“Il suono si fa spazio” a Roma con il Festival Creature 2020

ROMA\ aise\ - Tour acustici in posti inaccessibili, un programma di podcast, workshop e mappe sonore, per un festival che indaga il rapporto fra architettura e musica, coinvolgendo artisti di rilievo del panorama musicale internazionale del calibro di Ice One, Riccardo Sinigallia e Teho Teardo. Si tratta del Festival Creature, in programma a Roma dall’11 al 20 dicembre.
Da sempre terreno di sperimentazione del legame fra architettura e altre discipline, il festival giunge quest’anno alla sua quarta edizione e propone un fitto programma di eventi virtuali, tutti fruibili gratuitamente.
Siamo abituati a conoscere i luoghi attraverso gli occhi ed è soprattutto con lo sguardo che impariamo a esplorarli ma cosa succede quando, anziché affidarci alla vista, usiamo il suono, la musica, le emozioni che questi evocano in noi, per scoprire il significato di un posto?
È a questo interessante quesito che si rivolge il Festival Creature, che dopo l’arte, la fotografia e il linguaggio delle edizioni passate, per il 2020 dà vita a un nuovo esperimento di ibridazione, tra spazio e suono, tra architettura e musica.
“Nella percezione degli spazi architettonici e urbani siamo abituati a concentrarci sulla sequenza di immagini, sottovalutando l’importanza degli altri sensi nella definizione dell’esperienza”, afferma Giorgio Pasqualini di Open City Roma, associazione organizzatrice del Festival Creature, “esiste una correlazione diretta fra spazio e suono; in alcuni spazi il suono può addirittura essere la caratteristica dominante, quella che maggiormente resterà impressa nella memoria”.
Un’idea nata durante il periodo di lockdown, che ha costituito per tutti una pausa forzata dalla maggior parte delle attività, facendo diventare le nostre città improvvisamente silenziose.
“Coltivavamo da tempo l’idea di raccontare l'architettura attraverso il suono e la musica”, afferma Laura Calderoni di Open City Roma. “Finalmente abbiamo avuto l'occasione di farlo con artisti di grande rilievo e mostrando posti che normalmente non sono accessibili, ne è emerso un lavoro inedito e sperimentale, dalla grande forza suggestiva”.
La scelta di luoghi insoliti, normalmente non deputati ad accogliere opere d’arte, prosegue anche nella quarta edizione del festival, che mantiene come primo obiettivo quello di sperimentare, di dare vita a nuove forme di ibridazione e di creare spiazzamento, puntando a sovvertire il punto di vista non solo sull’opera, ma anche sul contesto che la ospita, specialmente se questo è un luogo poco conosciuto.
Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022, fa parte di ROMARAMA 2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale, ed è realizzato in collaborazione con SIAE.
Il Festival Creature è realizzato con la partecipazione di: Parco Regionale dell'Appia Antica, EUR spa, It's Architettura.
Ascoltare l’architettura: il suono della città di sotto
L’edizione di quest’anno del Festival Creature, che avrà una programmazione triennale, si concentra su tre luoghi sotterranei, mentre per il 2021 saranno scelti tre luoghi alti e panoramici e per il 2022 un’installazione sonora che remixerà le opere degli anni precedenti con suoni inediti, per restituire un’esperienza sonora complessiva di Roma.
Per l’edizione 2020 il Festival si svolgerà nella città “di sotto”, dove il rumore della vita di superficie non riesce ad arrivare, dove i suoni si fanno ovattati e lasciano il posto alla profondità del silenzio.
I tre luoghi selezionati per l’edizione di quest’anno presentano forti significati simbolici e contrasti evidenti, a voler rappresentare una dimensione suggestiva e carica di senso, lontana dalla percezione abituale. In qualche caso si tratta di posti del tutto inediti, portati alla luce solo recentemente, come i sotterranei a Casal Bertone - rinvenuti in seguito ai lavori dello studio di architettura It’s per la realizzazione del loro HUB- un dedalo di gallerie e vani sotterranei, in cui elementi naturali e artificiali si susseguono senza interruzione e l’elemento costruito in mattoni si inserisce sulla roccia nuda.
Sarà poi la volta del rifugio antiaereo all'EUR, un labirinto di cemento armato, memoria della Seconda guerra mondiale; infine, le tombe di Via Latina, in cui troviamo splendidi affreschi e decori in stucco del I e II secolo d.C., con scene naturali e di vita quotidiana, un inaspettato inno alla vita in stridente contrasto con il luogo di sepoltura.
In questi spazi sotterranei, dove normalmente regna un silenzio completo, il suono si rivela in tutta la sua energia e la sua capacità espressiva, carica di significati inaspettati.
Musica d’autore e videoarte: interpretazioni contemporanee degli spazi architettonici
È un invito a mettersi in ascolto e a riflettere sul modo di abitare gli spazi il tema dell’edizione 2020 del Festival Creature, che ha chiesto a tre musicisti di dare una lettura attuale dei luoghi architettonici selezionati, per produrre un’opera inedita, un brano di sound design, quasi una “colonna sonora” dei posti, generando per il pubblico una nuova esperienza degli spazi.
Gli artisti coinvolti, selezionati e coordinati da Federico Borzelli, sono grandi nomi del panorama musicale italiano e internazionale, provenienti da ambiti e generi differenti: Ice One, autore rap e hip hop, Riccardo Sinigallia, cantautore e compositore e Teho Teardo, creatore di numerose colonne sonore di film d’autore. Ognuno dei tre musicisti ha realizzato un brano che dà una rilettura personale in chiave sonora di uno dei tre luoghi; l’artista visivo Alessandro Imbriaco ha poi realizzato un’opera di videoarte, dando un’interpretazione visiva di ogni brano e sedi.
“Musica e architettura, forse più di altre arti, hanno una particolare relazione con lo spazio”, sostiene il compositore Teho Teardo, che ha trasposto in musica le tombe di via Latina, “che consente a entrambe di circondare e avvolgere gli esseri umani in una sorta di mistero, è una relazione metaforica”.
Riguardo l’ispirazione che ha dato vita alla sua creazione sui sotterranei di Casal Bertone, Riccardo Sinigallia sostiene: “Sono partito dall’effetto fisico e psicologico che ha su di me un’architettura sotterranea, quasi un abisso urbano che presuppone una storia più o meno veramente conosciuta e una superficie più o meno confortante. La mia idea è stata quella di dare un suono alle distanze tra i più e i meno”.
A Ice One, invece, il compito di mettere in musica gli spazi dell’EUR, il bunker antiaereo usato durante la Seconda guerra mondiale: “Ho cercato di trasmettere in musica la freddezza di quei muri, che in realtà hanno significato la possibile salvezza per chi si fosse rifugiato nel bunker, ho cercato di restituire nelle note quelle impressioni sensoriali che si possono provare stando ore in una struttura del genere, per cui odori, lo strano riflesso della luce sul cemento, lo strano rimbalzo che i suoni avrebbero tra le mura, cercando un linguaggio musicale che comunichi a tutti”.
Tour sonori, podcast e workshop: esplorare attraverso il suono
Il festival presenta un programma di tour sonori on line che permettono di conoscere da vicino alcune zone di Roma. È il caso di Casal Bertone, utilizzando la musica per raccontare gli aspetti storico-urbanistici del quartiere, dal suo passato agricolo ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, fino ad arrivare al contemporaneo e a Pierpaolo Pasolini. Oppure è possibile scoprire l’EUR e le sue due facce opposte, una rappresentata dai suoni trionfanti del nazionalismo di regime fascista, l’altra gioiosa ed esterofila della musica americana trasmessa in radio con i motivetti del Trio Lescano. I tour on line permettono anche di attraversare la Roma barocca e di partecipare a una passeggiata che indaga le diverse tipologie di architettura dell’epoca – la città, il palazzo, la chiesa- intrecciandole con l’opera di Alessandro Scarlatti, Arcangelo Corelli e Orazio Benevoli, musicisti le cui composizioni risuonavano negli spazi pubblici della città eterna del Seicento.
La musica come linguaggio universale che può avvicinare e coinvolgere il pubblico più giovane, come quello degli adolescenti, è l’obiettivo dei laboratori “Cacciatori di suoni”, realizzato in collaborazione con MAXXI A[R]T WORK a cura di Federico Borzelli, responsabile del progetto di alternanza scuola lavoro del Museo nazionale delle arti del XXI secolo. I workshop vedranno protagonisti gli studenti del Liceo Bramante, Liceo Caravillani, Liceo Virgilio, Liceo Vivona di Roma, che lavoreranno alla creazione di una traccia sonora.
Con i podcast “Il suono si fa spazio”, invece, si crea un viaggio sonoro attraverso i più interessanti esperimenti di composizione che hanno indagato il rapporto fra musica e spazio. Per il 2020 sono trattati artisti come Alvin Lucier, Pauline Oliveros, Alva Noto, Ryuichi Sakamoto, Alvin Curran e Taylor Dupree, che hanno intessuto un rapporto intenso con il luogo di registrazione. Nei primi due podcast vengono raccontate le ricerche e le storie, a volte singolari, di artisti che hanno sondato le diverse possibilità del linguaggio musicale come medium per leggere lo spazio, alcuni utilizzando le particolari proprietà acustiche dei luoghi come “voce di risposta e nuova domanda”, altri utilizzando i suoni ambientali come punto di partenza per le improvvisazioni. Il terzo podcast è incentrato sui lavori di artisti come Bill Fontana, Llorenc Barber e Arseny Avraamov, che hanno raccontato lo spazio urbano attraverso la musica. (aise)