VANZIO FIORINDO: L’ASSOCIAZIONE DACI LOTTA PER RIPORTARE LA SALMA DA LIONE IN ITALIA

VANZIO FIORINDO: L’ASSOCIAZIONE DACI LOTTA PER RIPORTARE LA SALMA DA LIONE IN ITALIA

LIONE\ aise\ - L’associazione DACI - Discendenti ex-Combattenti Italiani di Lione - continua la sua lotta per ottenere il nulla osta dal Ministero della Difesa affinché le ossa del soldato morto in Francia nel 1919, Vanzo Fiorindo, possano tornare nella sua terra d’origine.
La sua storia è la storia di un soldato dell’inizio del secolo scorso. Nel 1917, con la terribile disfatta di Caporetto, le truppe francesi furono mandate in Italia per tentare di arginare l’invasione austroungarica, molti di questi soldati francesi morirono nella zona del Monte Grappa-Monte Tomba, dove hanno il loro cimitero a Pederobba, Treviso. Nel 1918, invece, è l’Italia che ricambia, spedendo 130.000 soldati sulla Marna agli ordini del generale Alberico Albricci. Durante la battaglia, in un solo giorno perirono 4000 italiani a Bligny, non lontano da Reims, paese dello champagne.
Vanzo Fiorindo non è morto a Bligny, ma in un ospedale da campo in periferia di Lione, e seppellito sotto il falso nome di Vanza Flaminio, che non è mai esistito.
La famiglia ha sempre voluto che la salma riposi nel paese d’origine, pagando tutte le spese. Hanno cercato di farlo per anni. L’associazione DACI lo ha trovato, ed ha ottenuto anche un’improbabile e difficilissima esumazione da un cimitero militare francese.
Ma l’Italia non ha accettato il rientro di queste miserabili, sacre, ossa, malgrado abbiano già il loro posto nel monumento del paese. “Niente da fare, la burocrazia militare italiana si oppone con decisioni balorde, sbagliate, inique! - spiega in una nota Danilo Vezzio dell’associazione DACI -. Ce la faremo a farlo rimpatriare? Tuttora non lo sappiamo. Abbiamo dovuto fare un ricorso, redatto da un avvocato; da più mesi è allo studio dei “giuristi” presso il Ministero della Difesa, si tratta certamente di un caso molto delicato, pesante, richiede mesi di esami, di riflessioni di altissimo livello, che implicano strategie, tattiche sofisticate, chissà forse anche il ministro Guerini dovrà essere consultato. Basterebbe – sottolinea Vezzio - una firma su un pezzo di carta e sarebbe finita, senza il minimo disturbo per nessuno”.
“Povera Italia – dichiara ancora il rappresentante DACI -, ecco ancora un esempio dell’inefficacia delle amministrazioni nostrane, all’estero, ci facciamo ridere dalle amministrazioni locali, per queste interminabili lentezze, veramente vergognose, per noi emigrati che tentiamo di mantenere alto l'onore dell'Italia, queste situazioni ci spingono ad abbandonare la nostra italianità. Il nulla osta per i resti mortali di Vanzo Fiorindo avrebbe dovuto essere immediatamente accettato, senza alcun indugio – conclude - invece, a Lione si aspetta, che i signori del Ministero della Difesa, dalle tenebre dei loro uffici diano finalmente il loro nihil obstat”. (aise) 

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