ITALIANI IN UK: PETIZIONE PER ALLENTARE LE RESTRIZIONI AL RIENTRO

Italiani in UK: petizione per allentare le restrizioni al rientro

ROMA\ aise\ - “Richiesta allenamento restrizione per rientro d’emergenza in Italia da connazionali in UK”. Questo il titolo della petizione partita in queste ore su Chage.org che riguarda le problematiche e le forti misure restrittive (causa covid) ai quali sono sottoposti gli italiani nel Regno Unito che rientrano in Italia.
Nell’appello, lanciato da Elisa Zigliotto e diretto al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, al Ministro della Salute, Roberto Speranza, e alla Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, si chiede che gli italiani in terra britannica possano avere “la possibilità di rientrare in Italia, per motivi di emergenza, con le eccezioni di esenzione dall'obbligo di quarantena per un periodo massimo di 120 ore, così come è già in atto per il rientro da altri paesi se comprovato da esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza”.
“Molti connazionali - si legge infatti nella richiesta - non hanno potuto salutare i loro cari, compresi genitori e nonni, dato il periodo storico in cui viviamo e le restrizioni attuate in Italia relative al rientro dal Regno Unito. È un nostro diritto poter partecipare ai funerali. Lo Stato non può dimenticarsi di noi!”.
L’obbligo di 14 giorni di quarantena obbligatoria, infatti, pesa su alcuni dei connazionali in UK, i quali molti “hanno famigliari malati e non hanno sempre la possibilità di soggiornare in suolo italiano per un periodo di 14 giorni, e questo è molto penalizzante e frustrante. Rimane comunque il fatto che le emergenze o i motivi di necessità di rientro, possono essere improvvise e molteplici. C'è anche chi ha bisogno di rientrare per visite mediche o udienze. Chi non è residente in Italia è forzato a rimanere nel territorio italiano senza aver la possibilità di interrompere la quarantena e rientrare nel Regno Unito, paese di residenza o domicilio”.
“Personale italiano che lavora nella sanità inglese (NHS) - continua - dovrebbe essere già esente da tamponi e quarantene, in quanto già esposto regolarmente a test e procedure anti-Covid. Considerato che per poter rientrare in Italia siamo sottoposti a due tamponi negativi, in caso di estrema urgenza è veramente necessario essere sottoposti a rigide restrizioni che ci privano dei nostri diritti umani fondamentali?”.
La richiesta, in sintesi, è quella di “rendere le cose un po' più gestibili anche per noi, con il rispetto di tutti i protocolli di prevenzione contagio Covid. Abbiamo assolutamente bisogno del vostro supporto e sostegno!”, conclude. (aise) 

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