COMITATO FAMILIARI VITTIME GIULIANE ISTRIANE FIUMANE E DALMATE: “FERITI DALL’INCONTRO TRA MATTARELLA E PAHOR”

COMITATO FAMILIARI VITTIME GIULIANE ISTRIANE FIUMANE E DALMATE: “FERITI DALL’INCONTRO TRA MATTARELLA E PAHOR”

ROMA\ aise\ - “Come familiari delle vittime delle foibe ci sentiamo in dovere di fare alcune precisazioni in riferimento all’incontro tra il Presidente italiano Mattarella ed il Presidente sloveno Pahor, per la consegna dell’ex hotel Balkan alla comunità slovena, e per la visita alla Foiba di Basovizza e al monumento ai 4 militanti del TIGR”. Inizia così la nota che il Comitato dei Familiari delle Vittime Giuliane, Istriane, Fiumane e Dalmate, ha diramato in queste ore fornendo la loro visione della situazione tra Italia e Slovenia e l’incontro odierno tra Mattarella e Pahor che, secondo quanto hanno riportato, li “ferisce profondamente”.
“In merito al Balkan vogliamo solo sottolineare alcuni errori commessi dalla diplomazia italiana - hanno spiegato -, sebbene poi surclassati da quelli commessi della nostra politica che ha svenduto un pezzo della città di Trieste pur di garantirsi il voto sloveno per l’assegnazione dell’agenzia del farmaco alla città di Milano. Il Balkan, noto per l’incendio del 1920, fu fatto costruire a Trieste dagli Asburgo la cui politica del divide et impera suggeriva di favorire i popoli slavi per arginare la forza identitaria ed irredentista degli Italiani a Trieste (come anche in Istria a Fiume e in Dalmazia). Parte dell’edificio (prima di diventare un centro di spionaggio e deposito di armi) fu centro economico e culturale di Sloveni, Croati, Serbi, ma anche Boemi, Slovacchi ed altri ancora”.
Per queste ragioni, la sua consegna alla sola comunità slovena “ha sollevato molte proteste da parte di tutte le altre comunità slave”, secondo quanto riportato il Comitato. “Molto forte e legittimo è stato anche lo sconcerto tra gli Italiani che hanno perso una sede storica dell’Università di Trieste (costosamente restaurata nel 1996) senza per questo aver avuto – dopo 76 anni dall’Esodo Giuliano-Dalmata - garanzie di una qualsivoglia reciprocità di trattamento per il recupero dei beni abbandonati dai nostri esuli in Slovenia. Oltretutto la scelta di questa sorta di “risarcimento” alla comunità slovena non può che essere scaturita da un errato presupposto storico che ha indotto a considerare gli Sloveni quali “vittime” di un rogo dalla dinamica ancora incerta e che sicuramente fu il culmine di movimenti di piazza nati come risposta spontanea da parte della popolazione triestina alla notizia delle violenze che videro gli Italiani vittime di attentati sia a Spalato che a Trieste (4 nostri concittadini furono uccisi e più di 20 feriti)”.
“Da ultimo, non possiamo fare a meno di stigmatizzare l’insolito iter istituzionale seguito in questa vicenda - ha sottolineato ancora il Comitato -, visto che la “cessione” dell’edificio triestino mai è stata discussa in Parlamento, organo preposto dalla nostra Costituzione alla ratifica dei trattati con oneri finanziari. Se tuttavia potremo rassegnarci alla sorte voluta per il Balkan, impossibile sarà plaudere alla scelta dell’incontro tra i presidenti Mattarella e Pahor per l’omaggio alla Foiba di Basovizza e al monumento ai militanti del TIGR. Una visita congiunta che ci ferisce profondamente - ha ammesso - perché offende la memoria dei nostri morti, vittime innocenti, che inevitabilmente verranno equiparate ai 4 del TIGR che volevano slave Trieste, Istria, Gorizia e Reka (ossia Fiume)”. (aise) 

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