Scomparsa Ciofi: il ricordo di Luigi Papais (Unaie - Cgie)

UDINE\ aise\ - “Quando Franco Dotolo venerdì pomeriggio mi ha comunicato la triste ed inaspettata notizia della scomparsa di Carlo Ciofi, che conoscevo dai tempi di Tremaglia e di sua moglie friulana Italia, sono rimasto basito e non volevo crederci. Poi ho realizzato che avevo perso un amico con cui, in chiamata o in risposta, ci si sentiva almeno una volta la settimana”. Presidente dell’Unaie e consigliere del Cgie, Luigi Papais ricorda Carlo Ciofi, collega in Consiglio generale, scomparso venerdì scorso.
“Durante la mia seria malattia, grazie a Dio superata, mi chiamava spesso per sapere come stavo. E lui, forse, stava peggio di me. Questo era Carlo: sensibile e delicato”, ricorda Papais. Nel Cgie, aggiunge, “sedevamo accanto; nel Faim condividevamo assieme tante cose. Non dimentico i passaggi in auto da Farnesina in centro, vuoi per i pranzi in zona Pantheon, vuoi per le Sante Messe nella Chiesa degli emigranti italiani per Tremaglia o per altri anniversari. Mi stupisce il fatto che, stante la confidenza, non mi abbia mai fatto alcun cenno. Ha spento il cellulare e... si è spento pure lui... Lo cercavo inutilmente e immaginavo fosse stato impegnato per sua madre anziana. Carlo era così, non si metteva mai in mostra. Lavorava sodo, a tempo pieno, per gli emigrati tutti, senza distinzione, ma con una linea ben precisa, moderata e di ispirazione cristiana. Dovrò eliminare dalla rubrica il suo numero di telefono, abituandomi a non sentirlo più la domenica mattina prima della Messa, lui a Roma e io a Udine. Quando invitava me ad avere fede, voleva dire che lui ne aveva più di me. E con essa ha sicuramente affrontato la prova umana più grave che ci possa capitare. Sperando che ciò sia di conforto per i suoi cari e anche per noi”. (aise)