ROMANO RODARO: UN AMBASCIATORE FRANCO-FRIULANO IN SIBERIA

ROMANO RODARO: UN AMBASCIATORE FRANCO-FRIULANO IN SIBERIA

foto dall'archivio Erpac del FVG

LIONE\ aise\ - Romano Rodaro, membro del Fogolar Furlan di Lione – associazione ormai considerata come una sorta di “Ambasciata del Friuli” – è rientrato in questi giorni dopo aver portato a termini il suo settimo viaggio ufficiale in Siberia, sulla riva del Lago Baikal.
La storia è lunga come la ferrovia transiberiana, cioè 9288 km; una storia iniziata con la scoperta di un “libro del parrocchiano di Buja” ritrovato tra le macerie di una casa distrutta dal terremoto in Friuli nel 1976.
Su questo libro, Luigi Giordani aveva scritto: “oggi, il primo dell’anno 1900, sfida i rigori più intensi del freddo in una lugubre e lorda baracca, Giordani Luigi, in compagnia di altri tredici friulani, stando sempre allegri in aspettativa di un avvenire prospero e lucroso. Sta quindi a Dio l’approntarcelo al quale noi tutti altri rendiamo unito i ringraziamenti. Anche il cuore. Massovaja”.
Rodaro ha l’anima di un etnologo, di uno storiografo, ma soprattutto è un appassionato delle sue radici friulane: sapeva che centinaia di friulani erano partiti da paesi come Campone, Clauzetto e dintorni, a cercar fortuna sui cantieri della transiberiana. Rodaro conosce addirittura i nomi delle numerose minuscole borgate, come Vaganins, che hanno dato maestranze straordinarie alla transiberiana, erano provetti tagliapietre, rinomati scalpellini.
Quelle frasi del 1° gennaio 1900 sono state la scintilla che lo hanno portato in Siberia sulle tracce di Giordani Luigi: lì, ha scoperto tutto, sulla vita e morte, dei nostri antenati presenti in queste contrade lontanissime, dove hanno costruito la ferrovia transiberiana.
Il contributo dei friulani è stato enorme ed è tuttora visibile, gallerie, ponti, stazioni...l’Italienska Krugo-Baikal, il “Giro Italiano del Baikal” è ora meta turistica e non si tratta del giro del Lago d’Iseo.
Rodaro ha iniziato il suo progetto tentando di ritrovare la città di Massovaja, ma era introvabile. Nel 1942 il nome della città è stato cambiato in Babuskin, in onore di un rivoluzionario bolscevico fucilato proprio davanti la stazione, che si trova esattamente al kilometro 5477 della ferrovia, partendo da Mosca.
Come raccontarvi i sette viaggi di Romano in Siberia? Neanche ci provo, mi limito a raccontarvi solo quest’ultimo, in cui viene accolto trionfalmente dal consiglio municipale che gli attribuisce la medaglia di cittadino onorario di Missavaya-Babuskin. Siamo esattamente a 120 anni dalla redazione di quella famosa frase sul libro di Giordani Luigi.
Le visite ufficiali del nostro “diplomatico” a Babuskin prevedono sempre una tappa al minuscolo museo cittadino per ripercorrere il passato ferroviario italiano-friulano sulle rive del Lago Baikal...si scoprono sempre novità come la presenza, nel 1906 dell’ingegner Pietro Gibello-Socco, “capo-cantiere” dei friulani, che diventò ricchissimo tanto da costruire un palazzo in Manciuria, per poi morire a Shangai.
Ovviamente, Rodaro, grazie a questi sette viaggi, ha stretto legami con la popolazione: per questo la gente lo accoglie ogni volta a braccia aperte, in particolare il Pope della parrocchia di San Nicola, che sta costruendo la chiesa del paese con le sue mani. È a lui che Romano consegna il suo significativo contributo, ricevendo in cambio una benedizione, prima di una visita ai lavori in corso della cappella.
Siamo in una regione chiamata Buriazia, il paese di Gengis Khan, dei Mongoli, quindi asiatici: la loro ospitalità è rimasta biblica, accolgono il pellegrino visitatore, lo svestono, lavano ed ungono i piedi con balsamo profumato, forniscono calzetti e stivali adatti, indispensabili, malgrado facesse “caldo” con “solo” meno 18 gradi.
Babuskin è a sei ore di treno da Irkutsk, il campo base di Romano, dove viene accolto da Albina Rugo che parla perfettamente italiano! Suo nonno, Sante Rugo, era uno di quei friulani rimasti in Siberia, che parlava friulano o russo. Come mai la nipote Albina parla italiano? Ve lo racconteremo presto, queste storie sono veri e propri romanzi!
Romano è appena rientrato dalla sua missione di pace, iniziata 120 anni fa con Luigi Giordani, a Missavaya-Babuskin. Ora in questa città i friulani sono più che mai a casa loro, e non si esclude un ottavo viaggio, malgrado Romano abbia 89 anni: pare che le benedizioni del Pope siano molto efficaci soprattutto se fatte con della vodka russa! Mandi Siberia! (danilo vezzio*\ aise)
Presidente del Fogolar Furlan di Lione 

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