DECRETO SEMPLIFICAZIONI: IL CGIE IN SENATO

DECRETO SEMPLIFICAZIONI: IL CGIE IN SENATO

ROMA\ aise\ - Il Segretario generale Michele Schiavone, e la vice segretaria per i Paesi Anglofoni extra Ue del Cgie Silvana Mangione sono stati ascoltati in video conferenza questa mattina dalle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato nell’ambito dell’esame del cosiddetto Decreto Semplificazioni (Conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale).
Il decreto, come noto, all’articolo 16 interviene sulle modalità del voto all’estero del prossimo referendum, prevedendo al primo comma il termine del martedì precedente il voto in Italia come data ultima per l’arrivo dei plichi votati in consolato (invece del giovedì previsto dalla Legge Tremaglia), norme semplificate per l’invio e il trasporto delle schede votate in Italia (valigia diplomatica non accompagnata) e aumento del numero minimo e massimo di lettori per ciascun seggio (ai fini dello spoglio dei voti).
Nel breve tempo a disposizione, Schiavone ha ribadito la contrarietà del Cgie all’accorpamento del referendum sul taglio parlamentari con le elezioni amministrative e regionali e quelle suppletive per la sostituzioni di due parlamentari, spiegando le ragioni di carattere organizzativo che rendono difficile la partecipazione di oltre un milione di elettrici e elettori residenti all’estero, alla stregua di quanto prevede il comitato tecnico scientifico nazionale, che stima oltre 20'000 cittadini italiani costretti in quarantena e impossibilitati a partecipare al voto per ragioni sanitarie.
Le ragioni politiche ed economiche – queste ultime alla base dell’election day – non possono risolversi nel mancato riconoscimento del diritto di voto agli elettori. Elettori che, tra l’altro, avrebbero poco tempo anche per essere informati sui quesiti referendari.
La “forzatura dei tempi” per modificare in maniera “coatta” la Costituzione italiana – secondo Schiavone – macchierebbe di un grave reato chi impone la forza dei numeri a discapito della garanzia implicita nella Carta Fondamentale del nostro Paese. In mancanza di informazione, ha ribadito, nella circoscrizione estero il voto sarebbe falsato.
Per questo, ha detto ai senatori, il CGIE chiede garanzie per una campagna referendaria sui contenuti sottoposti al vaglio delle elettrici e degli elettori. La stessa riduzione da 1556 a 550 dei seggi per lo scrutinio dei plichi elettorali a Castelnuovo di Porto – ha aggiunto – la dice lunga sulla prospettiva del DL 76/2020, orientato al ribasso e al risparmio di 490.000 euro.
Un risparmio, ha evidenziato, in contraddizione con gli incentivi del 50% per gli scrutatori previsti sempre dall’articolo 16 del decreto. Nonostante questo non sarà facile nominare gli scrutatori, ha sostenuto Schiavone, visto che nessuno vorrà fare da specchio per le allodole se non si garantirà la sicurezza sanitaria nell’Hangar romano della protezione civile dove è previsto lo spoglio delle schede della circoscrizione estero.
Altri argomenti sono stati esposti dalla vicesegretaria Mangione che, nei processi di semplificazione della pubblica amministrazione votata alla digitalizzazione e all’identità digitale, ha richiamato l’importanza di integrare tutte le realtà italiane nei 5 continenti - servizi scolastici, universitari e scientifici, civili, sociali e culturali - senza prescindere dalle agevolazioni per la promozione e l’internazionalizzazione delle fonti commerciali materiali e immateriali dell’Italia.
A differenza del passato, ha aggiunto, la ripartenza del nostro Paese dovrà tener conto delle potenzialità dei milioni di connazionali e degli italodiscendenti residenti all’estero, i quali sono ansiosi di verificare i grandi passi avanti della pubblica amministrazione e delle politiche d’internazionalizzazione italiane. La semplificazione legislativa e amministrativa e la digitalizzazione, assieme alle diverse forme di sostegno alla promozione dell’Italia all’estero, sono diventati essenziali per la proiezione e per la modernizzazione del Sistema Paese, ha sottolineato Mangione, secondo cui “ne va del destino e del prestigio che tiene assieme la nostra comunità di destino”. (aise) 

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