Digitalizzazione e sostenibilità: Assocamerestero guarda al futuro

ROMA\ aise\ - Digitalizzazione e sostenibilità come leve per la competitività nei mercati esteri, anche per le piccole e piccolissime imprese italiane; un legame più stretto con il sistema camerale italiano; la sinergia con gli altri attori – istituzionali e non - che si occupano di internazionalizzazione. Su queste direttrici il nuovo segretario generale di Assocamerestero, Domenico Mauriello intende lavorare per rilanciare l’associazione che raggruppa 81 Camere di Commercio Italiane all’Estero
A due mesi dall’inizio del suo mandato, ancora in piena emergenza covid, Mauriello ha attivato un dialogo con i segretari delle CCIE nel mondo, per lavorare a una sorta di “decalogo” su cosa significa fare internazionalizzazione oggi, con una pandemia in corso, e sul ruolo che il sistema camerale – in Italia e all’estero – è chiamato a svolgere. “La prima necessità è quella di fare un “passo avanti” come Camere in ciascun paese, per raccontare cosa significa fare business sul campo e a quali condizioni oggi le imprese italiane possono operare”, spiega Mauriello all’Aise. “Con alcuni segretari generali lavoreremo già dai prossimi giorni per costruire un “manifesto sull’internazionalizzazione”, una sorta di “decalogo” su cosa significa fare internazionalizzazione oggi col covid, non genericamente, ma con riferimento alle piccole e piccolissime imprese italiane” cioè i principali interlocutori delle CCIE.
Al tempo stesso, aggiunge, “intensificheremo i rapporti con il sistema camerale italiano, come chiesto sia dagli organi di Assocamerestero che da Unioncamere stessa”. Per questo, ricorda, gli è stata affidata anche la delega ad un piano “per sviluppare nuove iniziative progettuali e servizi in comune fra CCIAA e CCIE”, potendo contare anche su una attività di comunicazione istituzionale “di sistema” curata da Unioncamere a vantaggio dell’intera rete.
“Due – sottolinea Mauriello – i temi su cui necessariamente le CCIE devono trovare una progettualità distintiva: la digitalizzazione, dunque ragionare su come riuscire a posizionare meglio le piccole e piccolissime imprese italiane sui mercati esteri utilizzando le tecnologie digitali; e la sostenibilità, vera leva di competitività all’estero”.
Una strategia che sarà accompagnata anche da un nuovo piano editoriale, per “comunicare questa distintività, individuando storie che sappiano rendere l’unicità di questa azione”.
Quella delle Camere di commercio all’estero è una rete che, ancor più oggi, va a “più velocità”, in paesi e mercati diversissimi tra loro, piegati o solo rallentati dal covid.
"Il covid – sottolinea Mauriello – è stato uno spartiacque per tutti, ha accelerato alcuni processi e ne ha bloccati altri”. Ma pur in questa situazione, le Camere “percepiscono sempre più l’utilità di essere e far parte di una “rete”: hanno voglia di collaborare e cooperare, anche con attività di coaching tra Camere e la collaborazione fra aree diverse, attraverso una progettualità integrata e contando su Assocamerestero come antenna sul territorio italiano, come legame con le istituzioni e con il sistema produttivo italiano”.
Infine, il rapporto con le istituzioni, Sviluppo Economico e Farnesina in primis, nella consapevolezza del ruolo peculiare delle Camere di commercio italiane all’estero che “si affianca, non si sovrappone” a quello degli altri attori dell’internazionalizzazione”.
“Da parte nostra c’è una fortissima volontà di continuare a collaborare con il Maeci”, conferma Mauriello. “Dobbiamo essere in grado, come camere di commercio, di dare un’immagine di sistema affidabile e in grado di offrire servizi personalizzati e qualificati”. Certo “bisogna lavorare per rafforzare questo legame a livello territoriale” ma ci sono molti esempi – come dimostrano i più recenti eventi promossi sul tema della sostenibilità a Praga come a Pechino, cita il segretario generale – di come “quando c’è collegamento le cose funzionino bene, con enorme vantaggio per il Sistema Paese”.
Come “imprenditori che lavorano per imprenditori”, le camere di commercio all’estero sono ben consapevoli della loro mission e di come essa, come detto, “si affianchi, non si sovrapponga” a quella degli altri attori sul campo.
Stiamo lavorando ad un “piano ambizioso e innovativo”, conclude, nella certezza che le CCIE sapranno fare la loro parte. (manuela cipollone\aise)