DOPO 32 ANNI ALISA VARADI BENABU LASCIA LA “DANTE” DI GERUSALEMME

DOPO 32 ANNI ALISA VARADI BENABU LASCIA LA “DANTE” DI GERUSALEMME

GERUSALEMME\ aise\ - “Come potevate immaginarvi è arrivato anche per me il momento di andare in pensione! Ho lavorato alla Dante di Gerusalemme per più di 32 anni, ho fatto un lungo pezzo di strada con persone meravigliose: Presidenti, Insegnanti e Studenti che nel tempo sono entrati e usciti dalla Società Dante di Gerusalemme e hanno lasciato un’impronta importante nella storia della nostra istituzione”. A scrivere è Alisa Varadi Benabu, per più di 30 anni direttrice della Dante di Gerusalemme, che, in una lettera per gli “amici” del comitato locale, così come per quelli alla sede centrale della Società, invia questa lettera di commiato in cui, tra l’altro, ripercorre la storia del Comitato che ha diretto.
Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
“Persone veramente speciali che non sapevano di esserlo, che hanno donato se stesse, non soltanto per il Paese natìo, al tempo del Diluvio, quando i cittadini ebrei venivano esclusi da ogni settore della società civile italiana, ma essenzialmente per la lingua madre e per la propria cultura.
Tutte queste persone hanno potuto almeno portare nel “misero bagaglio” in Terra d’Israele un tesoro indiscutibile, la loro lingua e la loro ricca cultura. Si sono rese conto di avere il dovere di trasmettere la l’eredità culturale nel nuovo Paese che, dopo generazioni nella diaspora, ha permesso loro di essere liberi e schiusi a nuovi orizzonti. Ognuno di essi ha avuto una parte importante nella storia della piccola sede di Gerusalemme.
Subito dopo la fondazione dello Stato, nell’Agosto 1949, si formò un gruppo di persone che avevano a cuore la lingua e la cultura italiane, queste persone costituirono la culla della Società Dante Alighieri di Gerusalemme, nella capitale d'Israele, sede dove ho trascorso, con varie persone, momenti indimenticabili. Queste persone vorrei ricordarle con affetto e rispetto.
Sono nata in Israele nel 1948 da genitori fiorentini che hanno saputo trasmettere ai loro 5 figli l’amore per la loro lingua e per la loro cultura. Ho preso in consegna il testimone ceduto dal mio bisnonno, uno dei fondatori della Dante Alighieri in Italia, Prof. Alessandro D’Ancona (1835-1914) e da mio padre Dott. Max Varadi, (1912-2003) uno dei Presidenti della Dante a Gerusalemme. Sono orgogliosa di aver sempre dedicato il mio tempo e le mie energie nel segno della continuità e dell’amore per la cultura dei miei avi. Personalmente ho avuto un lavoro stimolante, intenso, interessante e piacevole.
Spero anche di avere dato qualcosa di me stessa alla piccola sede della Dante, sapendo di avere ricevuto tanto, come la considerazione pubblica, la stima, l’affetto, la simpatia e acquisito tante amicizie. Vorrei anche ricordarVi che ho fatto un bel pezzo di strada insieme al nostro Presidente Onorario, l’amico David Patsi, che stimo moltissimo. David ha avuto la responsabilità di rappresentare il Comitato in Israele e in Italia, ha sempre cercato ed ha sempre trovato la strada per riempire le povere casse della nostra sede periferica. Ha consolidato i rapporti di amicizia con i Comitati italiani e per ultimo, ma non ultimo, ha organizzato per molti anni considerevoli viaggi di studio in Italia che resteranno nel cuore e nei ricordi di tutti i partecipanti.
Sono sicura che la Signora Mila Rathaus, e la Dottoressa Hanna Gentili che hanno preso insieme il mio posto, la prima come Direttore, la seconda come responsabile della Cultura, saranno entrambe all’altezza del ruolo rivestito, ma sono altrettanto sicura, che potranno insieme avere lo stesso slancio, la stessa passione, la stessa motivazione che io stessa, spero di avere manifestato nel tempo. Mi auguro che il loro contributo possa aumentare il successo della Dante nei prossimi anni e che il nostro nuovo Presidente, Prof. Dan Bahat possa riuscire ad instaurare con loro un rapporto di amicizia e di proficuo lavoro, al fine di giungere a risultati soddisfacenti.
Vorrei anche ricordare i membri del nostro Comitato, il Vice Presidente Prof. Asher Salah, l’Avv. Beniamino Lazar, la signora Viviana Di Segni, la Signora Ana Hamelsky e la signora Jeannine Dorf per il loro importante impegno e contributo. I nostri successi, sono stati di gran lunga superiori ai momenti di difficoltà accertata. Le opinioni talvolta diverse ed i nostri rispettivi caratteri, non hanno mai impedito un dialogo ed una collaborazione sincera nel rispetto di un’amicizia che si è continuamente rafforzata negli anni.
Vorrei che Voi sappiate che mi sono proposta per un’attività di volontariato, curando la Biblioteca della Dante, ricca di 3.000 volumi. La Biblioteca offre conoscenze attraverso un'amplissima gamma d'interesse. La Biblioteca, nata con l'Associazione, si è sviluppata, in gran parte, grazie ai lasciti di note famiglie italiane che le hanno donato collezioni private e grazie anche al sostegno della sede centrale di Roma. La Biblioteca è a disposizione del pubblico sia per la consultazione che per il prestito.
È veramente un gioiello nel pieno centro della città, Paese delle Meraviglie in cui i libri prendono vita.
La Biblioteca non è un posto qualunque. Oggi le Biblioteche paiono decisamente anacronistiche. La rivoluzione portata dai nuovi media in generale, ha cambiato le abitudini dei lettori, alcune in positivo, altre in negativo. Con il rapido progresso della tecnologia, la nostra Biblioteca non è riuscita a rimanere al passo con i tempi e il numero dei lettori, venuti in Israele a causa delle leggi razziali, si è ridimensionato con la scomparsa dei pionieri.
Vorrei invitarVi a fare un salto nel tempo e a immaginare la nostra Biblioteca che ha generato cultura e arricchito lo spirito di tanti italo-israeliani. Essa è ancora sede di incontri. Spero di potere fare rivivere questo tempio culturale! Bisognerebbe battersi per renderla sempre più viva, funzionale, aperta, capace di trasmettere quel respiro dell’anima, che per secoli, ha avuto il compito di comunicare.
Prima di chiudere questa mia lunga lettera, vorrei che Voi sappiate che Vi ringrazio per la collaborazione e per la costante presenza, molto apprezzata e importante negli anni, sono sicura che tale rimarrà anche negli anni a venire.
“Se la vita è solo un passaggio, in questo passaggio seminiamo almeno fiori!” (Michel de Montaigne )
Sono certa che ognuno di noi abbia seminato almeno un fiore nel suo passaggio alla Dante di Gerusalemme, perché Essa potesse rifiorire costantemente.
Ho certamente dimenticato di ringraziare altre persone, ma è proprio per quello che vado in pensione… sono arrivata all’età in cui si dimenticano le cose, e certamente mi scuserete per questo!”. (aise) 

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