“QUESTO PIATTO DI GRANO”: IL 23 FEBBRAIO A LONGARONE PROTAGONISTA LA COLONIZZAZIONE DELL'AGRO PONTINO

“QUESTO PIATTO DI GRANO”: IL 23 FEBBRAIO A LONGARONE PROTAGONISTA LA COLONIZZAZIONE DELL

BELLUNO\ aise\ - “La colonizzazione dell'Agro Pontino. Nomi, volti, origini delle famiglie che si insediarono” è il titolo dell'ultimo libro di Giulio Alfieri, che verrà presentato domani, 23 febbraio, a Longarone per iniziativa dell’Associazione dei Bellunesi nel Mondo e Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, in collaborazione con la Famiglia Emigranti ed Ex emigranti del Longaronese e il Comune di Longarone.
Appuntamento alle 18.00 presso la sala Popoli d'Europa (in via Roma). i lavori saranno introdotti dal presidente Abm, Oscar De Bona.
L'opera, che segue “La terra che non c'era. Bonifica, colonizzazione e popolamento dell'Agro Pontino. Nuovi documenti e una ricostruzione inedita” (2014), è frutto della ricerca su migliaia di documenti e testimonianze.
La storia della colonizzazione dell'Agro Pontino negli anni '30 e '40 del Novecento ne esce per molti aspetti diversa dalla narrazione tradizionale. Le lamentele, le proteste delle famiglie coloniche che, in luogo delle promesse di vita migliore, trovarono in Pontino la miseria di sempre, nonostante gli immani sacrifici per trarre raccolti da terreni che si dimostrarono, troppo spesso, scarsamente produttivi. Nel libro viene inoltre contestata l'idea di una colonizzazione conclusa brillantemente nel 1939 con l'assegnazione di tutti i poderi realizzati, quando invece, ancora nel '42-'43, si disponevano nuovi arrivi e nuove assegnazioni, in continua sostituzione di coloni disdettati o costretti dalle malattie al rimpatrio.
Nel narrare le fasi, le modalità, le scelte della colonizzazione, il focus resta puntato sulle conseguenze che le decisioni ebbero sulle famiglie coloniche, le vere protagoniste di quella vicenda. Ad esse l'opera di Alfieri vuol rendere giustizia, preservandone i nomi, i volti, le origini e le vicende dall'oblio in cui, non di rado, il procedere senza soste della Storia relega le storie silenziose degli umili. (aise) 

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