"PARLIAMO GRECO (SENZA SAPERLO)": DA ATENE UNO STUDIO PER SCOPRIRE LE RADICI DELL’EUROPA UNITA

"PARLIAMO GRECO (SENZA SAPERLO)": DA ATENE UNO STUDIO PER SCOPRIRE LE RADICI DELL’EUROPA UNITA

ATENE\ aise\ - "Esistono elementi sostanziali che dovrebbero profondamente rimotivare i vari popoli europei a ricercare la loro unità. Tra questi bisogna certo includere la lingua greca che ininterrottamente da secoli continua a influenzare tutte le lingue dell’Europa rendendole di fatto sorelle. La lingua greca è nel loro DNA e, grazie ad essa, alle radici greche che troviamo nei vari idiomi, ma anche nei nomi che mettiamo ai bambini possiamo davvero dire che i popoli europei parlano la stessa lingua. Bisognerebbe però cercare di capire meglio quanto ci assomigliamo, sia perché padroneggiare e saper riconoscere le radici greche ci permetterebbe di imparare meglio le varie lingue europee, sia perché riconoscersi simili potrebbe essere alla base di un rinnovato cammino verso un’unione europea politicamente e socialmente più consapevole". Questo il messaggio lanciato dal nuovo libro "Parliamo greco (senza saperlo)" realizzato da Maria Mattioli, docente di italiano presso la Scuola italiana di Atene, e pubblicato dalla EPT Books di Enzo Terzi.
Il libro verrà presentato ufficialmente martedì 17 dicembre, alle ore 18.30, presso l’anfiteatro "Adonis Tritsis" del Centro Culturale del Comune di Atene, in via Akadimias 50. La serata sarà organizzata dal Com.It.Es. Grecia, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura ad Atene e l’Ente Culturale del Comune di Atene (OPANDA), ed è promossa sotto l’egida dell’Ambasciata italiana di Atene nell’ambito delle iniziative di "Tempo Forte".
Saranno presenti accanto all’autrice Maria Mattioli: il traduttore e saggista Maurizio De Rosa, Dimitra Giannara, docente di greco alla Scuola italiana di Atene e Letteratura europea all’Università Greca Aperta di Patrasso, Carlo Bordone, autore delle illustrazioni del libro. La presentazione sarà condotta dal giornalista Dimitri Delioliani.
Gli organizzatori della presentazione, tutti attivi nella promozione dei legami culturali tra l’Italia e la Grecia, si sono fortemente riconosciuti nello spirito di quest’opera, che ha come obiettivo quello di cercare di dare una visione d’insieme, la più chiara ed esaustiva possibile, dei rapporti tra la lingua greca e le principali lingue europee. In quest’opera sono state raccolte oltre 3.000 parole greche, prestiti e anti-prestiti parallelamente presenti nelle principali lingue europee, ed inoltre un vasto repertorio di nomi propri di origine greca, radici, suffissi, prefissi, che sostanzialmente fotografano lo stato attuale dei rapporti tra il greco e gli altri idiomi.
Tutte le parole raccolte nel "lessico", costituiscono un potente strumento di dialogo tra le sei lingue prese in esame, le quali grazie ad essi si rivelano più vicine di quanto non si immagini. Lo studio poi analizza anche il fenomeno dei calchi ovvero la traduzione delle parole greche in latino, iniziato già nella Roma arcaica con Livio Andronico e proseguito con autori quali Plauto e Cicerone, che ha fatto sì che si creassero neologismi latini, ma dall’anima profondamente greca.
Prestiti ed anti-prestiti paralleli e calchi permettono dunque di dire che la provocazione lanciata dal titolo "Parliamo greco" non è poi così lontana dalla realtà. Fondamentale per quest’opera è tuttavia cercare di evidenziare quanto questo patrimonio linguistico, profondamente penetrato nelle varie lingue, possa essere impiegato per mettere in comunicazione le moderne lingue europee tra di loro; far sì che esse possano riconoscersi reciprocamente sorelle.
Nell’appendice didattica del volume, grazie a cruciverba e indovinelli, è possibile avvicinarsi al materiale in modo istruttivo, ma divertente. Le suggestive ed originali immagini realizzate da Carlo Bordone arricchiscono l’opera rendendola non solo più significativa, ma anche più leggera e fruibile.
La presentazione di questo studio avrà anche una connotazione festosa, sia perché si colloca a ridosso delle prossime vacanze natalizie sia perché la pubblicazione si connota come un importante strumento di dialogo culturale e sociale tra le comunità italiana e greca; infatti a conclusione dell’iniziativa vi sarà un breve concerto, durante il quale verrà cantata una canzone che, nello spirito del lessico, proporrà alcune parole greche presenti in tutte le lingue europee. (aise)

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