Lauriola (Consal Unsa Esteri): la rete consolare si rafforza solo con più personale

ROMA\ aise\ - “La rete estera del Maeci è notoriamente arrancante sotto il profilo del personale attivo e della qualità dei servizi; alla Camera il Governo si impegna a rafforzare la rete dei consolati onorari per sopperire alle mancanze di quelli di carriera e, nel contempo, il Ministero fa slittare di un mese il calendario delle prove per le due procedure concorsuali in atto per circa 400 profili di seconda area, pertanto appare incomprensibile la logica perpetrata dalla Farnesina”. È quanto dichiara in una nota Iris Lauriola, Segretario Nazionale della Confsal Unsa Esteri.
“Buona parte delle amministrazioni dello Stato – annota Lauriola – hanno raccolto l’invito alla semplificazione delle procedure concorsuali in atto, con una sorta di effetto domino virtuoso, la cui mission è quella di giungere all’assunzione di nuovo personale entro pochi mesi – spiega – attraverso preselezioni snelle, talvolta per titoli, prove di concorso uniche e digitalizzazione, mentre al MAECI ci si ostina ad arroccarsi su procedure vetuste e faraoniche praticamente identiche a quelle vigenti in epoca pre-covid”.
“Il bando attualmente aperto per le seconde aree – denuncia la sindacalista – è per un numero irrisorio di profili che, a malapena, andrebbero a colmare i vuoti lasciati dai pensionamenti maturati nel 2021. Pertanto, stando così le cose, a dicembre 2021, nella fortunata ipotesi che le procedure concorsuali dovessero concludersi, ci ritroveremo esattamente al punto di partenza”.
Il sindacato, dunque, “chiede a gran voce l’intervento dei Ministri Di Maio e Brunetta affinché si solleciti una razionalizzazione delle procedure concorsuali anche attraverso una revisione del bando e una sua riapertura che consenta almeno di sintetizzare le prove in una sola visto che il MAECI è oggettivamente in emergenza anche in ragione della sua particolare configurazione e dislocazione amministrativa non assimilabile ad altre strutture, e non possiamo permetterci un altro anno di agonia occupazionale in piena pandemia e con migliaia di connazionali che invocano una legittima assistenza all’estero”.
“Solleciteremo i ministri competenti – conclude Lauriola – per affrontare la questione e invocare una soluzione di buon senso su uno scenario in cui non esistono progetti chiari ed efficaci”. (aise)