DALLA GARFAGNANA A BRUXELLES: IL CONTRIBUTO DELLE FIAMME GIALLE ALL’UNITÀ D’ITALIA E ALLA COSTRUZIONE EUROPEA

DALLA GARFAGNANA A BRUXELLES: IL CONTRIBUTO DELLE FIAMME GIALLE ALL’UNITÀ D’ITALIA E ALLA COSTRUZIONE EUROPEA

BRUXELLES\ aise\ - La conferenza tenutasi lunedì 18 marzo, presso la sede della Rappresentanza della Regione Toscana a Bruxelles, sul tema "Finanziamenti europei diretti: analisi e valutazioni", è stata anche l’occasione, come ha spiegato il Generale della Guardia di Finanza (in congedo) Alessandro Butticé, Presidente della Sezione Bruxelles-Unione Europea dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia (ANFI), nonché Condirettore del quindicinale Più Europei e Vicepresidente per l’Europa dell'Associazione PIUE (Pubblicisti Italiani Uniti per l’Europa) – che assieme al GUS (Giornalisti Uffici Stampa) e alla Rappresentanza della Regione Toscana in Belgio hanno organizzato l’evento - per illustrare l’opera delle della Guardia di Finanza in Garfagnana e a Bruxelles.
Il Direttore dell’Ufficio di Rappresentanza a Bruxelles della Regione Toscana, Enrico Mayrhofer (Tenente di complemento della Guardia di Finanza e socio della locale Sezione ANFI), aveva da tempo manifestato il suo desiderio di far conoscere meglio la Garfagnana, sia in Europa che in Belgio. Una terra forse meno nota di altre, di quella che è una delle più belle e mondialmente reputate regioni d’Italia. E assieme alla Garfagnana, anche ciò che le Fiamme Gialle - come vengono chiamati in Italia tutti gli appartenenti alla Guardia di Finanza - hanno fatto nella Garfagnana e per la Garfagnana.
Alessandro Butticé, d’intesa con Carlo Felice Corsetti (Generale dei Carabinieri in congedo, già Consigliere Nazionale dell’Ordine, giornalista, Presidente di PIUE e Direttore editoriale di Più Europei), ha voluto soddisfare questo desiderio, con l’obiettivo di unire gli sforzi e massimizzare l’azione informativa sul tema del bilancio europeo. A beneficio dei giornalisti e dei tanti altri interessati, in collaborazione con l’OLAF (l’Ufficio Europeo per la Lotta alla Frode), rappresentato da Vasil Kirov, capo unità inchieste, e a Michela Velardo e Valerio Valla, esperti di finanziamenti europei e dei loro aspetti legali.
Tale attività è stata quindi oggetto di una parte dell’evento, con una bella presentazione, da parte del Generale Pierpaolo Rossi, Vicepresidente della Sezione ANFI, dell’attività pioneristica della Guardia di Finanza a Bruxelles, che ha preso lo spunto da una recente pubblicazione, opera del Maggiore Gerardo Severino, Direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza, dal titolo "Fiamme Gialle in Garfagnana", che tratta dell’opera dei finanzieri a Castelnuovo di Garfagnana in due secoli di storia italiana. Quelli che vanno dal 1796 al 2016, per la precisione.
L’intervento del Generale Rossi è stato integrato dai contributi di due dirigenti della regione Toscana in Garfagnana: quelli de senatore Fausto Giovannelli, Presidente del Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano e di Francesco Pinagli, Dirigente dell’Unione Comuni Garfagnana.
Il Generale Butticé, ha voluto sottolineare che la sezione ANFI di Bruxelles-Unione Europea, da lui creata e presieduta dal 2014, come indicato dal nome e dal logo (con le bandiere nazionale, europea e belga), è costituita tutta da "Patrioti italiani ed europei". I quali, dopo aver difeso per anni - dall’ottobre 1990, per la precisione, data del suo arrivo presso i servizi anti-frode dell’unione Europea, prima di tutto attraverso il rispetto delle leggi ed il proprio esempio personale - l’Italia in Europa, sentono ora il dovere di difendere l’Europa in Italia.
Ha anche ricordato che la Guardia di Finanza, che il prossimo 21 giugno festeggerà il 245° anniversario della sua fondazione, trae le proprie origini dalla Legione Truppe Leggere del Regno di Sardegna. "Ma le sue radici storiche e le migliori tradizioni di quella che oggi è la Guardia di Finanza", ha aggiunto, "affondano anche in tutti gli altri Corpi di Finanza preunitari, che sono poi confluiti, dopo il 1861, nel Corpo delle Guardie Doganali del neonato Regno d’Italia. Che cambiò poi il nome in Corpo della Regia Guardia di Finanza, con la funzione di "impedire, reprimere e denunciare il contrabbando e qualsiasi contravvenzione e trasgressione alle leggi e ai regolamenti di finanza...", di tutelare gli interessi dell’Amministrazione finanziaria e concorrere alla difesa dell’ordine e della sicurezza pubblica".
Il generale Butticé ha quindi messo in evidenza come la storia della Guardia di Finanza abbia accompagnato tutta la storia della creazione dell’Unità d’Italia. "Un’Italia prima divisa in diversi Stati sovrani, spesso in guerra tra loro. Le frontiere dei quali erano appunto sorvegliate dai Finanzieri dei diversi corpi di Finanza nazionali, che a volte non parlavano neppure la stessa lingua, i cui stipendi venivano pagati con monete diverse, e che tutelavano bilanci e finanze nazionali assolutamente indipendenti tra loro".
Ha quindi chiesto al numeroso pubblico che riempiva la sala - tra il quale ben 29 giornalisti italiani, che hanno potuto beneficiare dei crediti formativi concessi dall’Ordine -, se la storia della costruzione dell’Unità d’Italia non abbia, almeno in parte, molte analogie con quella della tutta ancora da compiere costruzione europea. "E se l’Italia, con tutti i imiti che pur conosciamo", ha aggiunto, "è riuscita ad unire, nella lunga penisola italiana, popoli con lingue, tradizioni, monete, economie e culture così diverse tra loro, non possiamo sperare di riuscire un giorno a farlo anche nella nostra amata (e oggi da alcuni persino odiata) Europa? Senza dimenticarci però che, nella storia dell’umanità, tutte le altre unioni di stati (in forma confederale o federale che si voglia) sono state il frutto di conflitti e dell’imposizione ad altri stati della bandiera e della legge (quella del Regno di Sardegna, nel caso italiano) del vincitore. Al prezzo di molto sangue, versato anche da tanti molti antenati dei finanzieri dei giorni nostri. La costruzione europea, al contrario, seppur con tantissimi limiti e spesso troppo complicati meccanismi che dovrebbero essere superati, è una costruzione sovranazionale fondata invece sulla pace, e basata sul consenso, sulla democrazia, sulla legalità e la tutela delle diversità nazionali. Ed è per questo necessariamente più lenta e più complessa di quella che può essere il risultato di un’invasione o di una annessione di stati, manu militari, con l’imposizione di lingua, leggi e moneta, da parte di quello vincitore o dominante".
"Nei miei oltre 28 anni di servizio presso la Commissione Europea, principalmente presso i suoi servizi antifrode, a tutela del bilancio e delle finanze dell’Unione, ho pensato spesso a questo parallelismo tra storia dell’Unità d’Italia, e dei corpi di finanza preunitari, da un lato, e quello della costruzione europea e dei suoi servizi antifrode e anti-crimine, dall’altro", ha concluso Butticé. Il quale ha anche raccontato, qualche aneddoto vissuto quale pioniere della Guardia di Finanza e del sistema antifrode e anticrimine italiano agli inizi degli Anni ’90 a Bruxelles. Anni durante i quali, assieme ad un pugno di validissimi colleghi ispirati dai suoi stessi intenti e valori, tra i diversi che poi lo hanno seguito, ha rappresentato la Guardia di Finanza in Europa. Uno dei primi, proprio il generale Pierpaolo Rossi, che ha raccontato nel suo intervento che la Guardia di Finanza, a Bruxelles, in quegli anni "era vista come una specie di UFO all’interno delle Istituzioni Europee. Perché unico esempio di polizia economica e finanziaria, con status militare, a competenza globale in tutto il continente". Butticé ha quindi ricordato come, assieme alla generosità e al coraggioso entusiasmo di colleghi come Rossi, superando spesso non pochi ostacoli e resistenze, a volte posti persino da connazionali, abbia contribuito a ribaltare in Europa l’immagine che prima aveva il nostro Paese. E soprattutto a Bruxelles. Quello unicamente del Paese delle Mafie e della Frode. Oltre a quello stereotipato di pizza, sole e mandolino. Dimenticando invece i grandissimi sforzi e gli strumenti (quali la Guardia di Finanza) dispiegati dall’Italia contro fenomeni che, purtroppo, non riguardano solo il nostro Paese. Un Paese che è la patria degli Al Capone e dei Totò Riina, ma anche dei Joe Petrosino, dei Giovanni Falcone e dei Paolo Borsellino.
E ormai da diversi anni l’Italia, grazie alla Guardia di Finanza e alle altre forze di polizia, è invece diventato un esempio virtuoso nella lotta alla frode ai danni del bilancio europeo ed alla criminalità organizzata in tutta Europa. Persino citata spesso ad esempio sia dalla Commissione che dal Parlamento Europeo. E la Sezione ANFI di Bruxelles-Unione Europea intende continuare ad essere custode – assieme agli amici dell’Associazione Nazionale Carabinieri BENELUX e Unione Nazionale Ufficiali in Congedo del Belgio, invitati all’evento - dei migliori valori che hanno ispirato l’azione di quelle Fiamme Gialle pioniere in Europa dall’Ottobre del 1990. (aise)


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