolidati, anche attraverso le numerose visite ad alto livello che si sono svolte. Da ultimo, in questo difficile anno, quella del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a febbraio e quella del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Ho inoltre potuto vivere l’esperienza straordinaria della prima Presidenza bulgara del Consiglio dell’Unione europea nel primo semestre del 2018. E altrettanto straordinaria è stata la visita di Papa Francesco nel maggio del 2019. Ma, accanto a questi eventi, che pure per un diplomatico rappresentano momenti di grande emozione e gratificazione, ed al lavoro intenso svolto insieme alle altre componenti di quello che viene denominato “Sistema Paese Italia”, Istituto Italiano di Cultura, Ufficio ICE, Camera di Commercio Italiana in Bulgaria e Confindustria Bulgaria, l’aspetto più bello di questi quattro anni è stato proprio quello di poter conoscere e apprezzare la ricchezza culturale, storica e umana della Bulgaria. Mia moglie Antonella ed io ci sentiamo privilegiati per aver avuto la possibilità di conoscere tanti amici bulgari e attraverso di loro scoprire questo splendido Paese.
D. Sono numerosi gli eventi culturali, ideati e organizzati da Lei e dall’Ambasciata, finalizzati a una maggiore conoscenza reciproca tra il popolo bulgaro e il popolo amico italiano. Che cosa significa per Lei la cosiddetta diplomazia pubblica e il contatto diretto con la società?
R. Sono profondamente convinto che conoscere la cultura e la storia di un Paese sia il modo migliore per poter capire anche le persone che lo popolano. E per poterlo apprezzare nei suoi valori e principi più profondi. Da qui il mio particolare impegno nella Diplomazia pubblica con una particolare attenzione alla Diplomazia culturale. Conoscere in maniera approfondita la musica, l’arte, il cinema, la gastronomia, la creatività, la letteratura e tanto altro dell’Italia è un modo per poterla apprezzare fino in fondo e per poter rafforzare l’amicizia fra i nostri due popoli. Per fare questo ho cercato di utilizzare tutti i mezzi a disposizione, incluse tante iniziative nella mia storica Residenza e un massiccio ricorso ai Social Media. Sono molto contento, a questo proposito, che rimanga una traccia di quanto realizzato, attraverso i numerosi video (sono oltre 90) che abbiamo prodotto e messo a disposizione di tutti sui nostri canali Facebook e YouTube. Sicuramente li riguarderò anche io, con un po’ di sana nostalgia, quando sarò lontano.
D. L’ultimo anno del Suo mandato di Ambasciatore in Bulgaria coincide con la situazione complicata dell’epidemia di coronavirus che ha creato delle difficoltà nel lavoro delle Ambasciate sia con le autorità che con la società. Ecco, ora anche questa nostra intervista si realizza on line. Come è cambiato il lavoro delle Ambasciate in questi mesi?
R. Questa anomala, ma prolungata situazione, ha costretto tutte le Ambasciate, non solo in Bulgaria naturalmente, ad adattarsi e a riorganizzarsi sia al proprio interno che nei contatti esterni. Ormai è diventato normale organizzare e partecipare a riunioni online. Questo significa dover rinunciare al contatto umano e alle occasioni di incontro personale. È certamente una limitazione non solo per la diplomazia. Ma si tratta di un male necessario che un giorno, speriamo non lontano, ricorderemo tutti, felici di averlo superato. In quest’anno inoltre è stata centrale ancor più che normalmente tutta l’attività di assistenza consolare agli italiani presenti in Bulgaria che si sono trovati a dover attraversare i difficili mesi dell’epidemia e del lockdown, lontani da casa e con molti ostacoli per potervi fare ritorno. In questa situazione è stato fondamentale l’impegno di tutto il personale della Cancelleria Consolare dell’Ambasciata e l’attività di sostegno dei nostri due Consoli Onorari, Antonio Tarquinio a Varna e Giuseppe De Francesco a Plovdiv.
D. Sia l’Italia che la Bulgaria attualmente stanno soffrendo per la seconda ondata dell’epidemia. Esiste una collaborazione tra i due Paesi nella lotta al contagio?
R. In un momento così complesso per i nostri due Paesi, e per il mondo intero, uno degli aspetti più confortanti è stato proprio l’intensificarsi della collaborazione e dello scambio di informazioni a livello internazionale. Tra Italia e Bulgaria la cooperazione è particolarmente intensa e avviene principalmente attraverso i canali europei. Fermo restando l’impegno e la responsabilità di ogni singolo Stato per far fronte all’epidemia, rimane la volontà comune di mettere insieme gli sforzi nella piena consapevolezza che si tratta di una questione che non si ferma innalzando barriere. Il coordinamento a Bruxelles sarà molto utile non solo per questa fase, ma anche per la fase successiva in cui si tratterà di gestire i vaccini. Mi sembra che sia incoraggiante quanto si stia facendo in questo senso. Dobbiamo però essere ben coscienti che non esiste nessuna “bacchetta magica”.
D. Come conclusione del nostro colloquio vorrei farle anche una domanda sul futuro delle relazioni bulgaro-italiane, amichevoli e proficui, che esistono da secoli e la cui speranza sono le nuove generazioni. In quest’ottica un ruolo importante svolge il Liceo italiano di Gorna Banya. Forse è anche per questo che lei ha dedicato grande attenzione a tutte le manifestazioni e ai successi di questa scuola negli ultimi anni?
R. Mi fa molto piacere il suo riferimento al Liceo italiano di Gorna Banya. La promozione della lingua e cultura italiana è uno dei pilastri della nostra azione di consolidamento dei rapporti di amicizia ed alcune eccellenze qui presenti, come il Liceo di Gorna Banya, sono anche per noi un fiore all’occhiello. Ho avuto tante occasioni in questi anni non solo di visitare questo Complesso scolastico, ma anche di aprire l’Ambasciata ai suoi studenti. Ho sempre avuto una risposta straordinaria. È per noi molto importante mantenere un rapporto stretto con queste realtà. Un ringraziamento particolare vorrei fare alla preside Velyanova che è sempre stata disponibile e attenta a tutte le proposte di collaborazione che abbiamo realizzato e all’insegnante e pittore Jahnadjiev per alcune meravigliose opere che ha realizzato per l’Ambasciata insieme a bambini della scuola e che rimarranno come segno concreto di una amicizia. Vorrei inoltre ringraziare anche l’Istituto Italiano di cultura a Sofia e tutte le altre istituzioni scolastiche che contribuiscono alla diffusione della lingua italiana attraverso l’insegnamento in italiano di materie curriculari, come il Liceo Dalchev di Sofia, il Liceo Ivan Vazov di Plovdiv, il Liceo Rakovski di Burgas e il Liceo Puskin di Varna, con cui abbiamo avuto un’intensa e proficua collaborazione in questi anni.
D. Che cosa vorrebbe augurare al Suo successore che da gennaio ricoprirà l’incarico di Ambasciatore d’Italia in Bulgaria?
R. A proposito del mio successore, mi fa molto piacere poter dire che anche l’Italia, per la prima volta in Bulgaria, avrà una Ambasciatrice che si chiama Giuseppina Zarra. A lei, che conosce già il Paese, non posso che augurare di cuore di avere la stessa fortuna che ho avuto io nell’incontrare persone eccezionali e di poter vivere un’esperienza così intensa e gratificante sotto il profilo umano e professionale. Sono sicuro che saprà interpretare al meglio il suo ruolo e la lunga tradizione dei nostri rapporti bilaterali.
D. Augurandole tanta salute e successo per la Sua futura attività diplomatica vorrei sperare che anche nell’avvenire Lei potesse trovare modo per contribuire a un’ancora maggiore vicinanza tra il popolo italiano e quello bulgaro tra i quali esiste una grande simpatia reciproca.
R. Grazie mille. Certamente il mio amore ed il mio interesse per questo Paese non termineranno con la mia partenza!”. (focus\ aise)