AL VIA IL PISA CHINESE FILM FESTIVAL 2020

AL VIA IL PISA CHINESE FILM FESTIVAL 2020

PISA\ aise\ - Dal 28 al 30 settembre torna a Pisa il festival cinematografico interamente dedicato alla Cina. Organizzato dall’Istituto Confucio della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in collaborazione con la società di produzione Polis, il Pisa Chinese Film Festival per questa nuova edizione conferma e amplia il percorso intrapreso in questi anni di intensa ricerca nell’ambito cinematografico cinese. Anche per l’edizione 2020, infatti, le proiezioni saranno dedicate a quelle opere che non hanno goduto di particolare visibilità sul mercato italiano ed europeo, e che rappresentano allo stesso tempo un prodotto autentico del mercato del cinema contemporaneo prodotto nella Repubblica Popolare.
Dopo la falsa partenza di febbraio, quando le date previste per il festival sono state annullate a causa dell’inasprirsi dell’epidemia di Covid-19 e in solidarietà con la Cina che in quei giorni viveva la fase più dura del fenomeno pandemico, gli organizzatori hanno mantenuto la promessa fatta a febbraio, riprogrammando per fine settembre lo stesso identico calendario previsto per l’edzione 2020 del festival.
Le tre giornate di proiezioni – ed è una novità assoluta per il Pisa Chinese Film Festival - saranno ciascuna contraddistinta da un tema particolare, ripreso da quel caleidoscopio di motivi e di scenari che è il mondo della Cina contemporanea. La prima giornata, il 28 settembre, sarà dedicata all’opposizione classica tra giovani e adulti, quella del 29 settembre – quasi in continuità con il primo tema – sarà incentrata intorno a due storie familiari, mentre l’ultima, il 30 settembre, sarà caratterizzata da due motivi assai cari alla cultura cinese non solo odierna: l’Assurdo e la natura umana.
Tutti i titoli presenti in cartellone sono a ingresso gratuito e in lingua originale, con sottotitoli in inglese.
Le disposizioni previste per l’accesso alla sala del Cinema Arsenale sono molto semplici. Sarà necessario prenotare il proprio posto al seguente link www.arsenalecinema.com/pcff.
La composizione dell’offerta cinematografica del Pisa Chinese Film Festival è stata pensata a partire da un’accorta valutazione dei prodotti dell’industria cinematografica cinese. Un approccio che ha individuato sul campo quei film che incontrano il gusto del pubblico più grande del mondo, le mode, i personaggi, insomma una panoramica dal basso delle “ombre elettriche” made in China. Il cinema cinese rappresenta un osservatorio privilegiato su quelli che sono oggi i gusti, le avanguardie, addirittura le storie che talvolta rimbalzano anche nel contesto europeo. Sono lontani i tempi in cui si poteva godere il cinema cinese solo all’interno di cartelloni di blasonati festival. Oggi i lavori dei maestri attivi in Cina sono un punto di riferimento per molti autori occidentali, a dimostrazione che la rotta si sta invertendo sempre più a favore del mercato cinese.
Apertura lunedì 28 settembre alle ore 18.30 presso il Cinema Arsenale con il taglio del nastro dell’edizione 2020. Il Festival sarà inaugurato dal film The Crossing del regista Bai Xue, un piccolo gioiello teso tra lirica e modernità con una protagonista difficile da dimenticare. Peipei ha infatti un sogno: vedere la neve in Giappone. Una storia di amicizia e di quotidiano contrabbando tra Shenzhen e Hong Kong. Una storia di amicizia e di quotidiano contrabbando tra Shenzhen e Hong Kong. Alle 21.00 giù le luci in sala per la proiezione di The Summer Is Gone del regista di Zhang Dalei, talento riconosciuto del cinema cinese narra le ultime vacanze estive di un dodicenne, Xiaolei, prima di passare all’età adulta. Nella semplicità apparente nella trama, così come nei toni malinconici dell’opera, si celano alcuni dei motivi più cari all’arte cinese – in ogni sua forma – che sono quello del passaggio, della metamorfosi dei corpi viventi, la nostalgia della giovinezza e l’incertezza che contraddistingue l’attesa del futuro.
Martedì 29 settembre, alle ore 18.30, a conquistare la schermo del Cinema Arsenale sarà la volta di Four Springs del regista Lu Qingyi, dedicato alla vita quotidiana di un migrante nella Cina di oggi. Una memorabile epopea della fuga e del ritorno visti entrambi come necessità e “ferite” per quelle generazioni costrette a sradicare la loro provenienza alla ricerca di un benessere molto spesso contraddistinto dalle fattezze di una contemporaneità crudele.
Alle 21.00 il Pisa Chinese Film Festival proporrà l’opera controversa di Yue Lü: Lost, Found, un’opera densa e drammatica dedicata a un fenomeno purtroppo assai frequente nelle metropoli cinesi, ovvero l’improvvisa scomparsa di minori, spesso oggetto di rapimento. Un trama ben congegnata, un linguaggio filmico che guarda con attenzione agli stilemi del cinema di Hong Kong e ai grandi drammi della tradizioni rivisitati in chiave contemporanea. Un film dalle tinte fosche ma con un barlume di speranza per le nuove generazioni.
Mercoledì 30 settembre si apre alle 18.30 con la proiezione di The Great Buddha, del regista Hsin-yao Huang. Le mirabolanti avventure di un guardiano di notte alla ricerca del senso della vita tra super cattivi e mistiche visioni. Un omaggio al cinema surreale europeo, toccato dalla grazia di una vena umoristica originale e tagliente che lo rende un prodotto unico nel suo genere. Alle ore 21.00 si chiude con A Cool Fish per la regia di Xiaozhi Rao, l'affresco comico e irruento di una Cina alle prese con le contraddizioni del tempo presente: due criminali, un ex poliziotto e una rapina fallita sono i presupposti per un racconto fulmineo e potente che ha riscosso in patria un grande successo di pubblico.
“Come promesso eccoci di nuovo con la nostra proposta, per questo 2020 travagliato ma che ci ha insegnato anche molte cose”, spiega la direttrice cinese dell’Istituto Confucio della Scuola Superiore Sant’Anna, professoressa Huang Yunlin. “La Cina – prosegue - è stata duramente colpita nel corso dell’inverno, ma ha saputo riprendersi e ritornare a vita nuova grazie al lavoro, alla collaborazione e alla sensibilità di tutti. Uniti nelle diverse difficoltà, siamo riusciti a riprendere il corso della nostra vita. Abbiamo scelto di tenere lo stesso programma previsto per febbraio, perché ci è sembrato che argomenti come la famiglia, il rapporto tra giovani e adulti e così le assurdità del nostro quotidiano potessero raccontare meglio di altre una piccola scheggia del nostro vissuto, nell’intento di voler condividere con gli spettatori europei gioie e turbamenti che il cinema, per sua stessa natura, spesso sa così ben raccontare”.
“Una manifestazione che ha riscosso consensi e soprattutto destato la partecipazione non solo degli appassionati, ma anche di coloro che sono curiosi del mondo cinese, meritava questa seconda possibilità, anche in un anno difficile come quello che stiamo attraversando, continua il direttore italiano dell’Istituto Confucio, prof. Alberto Di Minin. “Il Festival era stato originariamente programmato per febbraio, ma il diffondersi della pandemia in Cina ci ha messo nella condizione di posticipare l'evento. Lo abbiamo fatto grazie alla collaborazione dei nostri partner dell'Arsenale, che ringraziamo per la loro disponibilità. Noi tutti desideriamo costruire solide relazioni con il mondo cinese e siamo consapevoli che queste passano anche da una condivisione degli aspetti culturali, a partire da quelli di matrice popolare, di cui il cinema da sempre è promotore attivo. Gli eventi pandemici hanno solo rallentato questo scambio, e la partecipazione alle proiezioni del Pisa Chinese Film Festival 2020, secondo le semplici regole previste, rappresenta anche un piccolo gesto di speranza che presto ogni cosa possa tornare alla normalità per tutti”.
L’accesso a ciascun evento del Festival è libero e gratuito. È necessario prenotare il proprio posto in sala attraverso il sito www.arsenalecinema.com/pcff. (aise)


Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi