"OLTRE L’IGNOTO": ULTIMI GIORNI PER VISITARE LA MOSTRA A FUMETTI AL MIM BELLUNO

"OLTRE L’IGNOTO": ULTIMI GIORNI PER VISITARE LA MOSTRA A FUMETTI AL MIM BELLUNO

BELLUNO\ aise\ - Il 13 gennaio chiuderà i battenti la mostra a fumetti al MiM Belluno "Oltre l’ignoto. Le avventure di Anna Rech e Jack Costa".
L’esposizione racconta, tramite i fumetti realizzati da Andrea Barattin (membro del socialnetwork Bellunoradici.net) le traiettorie di vita di due personaggi realmente esistiti. Due figure eroiche della storia dell’emigrazione veneta: Anna Pauletti Rech e Giovanni Dalla Costa.
Anna Rech nasce a Seren del Grappa nel 1829. Residente a Pedavena, nel 1877, all’età di 47 anni, vedova, con sette figli, si imbarca a Genova alla volta del Nuovo Mondo. Si narra che le autorità consolari brasiliane non volessero concederle il visto, a causa di due figlie disabili (e quindi non adatte a lavorare). Giunta in Brasile, viene avviata nel Rio Grande Do Sul e di qui a piedi in una zona di foresta vergine denominata "Campo do Bugres" all’interno della colonia Caxias. La zona viene divisa in diciassette "leguas" di circa venticinque ettari cadauna. Ad Anna Rech viene assegnata l’ottava "lègua". Anna Rech apre un emporio che diventa un punto di ritrovo per l’intera comunità. Molto religiosa e molto generosa, negli ultimi anni della sua vita si adopera per la costruzione di una chiesa e di una scuola. Muore a quasi novant’anni. La sua intraprendenza e le sue capacità fanno sì che oggi una cittadina di 15 mila abitanti a dodici chilometri dal capoluogo provinciale di Caxias Do Sul porti il suo nome, Ana Rech (con una enne sola). Una storia commovente, testimonianza di una passata tremenda povertà, ma anche di una capacità non comune di far fronte ai drammi della vita, aiutando nel contempo il prossimo.
Giovanni Dalla Costa nasce a Costa, frazione di Pederobba, nel 1868, dove la sua famiglia, affittuaria di vari terreni, conduce una vita modesta ma dignitosa. Nell’autunno del 1886 un incendio distrugge tutto ciò che la famiglia possiede: la casa e il raccolto appena fatto. Con il fratello maggiore Francesco sotto le armi, tocca a Giovanni, appena diciottenne, emigrare in Francia per lavorare nelle miniere e mandare ai suoi qualche risparmio. Dopo due anni, Giovanni decide di seguire il suo istinto verso l’avventura e di imbarcarsi a Le Havre per raggiungere la California e partecipare alla corsa all’oro. Vi giunge nel 1888 quando, però, della mitica corsa all’oro iniziata quarant’anni prima non rimane altro che la possibilità di trovare impiego in una miniera gestita dalle grandi compagnie minerarie. Così, dopo essersi ricongiunto con il fratello Francesco, giunto in America sulle sue tracce, Giovanni decide di raggiungere Nome, in Alaska, dove la corsa all’oro è ancora all’inizio. Qui, in condizioni climatiche estreme, in una terra vastissima e vuota, fra alte montagne e fiumi immensi, estati senza buio e inverni senza sole, Giovanni diventa Jack Costa, il cercatore veterano capace di scavare pozzi nel terreno gelato e di affrontare pericolosi viaggi con la slitta trainata dai cani. Il 9 aprile del 1903 arriva il grande ritrovamento, nella zona dove anche lui, assieme a Felix Pedro, a suo fratello Frank e ad altri compagni di avventura, contribuirà alla nascita di Fairbanks, oggi seconda città alaskana. (aise)


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