RIVITALIZZARE SISTEMA ITALIA CON ITALIANI ALL’ESTERO E MIGRANTI: LA PROPOSTA DI AITEF, AICCRE E CLUB UNESCO BARI

RIVITALIZZARE SISTEMA ITALIA CON ITALIANI ALL’ESTERO E MIGRANTI: LA PROPOSTA DI AITEF, AICCRE E CLUB UNESCO BARI

BARI\ aise\ - “Un’idea per contribuire a salvare il patrimonio culturale, storico, fisico e alla ricostruzione della economia del sistema Italia, devastata anche dal covid 19”, costituendo “un gruppo di lavoro per valutare e realizzare gli obiettivi ed elaborare un progetto per rilanciare l’economia del Paese”. È questo il contenuto della lettera che in questi giorni l’Associazione Italiana Tutela Emigrati e Famiglie (AITEF), l’Associazione Italiana Consigli Comuni e Regioni d’Europa (AICCRE), la Federazione della Puglia, il Club per l’UNESCO di Bari e l’UNEC - Unione Nazionale Enti Culturali - hanno inviato al Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, e ai Ministri delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, degli gli Affari regionali e Autonomie, Francesco Boccia, per il Sud, Giuseppe Provenzano, per il Lavoro e delel Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.
“Una proposta - continua la lettera - ispirata da due considerazioni preliminari. La prima: nel 2019 (notizie ufficiali dell’INPS) il reddito di cittadinanza è costato oltre 4 miliardi di euro, ha interessato circa un milione di Cittadini e di questi solo 39.000 hanno ottenuto un lavoro a tempo indeterminato. La seconda: assistiamo all’abbandono e spopolamento delle aree interne e dei piccoli borghi, a processi di dissesto idrogeologico con la perdita di memoria e eccellenze, in un Paese il cui patrimonio morfo fisico culturale, materiale e immateriale, è valutato tra i più preziosi al mondo. Un processo di desertificazione di tutto un tessuto sociale, economico, culturale e paesaggistico stratificatosi in migliaia di anni, ricco di tradizioni e di storie, di arti, mestieri, artigianato, prodotti agricoli di nicchia, gastronomia, folclore. La progressiva scomparsa di questo tesoro renderà il nostro Paese più povero e insicuro tra l’indifferenza generale”.
Le proposte degli scriventi sono dunque: “Costituire un gruppo di lavoro per valutare, realizzare gli obiettivi ed elaborare un progetto per rilanciare l’economia del Paese”, che si attuerà in questo modo: “I Comuni censiranno i borghi da rivitalizzare (con interventi in agricoltura, artigianato, beni culturali, edilizia, enogastronomia, turismo, bonifica dei dissesto etc) e avranno un ruolo importante, infatti, dovranno collaborare e accelerare le procedure per l’approvazione dei progetti e fornire vantaggi transitori a chi opererà; i percettori delle varie misure di sostegno (vedi reddito di cittadinanza, servizio protezione civile), e non occupati, dopo aver partecipato a corsi di formazione, devono concorrere alla attuazione dei progetti (ristrutturare borghi, nascita di alberghi “diffusi” o case vacanze, ristoranti, musei, e antiche masserie abbandonate con terreni incolti, molti di proprietà pubblica)”.
Tema importante della lettera sono anche gli italiani allestero, che “saranno invitati a ristrutturare le loro vecchie abitazioni o a collaborare con i giovani ed eventualmente trasferirsi nei borghi da rivitalizzare. E anche gli immigrati saranno sollecitati a lavorare per la ricostruzione dei borghi e al recupero delle terre incolte”.
Per le associazioni il “Governo dovrebbe prevedere di erogare finanziamenti a fondo perduto e mutui a tasso agevolato utilizzando anche quelli dall’Unione Europea, in particolare il nuovo fondo per la ricostruzione”.
“Il Club per l’UNESCO di Bari - continuano le associazioni -, avvalendosi anche della collaborazione di tutte le proprie associate, affiancherà i Comuni nella ricerca dei borghi da salvare e il patrimonio culturale, storico e fisico-paesaggistico da valorizzare, nella consapevolezza che questi interventi produrranno una maggiore coesione tra i vari popoli presenti sul territorio e che la rivalutazione dei borghi, genererà, oltre al benessere economico, quello sociale e culturale, così condividendo molti dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030. Le Istituzioni, le Associazioni, le grandi aziende saranno invitate a sponsorizzare i progetti. Questa è l’idea, che si arricchirà dei suggerimenti dei settori più diversi e in particolare dei Ministeri e delle Regioni”.
“La devastante esperienza del covid-19 - concludono le associazioni - ci induce a proporre questa iniziativa che con l’utilizzo delle moderne tecnologie contribuirà a rilanciare l’economia del Paese, inoltre, garantirà un futuro ai giovani, il recupero dei borghi e del patrimonio storico-culturale, fisico-paesaggistico, le aree degradate i terreni abbandonati, il rientro degli Italiani all’estero e l’integrazione degli immigrati”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi