PORTALE UNICO ITALIANI NEL MONDO/ SPADONI (COMITES SAN FRANCISCO): COINVOLGERE I COMITES PER I CONTENUTI “LOCALI”

PORTALE UNICO ITALIANI NEL MONDO/ SPADONI (COMITES SAN FRANCISCO): COINVOLGERE I COMITES PER I CONTENUTI “LOCALI”

ROMA\ aise\ - Da Sonia M. Spadoni, segretaria del Comites di San Francisco, riceviamo e pubblichiamo queste riflessioni sulle potenzialità del portale unico per gli italiani nel mondo – oggetto di una risoluzione approvata mercoledì dalla Commissione Esteri della Camera – e sull’opportunità di coinvolgere anche i Comites per la produzione dei contenuti per ciascun territorio.
“Buongiorno,
sono una cittadina italiana residente in California, segretaria eletta del Comites di San Francisco. Stamane ho letto la notizia sul vostro sito che ieri è stato approvato il testo unificato delle risoluzioni sugli strumenti informatici a supporto dei connazionali all'estero.
Da tempo, come Comites, stiamo cercando di trovare mezzi di informazione che consentono di raggiungere in maniera capillare i cittadini italiani residenti nella nostra circoscrizione consolare, specialmente in questi tempi di emergenza sanitaria.
Ultimamente, tra l'altro, abbiamo discusso l'importanza di espandere i contenuti delle comunicazioni in modo da comprendere informazioni il più dettagliate e precise possibili. La notizia di un portale ufficiale che fornisce informazioni omogenee e valide per tutti i cittadini residenti all'estero, o che si spostano da e per l'Italia, fa pertanto ben sperare che venga coperta in maniera esaustiva anche l'area dei contenuti, purtroppo a volte lacunosi. Devo rilevare infatti che, tutt'ora, il sito del Ministero fornisce informazioni che andrebbero riviste alla luce delle situazioni locali. Faccio un esempio: il modello di autodichiarazione pubblicato all'interno del link che appare sotto la domanda “Quali sono le principali regole per gli spostamenti da e per l'estero?” essendo in italiano, non viene necessariamente accettato dal vettore di partenza estero. Questo è un problema che si è in effetti verificato, per cui la cittadina in partenza per l'Italia non ha potuto salire sull'aereo. È vero che il modello esiste anche in altre lingue, ma se le istruzioni non spiegano a chi legge il sito in italiano che per partire dagli USA si deve mostrare il modulo in inglese, l'utente difficilmente può intuirlo.
Sarebbe dunque auspicabile che le informazioni venissero postate sul portale dopo avere svolto un lavoro di indagine "locale" attraverso l'aiuto di Consolati, associazioni italiane e Comites (ai quali dovrebbero comunque essere forniti strumenti più efficaci per raggiungere la cittadinanza) ma anche con sondaggi mirati a raccogliere le istanze dei cittadini che stanno vivendo in prima persona le difficoltà attuali”. (aise) 

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