DI MARTINO (COMITES CARACAS): FAVORIRE IL REINSERIMENTO IN EUROPA DEGLI ITALO-VENEZUELANI

DI MARTINO (COMITES CARACAS): FAVORIRE IL REINSERIMENTO IN EUROPA DEGLI ITALO-VENEZUELANI

CARACAS\ aise\ - “Sarebbe ora che ai venezuelani che volessero rientrare in qualsiasi Paese dell'Unione Europea, senza distinzione di nazionalità, venissero offerte possibilità di rinserimento e di studio per costruire o ricostruire un futuro migliore per loro e per le future generazioni”. A sostenerlo è Ugo Di Martino, presidente del Comites di Caracas e coordinatore dell’Intercomites in Venezuela.
“Da molti anni – scrive – i nostri connazionali italo-venezuelani, tra cui professionisti, emigrano spesso non in Italia come sarebbe naturale ma in Spagna, dove riescono a trovare lavoro (anche se la percentuale di disoccupazione è più alta che in Italia). La presenza degli italiani residenti in Spagna nell'ultimo anno è triplicata. Il Paese Iberico – aggiunge Di Martino – oltre ad accogliere i propri connazionali, fa anche una politica di apertura per chi arriva dal Venezuela, inclusi i nostri connazionali, facilitando il loro inserimento, riconoscendo immediatamente i loro titoli di studio, la patente di guida e così via”.
“Abbiamo modo di ascoltare dai media di eventuali piani di rientro e di rinserimento dei nostri connazionali anche in Italia”, aggiunge il presidente del Comites, “ma in questi momenti così drammatici, e qui in Venezuela in modo particolare, non riusciamo a percepire nulla di simile. Anche raggiungere non dico l'Italia, ma l'Europa è diventata un'odissea: ci sono persone che non riescono a ricongiungersi con i propri familiari, che non possono raggiungere le loro residenze”. Dunque, per Di Martino “sarebbe opportuno che l’Unione Europea operasse in modo più incisivo: i cittadini italiani, spagnoli e portoghesi, per sentirsi Europei, devono essere trattati come tali, senza differenze. Si parla tanto dei borghi ormai deserti per mancanza di abitanti, di crescita zero, di mancanza di professionisti e di mano d'opera: bene, sarebbe ora che a chi vuole rientrare in qualsiasi Paese dell'Unione Europea, senza distinzione di nazionalità, vengano offerte possibilità di rinserimento, di studio per costruire o ricostruire un futuro migliore per loro e per le future generazioni”. (aise) 

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