La cultura che fa diplomazia

ROMA – focus/ aise - In occasione delle celebrazioni per il 120mo anniversario dalla morte dell’eterno compositore italiano, si è tenuta oggi, 19 marzo, a Pechino, presso l’Ambasciata d’Italia in Cina, una “anteprima” dell’opera “La Traviata” che sarà messa in scena presso la più prestigiosa istituzione teatrale cinese, il National Centre for Performing Arts di Pechino, dal 5 all’11 aprile.
Alla presenza dal Presidente del NCPA, Wang Ning, l’Ambasciatore d’Italia Luca Ferrari ha ospitato in Ambasciata la soprano Zhou Xiaolin, il tenore Kou Jing, il baritono Zhang Yang e il pianista Marco Bellei, i quali hanno intrattenuto i qualificati ospiti dell’evento, alti esponenti del mondo delle arti della capitale cinese e rappresentanti della vita culturale e politica cinese, con una selezione delle più famose arie tratte dalla “Traviata”.
Messa in scena per la prima volta nel 2010, frutto di una collaborazione internazionale con la regia di Hennis Brockhous, scenografia di Benito Leonori e costumi di Giancarlo Colis, questa produzione, ambientata nelle atmosfere romantiche della Parigi ottocentesca, ha riscosso a Pechino un enorme successo e rappresenta una scelta di eccezionale valore per il ritorno sul grande palcoscenico della NCPA proprio nell’anno del 120mo anniversario Verdiano.
L’Ambasciatore Ferrari ha sottolineato “l’importanza della produzione operistica italiana che vede, nel più prestigioso centro artistico della Cina, il National Centre for Performing Arts di Pechino, un grande ritorno con un’opera immortale, la “Traviata” di Giuseppe Verdi. Il compositore-genio, in quest’anno in cui ricorrono i 120 anni dalla sua morte, -ha aggiunto l’Ambasciatore d’Italia- apre la strada alle manifestazioni culturali e artistiche italiane che verranno organizzate quest’anno in Cina, in vista dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina 2022. In questo periodo complicato, la Traviata di Verdi non può che portarci ‘delizia al cor’”.
In occasione del secondo “Dantedì” internazionale, che nel 2021 segnerà anche il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, il Forum per l’italiano in Svizzera sta organizzando un evento che coinvolgerà l’intero territorio elvetico e metterà in contatto le diverse lingue e culture nazionali.
A tal scopo sono stati individuati quattro siti, uno per ogni regione linguistica, per rievocare non solo le tre cantiche della Divina Commedia (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ma anche il destino del Dante autore. Partendo dalla Svizzera francese, la scelta del luogo di messa in scena del maestoso Inferno è ricaduta sull’imponente Creux du Van; quanto alla Svizzera romancia, sarà nella ridente Val Lumnezia che verrà riproposta la placidità della regione più nobile del Purgatorio, laddove si colloca anche il paradiso terrestre; alla Svizzera italiana e in particolare alla vetta del Monte S. Salvatore spetterà il compito di portare lo sguardo dello spettatore sempre più in alto, offrendo una vista sul Paradiso; infine, nella Svizzera tedesca sarà Baden a ricordare che il capolavoro dantesco fu composto nei duri anni di esilio dell’autore dalla sua Firenze, dal momento che la città medievale costituisce uno dei luoghi principali di emigrazione italiana in terra elvetica.
Nella giornata del 25 marzo in ognuna delle località prescelte, dopo il saluto iniziale di autorità politiche internazionali, nazionali, cantonali e locali, verranno invitate ad esibirsi personalità del mondo della cultura e del mondo dello spettacolo, le quali leggeranno e commenteranno, in italiano e nella lingua del luogo, alcuni versi danteschi.
Accompagnano l’iniziativa le stupende illustrazioni realizzate dall’artista italiano Marcello Toninelli, in arte Marcello, già autore dell'opera “Dante. La Divina Commedia a fumetti”.
Si parte dunque la mattina, dalle ore 10.00 alle 11.00, con l’Inferno. Lo spettacolare anfiteatro roccioso del Creux du Van rappresenta la scenografia naturale ideale per riprodurre le Malebolge, l’ottavo cerchio dell’Inferno dantesco. Marcello Toninelli ha ambientato proprio qui la prima tappa “elvetica” del suo mitico Dante, un vero e proprio classico della storia del fumetto italiano.
Con l’immancabile Virgilio al suo fianco e lo sguardo un po’ intimorito, Dante ci invita ad osservare la scena che si presenta alle sue spalle. Tra i personaggi si riconoscono, oltre a Paolo e Francesca, il temibile Minosse, giudice infernale, e varie altre figure mitologiche tra cui, in primo piano, Capaneo, fulminato da Zeus, e Caco, nelle sembianze del centauro, ucciso da Ercole proprio come Gerione, serpe volante col volto umano che si erge in cielo dall’abisso del Creux du Van.
Interverranno il consigliere federale, Alain Berset, il ministro italiano per i Beni Culturali, Dario Franceschini, la consigliera di Stato Dip. Educazione, Monika Maire-Hefti, l’ambasciatore d’Italia a Berna, Silvio Mignano, il docente di Letteratura italiana all’Università di Friburgo, Paolo Borsa, e l’attore Omar Porras.
Il viaggio “svizzero” di Dante e Virgilio prosegue sui luminosi e verdi sentieri alpini della Val Lumnezia. Dalle 11.00 alle 12.00 i suoi ruscelli, boschi e prati fioriti offrono una splendida cornice per il Purgatorio dantesco, conducendo i nostri pellegrini alle porte del Paradiso terrestre. Ad attenderli sulle sponde del Lete, con tanto di cartello in mano, Matelda, uno dei più misteriosi personaggi della Divina Commedia. Poco discosto da lei ecco invece Stazio, che da qui in poi guiderà Dante attraverso il Purgatorio. Dal cielo intanto irrompe un angelo guardiano emulatore di John Wayne, mentre sullo sfondo, davanti alla cascata, scorgiamo Aracne trasformata in ragno per aver osato sfidare la dea Minerva. E il drago? Il drago è quello che fa capolino nella vicenda allegorica del carro narrata nel XXXII canto del Purgatorio.
Interverranno Jon Domenic Parolini, consigliere di Stato del Canton Grigioni, Gabriele Altana, console generale d’Italia a Zurigo, Daniel Solèr, sindaco del Comune di Lumnezia, Chasper Pult, docente universitario per la lingua retoromancia, i cantautori Alex Nay e Marcus Hobi e la cantautrice Astrid Alexandre.
Ed eccolo Dante, in compagnia della sua Beatrice, giungere finalmente alle porte del Paradiso: mai cancello fu più azzeccato di quello di Parco Ciani, dietro al quale, al di là del lago, si erge l’inconfondibile sagoma del Monte San Salvatore, e, ai suoi piedi, il comune, appunto, di Paradiso. Qui, dalle 14.00 alle 15.00, ad attendere con le chiavi in mano Dante e Beatrice, manco a dirlo, San Pietro; ai suoi fianchi San Giovanni e San Giacomo. In cielo sopra le loro teste il Trionfo di Maria con la Vergine circondata dagli spiriti beati mentre ascende all’Empireo. Più in là, sullo sfondo, ecco invece Cacciaguida, trisavolo di Dante, morto in Terrasanta combattendo con i crociati.
Interverranno Manuele Bertoli, consigliere di Stato del Canton Ticino, Mauro Massoni, console generale d’Italia a Lugano, i sindaci di Paradiso e di Lugano, Ettore Vismara e Marco Borradori, lo scrittore Fabio Pusterla e Daniele Finzi Pasca, attore e regista teatrale.
Il Dantedì in Svizzera si concluderà all’insegna dell’esilio di Dante, dalle ore 15.00 alle 16.00, in compagnia di Jean-Pierre Gallati, direttore DSS Canton Argovia, Regula Dell’Anno-Doppler, vicesindaco di Baden, Franco Narducci, già deputato del Parlamento italiano, Miranda Secco, presidente AVIS Baden, Johannes Bartuschat, docente di Letteratura italiana all’Università di Zurigo, il cantautore Pippo Pollina e i musicisti Roberto Petroli e Stefania Verità.
Nel lungo esilio da Firenze che caratterizzò gli ultimi anni della sua vita (1303-1321), Dante peregrinò per varie corti e città medievali. Qui lo ritroviamo a Baden, di passaggio lungo la untere Halde, l’antica via che conduce al ponte di legno sul fiume Limmat. Tra i personaggi che segnarono l’esilio di Dante riconosciamo sua moglie Gemma Donati con i tre figli Jacopo, Pietro e Antonia. Dietro papa Bonifacio VIII, presso il quale Dante si era recato in missione diplomatica nel 1302 senza poter in seguito mai più rientrare a Firenze, scorgiamo Ser Petracco, amico di Dante e padre di Francesco Petrarca. Infine ecco anche l’immancabile Beatrice.
Sullo sfondo si erge il campanile della chiesa cattolica “Maria Himmelfahrt” nonché le mura e il tetto della Sebastianskapelle. Dai primi anni del Novecento in poi questi stessi luoghi accolsero moltissimi emigrati italiani, dopo che con la fondazione della Brown Boveri Baden era divenuta uno dei più importanti snodi industriali della Svizzera.
Giovedì 25 marzo, è la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, nota come “Dantedì”. Istituito e promosso dal Ministero della Cultura italiano nel 2020, quest’anno il Dantedì è particolarmente significativo per la concomitanza con il 700° anniversario della morte del poeta.
L’Ambasciata d’Italia in Argentina e l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires presentano per l’occasione una serie di eventi nell’ambito del ciclo "Dante: 7 arti per 700 anni", realizzato per commemorare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Tra danza, cinema, teatro e editoria, il pubblico potrà passare una giornata in compagnia del Sommo Poeta italiano attraverso l’interpretazione di artisti, accademici ed esperti che gli hanno dedicato le loro opere.
Tutti gli eventi potranno essere seguiti attraverso le reti sociali dell’IIC e dell’Ambasciata con l’hashtag #Dante700Arg.
Il programma si aprirà ufficialmente con l’evento “Dante Alighieri, contemporaneo per sempre. Un dialogo tra Italia e Argentina”, annunciato ieri e in programma alle ore 12.00 locali (le 16.00 in Italia) con la partecipazione dei due ministri della Cultura italiano e argentino.
La giornata proseguirà alle per 17.00 (le 21.00 in Italia) con la proiezione in prima visione, in simultanea con l’Italia, del cortometraggio “Dante per nostra fortuna”, in un evento online che si terrà sul canale YouTube dell’Ambasciata e che sarà aperto a tutto il pubblico. Uno spettacolo originale di danza, musica e teatro che propone, durante i suoi 27 minuti di durata, un percorso attraverso il mondo visionario di Dante e della Divina Commedia.
La proiezione della pellicola, in lingua originale e con sottotitoli in spagnolo, sarà preceduta da un’intervista con il suo realizzatore, Massimiliano Finazzer Flory, attore, drammaturgo e realizzatore teatrale italiano, con una carriera professionale di oltre 20 anni. Tra le sue opere, Finazzer Flory ha realizzato Lo specchio di Borges, con musica di Astor Piazzolla, che è stato presentato in tutto il mondo, anche a Buenos Aires. Le sue rappresentazioni sono andate in scena nei principali teatri italiani e in decine di città del mondo in Europa, America Latina, USA e Cina. Nel 2019 ha prodotto la pellicola Essere Leonardo in collaborazione con RAI Cinema, che è stata premiata negli USA.
Dalle 18:30 alle 19:30 di oggi, presso la Sala Argentina del Centro Cultural Kirchner, l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, in collaborazione con l’ENIT, presenterà la nuova traduzione della Divina Commedia della casa editrice Colihue, realizzata da Claudia Fernández. Si tratta di un’edizione del poema dantesco destinata non soltanto alla divulgazione tra i lettori del pubblico generale, ma anche allo studio dei vari aspetti dell’opera rivolti agli specialisti, con le principali discussioni critiche e testuali insieme ad un importante insieme di note e commenti ad ogni canto.
L’evento si terrà in presenza, con ingresso gratuito, ma prenotazione obbligatoria sino a due ore prima dell’inizio su https://compartir.cultura.gob.ar, e sarà introdotto da Donatella Cannova, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, alla presenza di Claudia Fernández, accompagnata da Mariano Sverdloff, direttore della collana "Clásica" di Colihue. Alejandro Patat dell’Università per Stranieri di Siena dialogherà dall’Italia con l’autrice intorno all’opera. L’evento sarà moderato da Emiliano De Bin. Interverrà anche Martin Grosman, direttore del Centro Cultural Kirchner.
Sempre il Centro Cultural Kirchner, nell’Auditorio Nacional, ospiterà questa sera, alle ore 20.00, la proiezione del film “Inferno” (1911) de “La Divina Commedia” di Dante Alighieri per la regia di Francesco Bertolini, Giuseppe De Liguoro e Adolfo Padovan e le musiche di Edison Studio.
Grazie al contributo dell'Istituto Italiano di Cultura de Buenos Aires, nell'ambito delle attività in omaggio a Dante Alighieri a 700 anni dalla sua morte, viene proiettato uno dei primi colossal del cinema muto italiano, con quasi 3 anni di riprese, 150 tra attori e comparse. Ispirato all’iconografia dantesca classica, come le illustrazioni di Gustav Doré, il film ripercorre i gironi dell’Inferno dantesco, visto dagli occhi del Sommo Poeta e del suo vate, Virgilio, in un turbinio di incontri toccanti con storie e personaggi di intensa drammaticità. Attraverso l’uso di effetti speciali, che dovevano apparire assai stupefacenti per l’epoca, di audaci scene ispirate dalle disperate condizioni delle anime dei dannati, il film scorre veloce, conducendo lo spettatore, incantato, in un mondo assolutamente fantastico.
“L’Inferno” fu proiettato per la prima volta a Napoli, al Teatro Mercadante, il 10 marzo 1911. Il suo successo non rimase confinato in Italia, fu infatti di portata internazionale, con più di 2 milioni di dollari di incasso nei soli Stati Uniti. Mauro Cardi, Luigi Ceccarelli, Fabio Cifariello Ciardi e Alessandro Cipriani, i quattro compositori di Edison Studio, dopo oltre 100 anni riprendono e sviluppano la tradizione dell’accompagnamento musicale per il cinema muto, scrivendo e realizzando dal vivo un’avvolgente colonna sonora nella quale gli strumenti acustici tradizionali sono sostituiti dalle più innovative e originali invenzioni tecnologiche.
Anche in questo caso l’ingresso sarà gratuito, con prenotazione obbligatoria su https://compartir.cultura.gob.ar.
Le celebrazioni odierne continueranno durante tutta la giornata sui canali social dell’Ambasciata (Twitter, Facebook e Instagram), che trasmetteranno video della lettura della Divina Commedia realizzati da personaggi importanti, amanti di Dante Alighieri e della cultura italiana, tra cui Guillermo Francella, Romina Richi, e altri…(focus\ aise)