AL BOIS DU CAZIER DI CHARLEROI LA MOSTRA-CONCORSO “STORIE DI UOMINI E CARBONE” – DI DONATELLA FAVARETTO

AL BOIS DU CAZIER DI CHARLEROI LA MOSTRA-CONCORSO “STORIE DI UOMINI E CARBONE” – di Donatella Favaretto

CHARLEROI\ aise\ - “Perché ci sono così tanti italiani in Belgio?”. Questa domanda è stata presa sul serio dalla comunità italiana operante nelle scuole della Wallonia. E la risposta non è stata per nulla banale: una mostra-concorso dal tema “Storie di uomini e carbone” aperta dal 4 maggio scorso al Bois du Cazier, la miniera della “catàstrofa” del ’56.
L’idea del concorso, nata per iniziativa del Comites di Charleroi e subito accolta dall’Ufficio scolastico del Consolato, è stata realizzata, con disegni, cartelloni e video, dagli insegnanti della Circoscrizione inviati dal Ministero degli Affari Esteri italiano, riuscendo a coinvolgere più di 350 alunni di 16 scuole di Marchienne au Pont, Charleroi, Chatelet, Mons, la Scuola internazionale di Shape, Obourg, Belgrade, Tamines, Presles e Namur.
Per circa tre mesi gli insegnanti hanno proposto nelle loro classi dei percorsi di riscoperta del ruolo delle miniere in Belgio e soprattutto hanno sollecitato la consapevolezza che molti di quei minatori, giovanissimi, mal pagati, sfruttati e rifiutati della società belga dell’epoca, erano i loro nonni, zii, bisnonni oppure “fratelli” in qualità di connazionali. Una grande famiglia di cui andare fieri invece che dimenticare o rifiutare. Significativa e preziosa è stata la presenza delle tre associazioni di minatori della zona.

Salvatore Cacciatore, presidente del Comites di Charleroi, ha sottolineato, insieme alla gratitudine per tutti i partecipanti, che il concorso vuole parlare proprio ai figli dell’immigrazione.
Per David Michelut, console generale d’Italia a Charleroi, questa occasione rafforza i legami tra il Belgio e l’Italia perché dà voce ai veri protagonisti di oggi che sono i bambini e le loro famiglie.
Jean-Louis Delaet, direttore del Bois du Cazier ricorda che la struttura di Marcinelle, patrimonio dell’Unesco, esiste proprio per occasioni come queste che riportano al “dovere” della memoria, al “nonnò” e agli amici e compagni di lavoro che oggi hanno fra gli 80 e 90 anni ma che sono ancora qui a fare il lavoro della “testimonianza”.
Maria Manganaro, dirigente dell’Ufficio scolastico con il presidente della giuria, signor Antonio Scifo, hanno consegnato i numerosi premi ai 12 bambini vincitori: per la classe terza Alexy Fleis, Laura Beka e Marie Sane; per la classe quarta Giorlando Olivia, Salyf Nora e Berettella Mattea; per la classe quinta Marcus Ngom, Romlano Luna e Tondeur Ycar; per la classe sesta Russo Elisa, Justin Caereles e Kharrat Dhya. Complimenti!
Il Comites, il Consolato d’Italia, gli insegnanti italiani insieme ai colleghi e direttori belgi, accompagnati dagli alunni con le loro famiglie, sono riusciti a fare del Bois du Cazier un luogo di integrazione e festa fra generazioni, capace di dimostrare che la storia si vive in prima persona. Soprattutto è ancora possibile raccontarla e trasmetterla per comprendere sempre più le nostre radici e dunque la nostra identità. (donatella favaretto\aise)


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