DALL’ITALIA AL BRASILE: AL CENTRO STUDI ALETHEIA FOTOGRAFIE CHE RACCONTANO STORIE

DALL’ITALIA AL BRASILE: AL CENTRO STUDI ALETHEIA FOTOGRAFIE CHE RACCONTANO STORIE

BELLUNO\ aise\ - Sono state recentemente caricate nel sito Centrostudialetheia.it delle foto di emigranti bellunesi e veneti che hanno scelto il Brasile come paese di destinazione e di speranza. A darne notizia è l’Associazione dei Bellunesi nel Mondo.
Si tratta, spiega l’Abm, di “immagini che ritraggono i nostri conterranei tra l’800 e il ‘900: delle vere e proprie testimonianze che raccontano storie, tutte diverse fra loro, ma per questo uniche e fondamentali per conoscere la nostra storia come emigrati, ma anche come immigrati. In questo viaggio fatto di fonti visive, si ripercorrerà in qualche modo alcune fasi di questo grande fenomeno e di come il Brasile si è trasformato in questo arco di tempo grazie ai lavori degli immigrati italiani, soprattutto bellunesi”.
Un percorso nel quale si conosceranno varie famiglie stanziate in diverse zone del paese oltreoceano (nel Rio Grande Do Sul, a Caxais Do Sul, a Bahia ecc) alcune delle quali con nomi che rimandano all’Italia (Nova Trento, Nova Vicenza, Nova Belluno chiamata anche Siderópolis, Nova Bassano, Nova Venezia).
Tra le tante persone fotografate, anche Angela Pellin e Antonio Bigolin ritratti con le loro rispettive famiglie; Vittoria Santa Bortoluzzi con i figli Franco e Nerina in una foto destinata al passaporto nel 1949; Giovanni Budel con la moglie; Giovanni Menegaz e Amalia Zanolla; numerose foto di Italo Pierobon a Macapà negli anni ’60 e a Mato Grosso Do Sul; Martino Da Rin Zanco a Bahia; Matteo De Bona Sartor e Maria Feltrin Cesconetto ad Urussanga nello stato di Santa Catarina; la famiglia di Vincenzo De Prà a Vitória nel 1931; foto di sacerdoti e missionari e un’immagine della famiglia Bof in una tipica casa bellunese a Caxais Do Sul nel 1904, fonte che fa capire quanto i nostri connazionali avessero cercato di mantenere le proprie tradizioni e quanto queste ultime abbiano influenzato paesi così lontani.
Viene anche ricordata (non citarla è impossibile) l’importantissima figura di Anna Rech di Pedavena che da sola nel 1876 decise di lasciare il bellunese e di trasferirsi in Brasile con i suoi 7 figli. Anna, nonostante fosse analfabeta, grazie alla sua determinazione e intelligenza, diede piano piano origine ad una cittadina che oggi porta proprio il suo nome.
“Le fotografie non servono solo a testimoniare i fatti storici”, osserva l’Abm. “Si invita ad osservare gli sguardi e ricordare che dietro alla figura del migrante, dietro agli studi storici, dietro alle date e ai numeri, si nascondono essere umani pieni di sentimenti, di sofferenze, di dolore, di nostalgia, ma anche di tanta soddisfazione per coloro che riuscirono a far fortuna in un altro paese. Perché migrare non è mai facile, specialmente per coloro che partirono per il Brasile, viaggio di tanti dubbi e incertezze, con la consapevolezza che forse non si sarebbe più ripresentata la possibilità di ritornare alla propria terra d’origine. Alcune foto sono, però, più recenti e rappresentano raduni di discendenti di famiglie bellunesi o venete come la famiglia Sebben a Garibaldi nel 2000, o la famiglia Tormen a Caxais Do Sul nel 2013”.
Insomma, conclude l’associazione, “un viaggio tra ieri e oggi: tra coloro nati nel territorio bellunese e che sono emigrati e i loro discendenti che a distanza di anni non hanno dimenticato le loro radici e mantengono un legame profondo con la patria natia dei loro nonni o bisnonni. In entrambi i casi si intuisce che preservare le proprie origini diventa necessario e fondamentale per non dimenticare chi siamo”. (aise) 

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