ANVGD: “ITALIA E CROAZIA RISOLVANO LE QUESTIONI APERTE DEGLI ESULI”

ANVGD: “ITALIA E CROAZIA RISOLVANO LE QUESTIONI APERTE DEGLI ESULI”

TRIESTE\ aise\ - Alla vigilia dell’incontro tra i Ministri degli Esteri di Italia e Croazia, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, rappresentata dal suo Presidente, Renzo Codarin, ha diramato un auspicio affinché vengano affrontate non solo questioni di attualità, ma anche “relative alle pendenze ancora aperte riguardo gli esuli istriani, fiumani e dalmati, i loro discendenti e l’italianità adriatica in generale”.
“In qualità di Stato successore della Jugoslavia - ha spiegato il Presidente dell’ANVGD - la Croazia deve ancora chiarire con l’Italia le modalità con cui liquidare il risarcimento che le spetta, in base al Trattato di Osimo ed ai successivi Accordi di Roma, con riferimento ai beni abbandonati nella porzione di sua competenza della ex Zona B del mai costituito Territorio Libero di Trieste. Con rammarico abbiamo più volte denunciato la mancanza di iniziativa da parte della nostra diplomazia in merito a tale questione, auspichiamo che questo incontro serva ad avviare finalmente la trattativa”.
“In una recente dichiarazione il nuovo Presidente croato Milanovic - ha aggiunto ancora Codarin - ha iniziato a riconoscere la tragedia dell’esodo del 90% della comunità italiana autoctona dall’Istria, mentre risalgono ancora a prima le collaborazioni che hanno consentito di identificare luoghi di sepoltura di vittime italiane delle stragi compiute dai partigiani jugoslavi a guerra finita a Castua e a Ossero. Questi precedenti invitano a ben sperare affinché altre foibe e fosse comuni vengano esplorate, come avviene in Slovenia, e vengano apposte lapidi e croci al fine di identificare e onorare i luoghi del martirio dell’italianità adriatica perpetrato dai “titini”. Riconoscere che nelle terre dell’Adriatico orientale vi sia una presenza italiana plurisecolare significa altresì chiedere il rafforzamento delle tutele legislative per i nostri connazionali autoctoni, a partire dall’estensione del bilinguismo dall’Istria a Fiume e alla Dalmazia, per arrivare alla tutela dei monumenti che testimoniano il radicamento dell’italianità, passando per l’insegnamento dell’italiano nelle scuole”.
“Sull’esempio dei rapporti cordiali che intercorrono tra Roma e Lubiana - ha infine concluso il rappresentante dell’ANVGD -, auspichiamo che anche con Zagabria si possa dare nuovo sviluppo al dialogo, riprendendo lo spirito del Concerto all’Arena di Pola nel 2011 alla presenza dei Presidenti Josipovic e Napolitano e auspicando la costituzione di una nuova commissione mista per lo studio dei rapporti italo-croati nel Novecento”. (aise) 

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