“SEEDS OF DISRUPTION”: LA IACCW APRE UNA FINESTRA SUL FUTURO ALLA TERZA EDIZIONE DI “SAVOR ITALY” LOS ANGELES

“SEEDS OF DISRUPTION”: LA IACCW APRE UNA FINESTRA SUL FUTURO ALLA TERZA EDIZIONE DI “SAVOR ITALY” LOS ANGELES

LOS ANGELES\ aise\ - Prosegue con “Seeds of Disruption” l’attività promozionale della Italy-America Chamber of Commerce West - Camera di Commercio italiana per la West Coast USA - a beneficio delle produzioni agroalimentari e vinicole italiane autentiche, nell’ambito della campagna “True Italiana Taste”, il progetto promosso e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Assocamerestero.
“Seeds of Disruption” prenderà forma il prossimo 28 febbraio, a Savor Italy™, il road show del comparto “food & Beverage” organizzato dalla IACCW in collaborazione con la IACC Texas.
Nell’ambito della showcase più tradizionale, spiegano da Los Angeles, “Seeds of Disruption” crea una piattaforma di visibilità e scoperta, a vantaggio di startup innovative che si contraddistinguono nella disruption dello status quo e nell’approccio al futuro dell’alimentazione.
Partner d’eccezione, Future Food Institute. Fondato nel 2014 a Bologna, Future Food Institute è oggi un intero ecosistema che fa della food innovation uno strumento chiave per affrontare le grandi sfide del futuro, parlando al mondo, ma valorizzando il territorio partendo dalla Italia.
“Seeds of disruption” accoglierà dunque una delegazione di “Future Food Institute”, guidata da Chiara Cecchini, Direttore di Future Food Institute US. Nel corso della giornata, che si aprirà con il taglio di nastro da parte della nuova Console Generale d’Italia a Los Angeles, Silvia Chiave, molte le attività in programma.
FOOD TALK – FOOD SHAPERS: DISRUPTIVE TRENDS IN OUR FOOD SYSTEM
Chiara Cecchini, Direttore degli Stati Uniti del Future Food Institute e Ricercatore presso IC-FOODS, UC Davis, guiderà il pubblico attraverso i possibili scenari futuri del nostro sistema alimentare. Dalle nuove fonti proteiche, ai sistemi di allevamento indoor, dall'upload upcycling ai nuovi servizi di ristorazione: il modo in cui gli esseri umani si alimentano è stato distrutto emotivamente, socialmente e culturalmente. È giunto il momento, per tutti noi, di migliorare il nostro sistema alimentare.
ALCHEMIST LAB
Dall'interazione tra cucina e scienza, nasce l’Alchemist Lab del Future Food Institute. Il laboratorio ha l'obiettivo di dare vita a un nuovo ecosistema, raccogliendo materie prime e rifiuti dalla ristorazione, trasformandoli in prodotti dal valore aggiunto. A Seeds of Disruption, FFI presenta il proprio Alchemist Lab in versione “mobile”, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva di upcycling, condotta da Josè De La Rosa.
AREA STARTUP
Questa area presenterà startup, italiane e statunitensi ad alto impatto di innovazione sul sistema alimentare di entrambi i paesi. Nima Sensors presenterà dispositivi portatili, che consentono di segnalare la presenza di glutine e allergeni nel cibo, rendendolo più trasparente e sicuro. Faceto, un progetto nato nel 2014 grazie ad un bando di ricerca dell'Emilia Romagna per le zone colpite dal terremoto del 2012, consente a tutti di creare piccole quantità di aceto balsamico, permettendo al consumatore finale, ai ristoratori e agli amanti del cibo di capire, imparare e interagire con uno dei migliori prodotti della tradizione culinaria italiana.
Renewall Mill punta alla riduzione degli sprechi alimentari trasformando gli scarti ricchi di fibre in farina che può essere poi venduta all'ingrosso. La startup ha in essere una interessante partership con con Hodo Foods (il marchio di soia biologico che vende il tofu a Whole Foods, Target, Chipotle, Sweetgreen e a molti chef stellati Michelin) con la finalità di realizzare prodotti ad alto contenuto nutritivo, a base di okara, il principale residuo della fabbricazione del tofu. Authentico presenterà un'applicazione mobile gratuita che permette a chiunque di riconoscere prodotti agroalimentari italiani autentici, scansionandone il codice a barre presente sulla confezione. Vegea è un progetto nato nel 2016 per la produzione di tessuti tecnici con basi biologiche, tratte da materie prime vegetali e sottoprodotti vinicoli. Nello specifico utilizzano la vinaccia, materia prima completamente vegetale composta da bucce, semi e gambi rimanenti dopo la pigiatura delle uve durante la produzione del vino. I materiali di Vegea sono utilizzabili nel comparto moda e design, automotive e packaging.
IL PROGETTO TRUE ITALIAN TASTE
Il progetto ha l’obiettivo di narrare ai consumatori di tutto il mondo i vantaggi del prodotto autentico italiano e del prezioso legame tra il cibo ed i territori di provenienza; aiutare gli appassionati del “buon cibo” a scegliere ed utilizzare al meglio gli ingredienti 100% Made in Italy, tutelando insieme aziende e consumatori; supportare le imprese italiane di prodotti certificati, tipici e di nicchia che vogliono farsi conoscere sui mercati esteri e consolidare ed ampliare le opportunità per le aziende già presenti; come valorizzare la salubrità del cibo autenticamente italiano, promuovendo i prodotti biologici, il new food nutri free, gli integratori alimentari e molto altro ancora, ma anche tutti quei prodotti Made in Italy che possono vantare certificazioni collegate a categorie etniche (halal e kosher). (aise) 

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