Rinnovo Comites e impatto sui consolati: il dibattito del Cgie

ROMA\ aise\ - Dopo gli interventi del Segretario Generale Schiavone, quello del Sottosegretario Della Vedova e la relazione di governo del Direttore Generale per gli Italiani all’estero della Farnesina Vignali, è andato in scena il dibattito tra consiglieri del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e presidenti dei Comites. E da tutti questi interventi è emersa la grande delusione, talvolta espressa anche con rabbia, rispetto alla decisione del Governo e del Parlamento di confermare le elezioni del 3 dicembre, non rispettando la volontà degli italiani all’estero e del Cgie di rinviare l’appuntamento elettorale in un momento in cui la pandemia e le disfunzioni consolari ad essa collegata (e non solo) siano passate.
Primo intervento a cura di Giuseppe Maggio, Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord del Cgie: “ci sono storture in paesi di grande emigrazione, che stanno minando la buona riuscita delle elezioni”. Pandemia e personale insufficiente rendono dubbiosi, secondo Maggio, “l’accesso all’iscrizione” e “l’esercizio del diritto di voto”. Il governo, dunque, “dovrebbe rinviare le elezioni”, ma “duole osservare la mancanza di rispetto di Governo e Parlamento”.
Rodolfo Ricci, Vice Segretario Generale di Nomina governativa del Cgie, ha spiegato che “in tutti i contatti avuti nella nostra commissione, non c’è una situazione nei 110 Comites (più 16 nuovi), che abbia fiducia nelle prossime elezioni. C’è un altro problema oltre alla pandemia, non sono mai stati raccolte le sollecitazioni del Cgie” rispetto a ogni dubbio espresso. “Tutta una serie di problemi sistemici per cui la collettività non ha alcun entusiasmo per partecipare a queste elezioni: le elezioni avranno un pessimo risultato”.
“Mi sconvolge il rimpallo tra governo e parlamento tra chi salva qualcosa dalla totale debacle che si delinea”, ha detto Silvana Mangione, Vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei del Cgie. “Avrei voluto sentirmi dire dal Governo (da Della Vedova nello specifico): sto spingendo il Governo a utilizzare l’articolo 77 della costituzione perché in una situazione drammatica com’è (una situazione di necessità e urgenza), è il Governo che si deve muovere, eliminando l’inversione di opzione, per esempio. Serve una soluzione politica più forte, oppure mi viene da pensare che c’è una volontà precisa di delegittimare totalmente i Comites facendo partecipare solo il 2, 3 o 4%.
Per Franco Papandrea, consigliere del Cgie Australia, la campagna informativa del Maeci “è totalmente inadeguata”. Papandrea ha quindi suggerito al Cgie “di fare una segnalazione al tribunale competente per fermare questo insulto agli italiani all’estero”.
Ernesto Pravisano, Presidente Comites Paesi Bassi, ha preso poi parola cercando di spiegare come “i requisiti per le procedure di voto sono soffocanti” sia per il voto attivo che per quello passivo. Questo comporta “il rischio che non ci siano liste da votare”.
Tommaso Conte, presidente dell’Intercomites Germania: “sono rimasto basito dalla relazione governativa, perché ho sentito solo procedure tecniche, mentre bisognava cercare di valutare l’impatto delle elezioni sui consolati. Quanto più si riduce la base elettorale, tanto più chi ha le truppe cammellate può gestire le elezioni. Tutti i consolati sono sotto organico. I posti restano vacanti, le attese per passaporti e carte d’identità di media sono 8 mesi qui in Germania. È quasi da incoscienti portare avanti queste elezioni in queste condizioni”.
Isabella Parisi, consigliera del Cgie in Germania, ha ribadito come “le problematiche dei Comites, dopo la terza riunione, restano sempre le stesse. Perché noi, a differenza di chi vota in Italia, dobbiamo votare con l’opzione di voto? Perché siamo diversi?”, si è chiesta la consigliera. “Il politico o rappresentante sordo, non è un buon rappresentante o politico”.
Anche per Gerardo Pinto, consigliere del Cgie per l’Argentina, la mancanza del personale nei consolati è una grave mancanza per l’elezione del comites, che corre seri rischi. E ora sapremmo chi sarebbero i responsabili. Serve normalizzazione nelle sedi consolari”.
Secondo Vincenzo Arcobelli, consigliere Cgie Usa, invece, “ci sono i principi di incostituzionalità. E bisogna verificare nelle periferie e nelle varie sedi diplomatico-consolari nel mondo la realtà. Lo possiamo dimostrare coi fatti. Io non sono riuscito a registrarmi sul portale Fast-It, quanti altri non ci sono riusciti e non ci riusciranno? La legge è uguale per tutti i cittadini. Si deve far ricorso al Tar”.
Anche per Edith Pichler, consigliere Cgie per la Germania, ci sono “tante difficoltà, per questo è importante allargare la partecipazione”; così come per Nello Gargiulo, consigliere del Cgie per il Cile, secondo cui “l’iscrizione è difficile: vale la pena fare una spesa così grande per un risultato che, seppur valido è quanto meno limitato?”, si è chiesto. “Le persone hanno bisogno di altre necessità in questo momento, come riuscire a prendere appuntamento. La decisione deve essere con buon senso”.
Anche Aldo Lamorte, Consigliere Cgie per l’Uruguay, ha rilevato le difficoltà e i problemi dell’iscrizione con Fast-It, che “non funziona ed è impossibile da andare avanti. Servono delle nuove soluzioni”.
Gianluca Lodetti, Consigliere Cgie, si è detto invece molto “preoccupato per l’assenza della politica, assenza fisica e reale. L’opzione inversa si può cambiare con un tratto di penna se il governo volesse. Il problema che abbiamo nell’amministrazione è un problema che riguarda la capacità. È un problema conclamato, abbiamo un’amministrazione che è in difficoltà. E a queste condizioni la partecipazione sarà bassissima”.
Per il consigliere Norberto Lombardi, quello di oggi è un “dialogo surreale, un dialogo tra sordi”. “Sono molto insoddisfatto dalla piega che la situazione ha preso - ha aggiunto -. La mia impressione è che c’è un problema enorme, che è lo stato di funzionamento dei nostri consolati. Serve un piano straordinario per sbloccare questa situazione. E nessuno si deve azzardare a dire che mancherà la partecipazione perché la rappresentanza è in crisi”, quanto piuttosto questa sarà a causa “dell’inversione dell’opzione”, che “limita un diritto inalienabile”.
Poi Pietro Mariani, Presidente Comites Madrid e presidente Intercomites, ha sollevato i suoi dubbi riguardo il doppio mandato: “non ho ben chiaro perché un candidato che si candida che ha fatto due mandati poi deve aspettare due riunioni per essere dichiarato non elegibile”.
Dall’Argentina, il Consigliere Marcelo Carrara ha spiegato come nel suo Paese “per ora ci sono solo poco più di 3 mila iscritti. Di fronte a questi risultati bisogna chiedersi se la campagna comunicativa per la partecipazione abbia senso e se sia in grado di sostenerla in modo adeguato. Servono nuovi modi di comunicazione. Chiediamo di ripensare di utilizzare l’elenco degli iscritti di sei anni fa. Qual è il motivo per il non utilizzo?”.
Anche Vilma Quinteros, Presidente del Comites Bolivia, si è detta “preoccupata per la carenza di personale nei consolati” e della “difficoltà di utilizzare il Fast-It e gli strumenti tecnologici. Bisogna semplificare le procedure”; così come preoccupazione ha espresso Rita Blasioli, consigliere Cgie Brasile: “la situazione pandemica è ancora seria. Ed è giusto invocare la situazione di necessità e urgenza. Le difficoltà digitali, che di digitale non ha nulla, sono palesi. Non ci sono stati avanzi digitali”.
Vincenzo Mancuso, Consigliere per la Germania, ha voluto “passare dalla protesta alla proposta”, dato che la possibilità del rinvio “sono quasi zero”: con e-mail per riconoscimento che palesi la volontà di votare in modo più semplice.
Infine, Francesco Pascalis, si è augurato “un benefico colpo d’ala del Governo. Anche perché si deve capire che la questione degli italiani all’estero è una questione interna della politica, non solo del Maeci”.
Infine ha concluso Giuseppe Stabile, consigliere Cgie per la Spagna, che ha spiegato come la politica sia “arrivata in ritardo. Siamo a ridosso di una tornata elettorale” e tanti sono i dubbi che concernono “l’elettorato attivo che quello passivo”. L'amministrazione, secondo il consigliere, "risponde sempre", ma nelle varie reti consolari non c'è "sincronia". Ma "sono contento che l'amministrazione riesce a farci comprendere molti aspetti, e per questo voglio ringraziare l'amministrazione".
Infine ha ripreso parola Vignali che si è detto prima “consapevole di aver letto un lungo testo sulle procedure. Ma lo facevo rispondendo a una richiesta diretta del Cgie”. Poi ha cercato di rispondere a tutti gli esponenti che lo hanno chiamato in causa. Le situazioni più gravi saranno tutte tenute in considerazione. Rispondendo ai problemi emersi di Fast-It, Vignali ha spiegato come questa “sia una cosa in più”, non è “l’unico canale, c’è la posta elettronica, le raccomandate, gli sportelli e la presenza”, e c'è anche la possibilità di una persona sola che potrà mandare le opzioni per tanti altri, purché corredate dalle deleghe. Infine si è detto disponibile all’approfondimento di situazioni specifiche che vanno corrette. Poi ha assicurato: “non vogliamo delegittimare i Comites, ma per adesso c’è quella legge e una norma che ci dice di farle entro il 2021. E bisogna seguirla”.
Infine Vignali ha voluto chiarire altri punti sollevati dai consiglieri, sia riguardo i dubbi sulle iscrizioni alle elezioni “che ancora non sono state indette”, e che quindi ci sarà ancora tempo per valutare la quantità di iscritti, che riguardo l'ineleggibilità, che "è prevista dalla legge e non può essere ritoccata dai consolati"; poi ancora sulle informazioni "poco diffuse", ma la "campagna informativa, ha ribadito, è all'inizio, abbiamo ancora tre mesi, siamo solo alla prima fase. Sono fiducioso". E per portarla avanti è importante farlo attraverso i "progetti dei Comites", ce ne sono già 5 presentati e finanziati. Tra l'altra il direttore Vignali ha affermato anche di aver preso atto delle carenze di informazioni istituzionali a Comites e Consolati. Il "parlamento non sembra avere intenzione di rinviare queste elezioni". Riguardo i Consolati onorari, infine, ha rivelato che "può darsi che ci siano novità" in un prossimo futuro per l'autenticazione dei candidati e delle firme: "alcune autenticazioni saranno possibili". (l.m.\aise)