“LILI MARLEEN”: LA TRAGEDIA DELL’ARANDORA STAR SU FOCUS

“LILI MARLEEN”: LA TRAGEDIA DELL’ARANDORA STAR SU FOCUS

BOLOGNA\ aise\ - Si intitola “Lili Marleen” il documentario storico su episodi, importanti ma meno conosciuti, della seconda guerra mondiale, tra cui quello della nave "Arandora Star". Girato da Pietro Suber, il documentario sarà trasmesso in prima serata sul canale Mediaset Focus Canale 35 in due puntate, mercoledì 10 e giovedì 11 giugno prossimi, in prima serata.
Ne dà notizia la Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo ricordando che Suber, il 2 luglio 2019, iniziò a girare alcune scene proprio a Bardi in occasione della messa in suffragio. In alternativa a FOCUS CANALE 35 è possibile anche sintonizzarsi su SKY 414.
Il 2 luglio 1940 affondava al largo delle coste inglesi la nave Arandora Star, silurata da un sommergibile tedesco. Trasformata da nave da crociera in nave da guerra, l’Arandora era partita dal porto di Liverpool diretta a un campo di detenzione in Canada e trasportava oltre 1500 persone di nazionalità italiana, tedesca e austriaca, colpevoli solo di trovarsi sul suolo inglese nel momento della dichiarazione di guerra nazifascista alla Gran Bretagna. Intercettata due giorni dopo la partenza, procedeva a luci spente e senza insegne umanitarie a bordo.
Fu identificata come nave nemica e affondata. Delle circa 800 persone che vi persero la vita, 446 erano italiani, in maggioranza originari dei Comuni dell’Appennino piacentino e, soprattutto, parmense.
Pietro Suber è giornalista e documentarista. Ha iniziato la sua carriera con Rai Tre (Un giorno in pretura e Samarcanda), Rai Uno (per i programmi di Sergio Zavoli) e scrivendo per La Repubblica e Il Messaggero. Alla Rai e a Mediaset si è occupato per molti anni di cronaca giudiziaria e mafia. Per Moby Dick (Mediaset), di Michele Santoro, ha seguito il conflitto in Kosovo nel ’99. Successivamente le guerre in Afghanistan, Iraq, Libia e Ucraina (per il Tg5).
Nel 2004 ha pubblicato per Laterza il saggio Inviato di guerra. Verità e menzogne, sulla manipolazione dell’informazione in guerra. Nel 2007 ha vinto il premio Saint Vincent con un reportage sul cambio di sesso in Iran. Ha vinto tre volte il premio Ilaria Alpi, l’ultima volta nel 2008 con un documentario sulla crisi economica e il boom della psicoanalisi in Argentina. Gli ultimi documentari (Meditate che questo è stato, 1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani presentato alla Festa del cinema di Roma 2018, menzione speciale ai Nastri d’Argento 2019) riguardano il tema della Shoah e delle leggi razziali. Dal 2013 è vicepresidente dell’Associazione Carta di Roma che si occupa del rapporto tra media italiani e immigrazione. (aise) 

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