La Fclis ricorda Paolo Tebaldi

ZURIGO\ aise\ - “Rare volte ci capita, nella vita, di incontrare persone che ci stimano e ci criticano in modo talmente onesto che non si può fare altro che diventarne amici sinceri e contraccambiare gli stessi sentimenti. Abbiamo conosciuto molti dirigenti del movimento delle Colonie Libere Italiane, ai quali le parole che ho usato, come introduzione al mio ricordo di Paolo, possono calzare alla perfezione, ma per Tebaldi va aperto un capitolo a parte”. Con queste parole la Federazione delle Colonie Libere degli Italiani in Svizzera ha voluto ricordare Paolo Tebaldi.
“Coerente con i suoi pensieri di libertà, giustizia sociale e solidarietà, valori primari che hanno fatto di Paolo un dirigente delle CLI fra i più importanti degli ultimi quarant’anni della FCLIS - ha affermato Mauro Bistolfi, membro dell’Esecutivo FCLIS -. Sempre disponibile, vivace nei suoi interventi, appassionato e spontaneo nelle sue idee, coerente con esse e tenace nell’affermarle. Chi ha avuto la fortuna di frequentarlo come il sottoscritto, converrà con me che ci mancheranno le sue proposte, le sue idee, il suo senso di collettività e solidarietà che hanno caratterizzato l’intero suo percorso nel nostro Movimento”.
“Ricordo la prima volta che ho avuto il piacere di incontrarlo di persona - ha proseguito Bistolfi -, una sera del 1984 a Dietikon, all’assemblea generale della CLI. Avevo sentito parlare di lui, mi era stato detto che avrei avuto l’occasione di incontrare una persona con la quale valeva la pena scambiare delle idee. Fu veramente un incontro interessante, capii subito che era una persona fuori dal comune, mi ritrovai a discutere di diverse cose, musica, teatro, arte e politica, tutto ciò mi riportava ad alcune esperienze che avevo fatto sino ad allora in Italia, di questo gliene sono grato ancora oggi”.
“Ho conosciuto la sua famiglia - continua -, la cara Nelly e i figli, ho avuto l’onore di essere loro ospite più di una volta e anche di quelle occasioni ho un ricordo meraviglioso, scoprendo ogni volta quanto era importante la nostra amicizia per Paolo e la sua famiglia, come per me. Erano momenti importanti per riflettere e scambiarci idee sulla nostra attività, sulle nostre idee politiche, sull'arte, la musica, la letteratura (sua grande passione). Impressionante era la sua raccolta di testi, come abbiamo potuto osservare nella sua biblioteca privata. Quello che ha fatto Paolo per il nostro Movimento è patrimonio di tutti noi. Le idee e le proposte buone o meno buone, presentate, realizzate e – in parte – non realizzate, sono scritte e molte fissate nella nostra memoria, non c'è da fare un elenco, sarebbe banale ricordarle e classificarle, basti pensare che appartengono a tutti noi e che per nostra fortuna fanno parte del nostro grande patrimonio. A chi pensa che esagero voglio rammentare quanto segue: fu insieme a Leonardo Zanier promotore della fondazione ECAP in Svizzera, fu copresidente della FCLIS e dirigente di due CLI (Grenchen e Dietikon), redattore e animatore di Emigrazione Italiana e dei giornali della FCLIS che seguirono, compreso Agorà. Animatore di iniziative culturali rivolte ai giovani e agli stagionali, e negli ultimi anni promotore di iniziative politiche, culturali e conviviali per gli anziani, ha svolto attività di patronato e ha collaborato, in prima persona con impegno e dedizione, dagli anni Sessanta ad oggi, ad eventi storici fra i più importanti della FCLIS. Ha partecipato attivamente ai Congressi e Convegni nazionali e internazionali della Federazione, alle manifestazioni culturali e ricreative tipo Italia in Festa e, non da ultimo, ha svolto con grande impegno un importante lavoro di sostegno per le campagne elettorali a favore dell’elezione, avvenuta per ben tre volte, del presidente della FCLIS, Claudio Micheloni, a senatore della Repubblica Italiana”.
“Che dire di più?”, ha concluso infine Bistolfi. “Ricordare le molte riunioni e assemblee, incontri al vertice e semplici convivi, dove Paolo era presente e non lo si poteva non notare o ascoltare... Le battute, le barzellette spintarelle, le proposte, le idee e la simpatia che hanno contraddistinto quei momenti fanno parte dei miei ricordi e dei ricordi di molti di noi, con questo non voglio escludere gli scontri d'opinione, le liti, a volte banali, che per fortuna finivano sempre con la rapida riapacificazione, ancora oggi, scrivendo di lui, tutto questo mi mancherà, ci mancherà. Alla cara Nelly, ai suoi figli diciamo, tutti insieme: “Paolo è ancora con noi, nei nostri pensieri e come per altri amici e dirigenti delle CLI, il nostro compito è di non deluderli e continuare al meglio la loro opera... Grazie Paolo di essere stato con noi””. (aise)