CORONAVIRUS A TENERIFE/L’APICE A POMERIGGIO 5: FATE CORRETTA INFORMAZIONE

CORONAVIRUS A TENERIFE/L’APICE A POMERIGGIO 5: FATE CORRETTA INFORMAZIONE

LAS PALMAS\ aise\ - L’Associazione Pensionati Italiani e Connazionali all’Estero (APICE), si è discostata in modo netto da quanto affermato dalla signora Rita alla trasmissione Pomeriggio Cinque riguardo la quarantena alla quale è sottoposto un albergo nelle Isole Canarie, dove sono stati trovate persone positive al test per coronavirus e dove ci sono anche alcuni italiani.
“La vita degli italiani a Tenerife, come a Gran Canaria e come nelle altre isole dell’arcipelago - spiega l’APICE in risposta a quanto dichiarato dall’ospite della trasmissione - scorre senza particolari problemi tanto è vero che le autorità preposte al controllo della salute pubblica non hanno prodotto alcun atto per il controllo della situazione sanitaria. Si tenga presente che i sette casi accertati di coronavirus sono regolarmente ricoverati in ospedale e sotto controllo. Nell’albergo messo in quarantena (e bene hanno fatto) si stanno osservando centinaia di uscite per il regolare ritorno alle proprie case”.
Altre situazioni di quarantena esistono nell’arcipelago, ma l’APICE dà notizia che le condizioni non sembrano tali da temere situazioni di particolare allarme. Gli aeroporti, infatti, sono totalmente funzionanti, non ci sono controlli né alle partenze, né agli arrivi: “questo è sintomatico del fatto che l’allarme è sovradimensionato rispetto alla realtà dei fatti”, affermano ancora dall’APICE.
Ma l’Associazione infatti punta il dito sugli atteggiamenti e sulle cose dette in televisione, che, a parere loro, “rappresentano dei proiettili penetranti che hanno il potere di gestire negativamente l’umore delle persone”.
L’APICE ha dunque chiesto, per il futuro, alla redazione di canale 5 - così come ad altre - di approfondire meglio i problemi che vengono presentati al pubblico per non creare situazioni di particolare disagio laddove non è necessario provocare una tipica situazione d’allarme”. Molti italiani che vivono nelle isole, rivelano ancora i portavoce dell’Associazione, “ci hanno interpellato per conoscere la realtà della situazione. Indubbiamente è una situazione da non sottovalutare, nella quale occorre responsabilità e operazioni corrette di salvaguardia, ma non è però il caso di farci passare per untori”.
La trasmissione, sempre secondo l’APICE, dovrebbe avere “il buon gusto di ridimensionare il problema dell’arcipelago canario” esponendo “la situazione reale e generale, non quella basata su qualche piccolo fatto”.
Si basa infatti sulle statistiche la risposta dell’Associazione: “far apparire quella piccola percentuale come un caso di epidemia generalizzata è solo voler far del male. La televisione è una potentissima arma che può anche risultare dannosa e il suo uso sconsiderato la fa apparire un’arma impropria. Deve essere cultura, non portatrice di affermazioni gratuite basate su piccoli fatti che non fanno altro che alimentare odio e disagio”. (aise) 

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