RIVISTA ENTE FRIULI NEL MONDO: IL NEO DIRETTORE PIERO VILLOTA SALUTA I LETTORI NEL NUOVO NUMERO

RIVISTA ENTE FRIULI NEL MONDO: IL NEO DIRETTORE PIERO VILLOTA SALUTA I LETTORI NEL NUOVO NUMERO

UDINE\ aise\ - “Assumo con gratitudine, orgoglio e soggezione la direzione di questo foglio destinato prima di tutto alla diaspora friulana nel mondo. La gratitudine è per il presidente e il consiglio dell’Ente che mi hanno insediato in questa direzione. L’orgoglio sta nella consapevolezza di dirigere una delle poche e più prestigiose voci che la Piccola Patria rivolge a tutti i friulani e ai corregionali sparsi nei continenti”. Queste le parole con le quali Piero Villota ha salutato i lettori della rivista dell’Ente Friuli Nel Mondo nel suo ultimo numero, uscito in questi giorni, dopo aver assunto l’incarico di Direttore. Villota succede a Bergamini.
“La soggezione deriva dal timore di non essere all’altezza dei prestigiosi profili intellettuali e culturali dei miei predecessori. Non posso, non potrò mai dimenticare che questa pubblicazione è stata tenuta a battesimo da Chino Ermacora, uno dei più importanti intellettuali friulani e friulanisti del XX secolo. A proseguire la sua opera sono stati chiamati gli indimenticabili Ermete Pellizzari e Dino Menichini, figure eminenti e non adeguatamente studiate della friulanità nel mondo. Dopo di loro la direzione è passata a monsignor Ottorino Burelli, religioso, intellettuale, giornalista e giurista tra i più eminenti del suo periodo. Da ultimo ho l’onore di succedere al professor Giuseppe Bergamini, uomo di sterminata cultura, fine intellettuale, divulgatore convinto e appassionato della storia e dell’anima del Friuli. Uomo schivo e modesto Bergamini non si racconta: sono le sue opere a parlare di lui. Pubblicazioni destinate a rimanere nella storia dell’arte come quelle sul Cavalcaselle, gli affreschi del Tiepolo, il Quaglio, il Pordenone. Il suo diuturno impegno culturale è testimoniato dalla sua presenza nelle istituzioni culturali: il Centro di Catalogazione di Passariano, i Civici Musei di Udine, il Museo Diocesano. Infinita la sua opera di divulgazione attraverso ogni tipo di pubblicazione, dall’Agenda friulana, agli itinerari del Friuli Venezia Giulia nelle guide de L’Espresso, alla storia dell’arte della nostra regione. Giuseppe Bergamini dovrà essere ricordato anche per la sua grande attività di divulgatore come ha messo ben in evidenza Gianfranco Ellero che ha tracciato di lui un magnifico profilo in occasione dell’80º genetliaco.
La fortuna che mi viene data oggi di succedergli nella direzione di questo giornale e la serietà del compito che ho davanti non mi distolgono dalla consapevolezza che questo giornale è atteso con favore e fervore negli oltre 80 Fogolârs Furlans nel mondo e nei tanti sparsi in Italia. Su questo foglio si concentra l’attesa di chi non ha dimenticato i colori, i sapori, le voci del Friuli anche dopo tante vicissitudini. O comunque vuole conoscere, se nato all’estero, la terra dei padri. Mio precipuo compito continuerà a essere quello di divulgare il Friuli, con l’esempio e la passione di chi mi ha preceduto”. (aise) 

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