PARITÀ DI GENERE: L'APPELLO DELLA FCLIS IN VISTA DELLO SCIOPERO DELLE DONNE IN SVIZZERA

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GINEVRA\ aise\ - In diverse città della Svizzera sono previste per il 14 giugno varie manifestazioni per chiedere che i diritti delle donne vengano rispettati, come sancito nella Costituzione elvetica del 1981.
Lo sciopero delle donne 2019 è stato lanciato in occasione dell’ultimo Congresso delle donne dell’Unione sindacale svizzera (gennaio del 2018) su proposta di una risoluzione del sindacato SSP/VPOD, votata all’unanimità dalle delegate.
Da allora in tutta la Svizzera si sono formati dei collettivi autonomi e dei gruppi di lavoro per dare voce alle istanze delle donne in diverse forme e in base a una grande pluralità di idee e sensibilità. Pluralità che costituisce la ricchezza di questo movimento che si sta avvicinando allo sciopero del 14 giugno 2019.
A lanciare l’appello per una partecipazione di massa, la FCLIS, che in una nota scrive: “Le donne guadagnano ancora il 20% in meno rispetto agli uomini. Nelle posizioni di responsabilità sono sottorappresentate e ricevono in media il 37% di rendita in meno rispetto agli uomini. Il lavoro che le donne svolgono in quanto casalinghe o nella cura di familiari non viene retribuito. Persistono stereotipi di genere, sessismo e
violenza contro le donne”.
“Chiedere la parità di genere sui luoghi di lavoro, il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro casalingo e di cura, il riconoscimento dei diritti delle donne in diversi ambiti e tolleranza zero contro il sessismo e la violenza sulle donne non vuol dire fare la rivoluzione”, si legge nel comunicato FCLIS, “vuol dire semplicemente chiedere una società civile e rispettosa di ambo i sessi, coerentemente a quanto scritto nella Costituzione elvetica”.
E infine: “Partecipare alle manifestazioni di venerdì 14 giugno significa esprimere solidarietà nei confronti di tutte le donne, in tutto il mondo, significa essere unite in una battaglia per cambiare la società, significa trasmettere che il lavoro casalingo, l’educazione dei figli, la cura dei propri familiari sono compiti collettivi. Inoltre, significa rivendicare la libertà delle nostre scelte e rifiutare categoricamente la violenza sulle donne in tutte le sue manifestazioni”. (aise)
 

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