VIAGGIARE ALL’ESTERO CON L’AUTO: OCCHIO AL SEQUESTRO DEL VEICOLO – DI DINO NARDI

VIAGGIARE ALL’ESTERO CON L’AUTO: OCCHIO AL SEQUESTRO DEL VEICOLO – di Dino Nardi

ZURIGO\ aise\ - Siamo ormai prossimi alla vigilia delle vacanze pasquali e dei così detti “ponti” dell’Ascensione e delle Pentecoste con migliaia di automobilisti che si sposteranno dalla Svizzera nei Paesi limitrofi; quindi ci sembra opportuno, questa settimana, dedicare la rubrica alle problematiche connesse al viaggiare all’estero per un residente nella Confederazione con un’auto immatricolata in Svizzera. Problematiche che, non sempre, sono conosciute da parte degli automobilisti che, spesso, oltrepassano i confini elvetici con la loro automobile.
Infatti vi è sempre qualcuno che é all’oscuro delle leggi doganali che vigono nei vari Paesi limitrofi alla Svizzera, per esempio in Italia, come testimonia la vicenda accaduta al signor Massimo L., un emigrato italiano residente nel Cantone di Zugo. Questo nostro lettore ci ha scritto per raccontarci quanto accadutogli lo scorso mese per avere lumi in materia. Massimo si era recato in auto in Veneto in Italia a trovare i suoi familiari e dopo un paio di giorni si era ammalato con febbre molto alta, per cui fu chiamato un medico che gli prescrisse delle medicine. Il nostro lettore dette le chiavi della sua auto al fratello affinché, trattandosi di un giorno festivo, potesse recarsi a prendere i medicamenti nella farmacia di turno nel paese vicino. Nel tragitto di ritorno suo fratello viene fermato da una pattuglia della Guardia di Finanza per un controllo di routine che gli contesta il reato di contrabbando per aver guidato un veicolo con targa estera essendo lui residente in Italia. Suo fratello non solo ha dovuto pagare una multa di 1.450 euro, ma ha rischiato addirittura i sequestro dell’auto che è riuscito ad evitare, grazie alla comprensione dei due finanzieri dopo una lunga discussione ed aver dimostrato con la ricetta e le medicine per suo fratello l’urgenza di recarsi in farmacia.
Eh sì, la brutta vicenda raccontataci da Massimo sarà accaduta e può accadere a tanti altri emigrati italiani (e non solo) che non conoscono le norme doganali in vigore nello Stato dove ci si reca in automobile. La prima norma da conoscere è, innanzitutto, quella che impedisce di circolare in Italia con un veicolo con targhe estere da parte di persone residenti in Italia da più di 60 giorni, una infrazione di questo tipo comporta una denuncia per contrabbando di auto ed è sanzionata con una multa pecuniaria che può variare da 712 a 2.848 euro e con il sequestro del veicolo stesso. L’altra norma alla quale debbono stare attenti gli emigrati iscritti all’AIRE e residenti in Svizzera è quella che riguarda il recarsi e viaggiare in Italia non con la propria auto bensì con un veicolo avuto in prestito da un familiare, parente o conoscente. In questi casi, per evitare inutili e fastidiosi problemi, è necessario avere con sé un’autorizzazione scritta da parte del proprietario del veicolo (oltre, ovviamente, alla patente ed i documenti dell’auto compreso quelli comprovanti l’assicurazione rca). La firma dell’autorizzazione citata deve essere convalidata dal Comune di residenza del proprietario del veicolo oppure da un notaio o dalla polizia.
Queste sono, pertanto, in linea di massima, le regole alle quali ci si deve attenere per evitare vicende spiacevoli - come quella accaduta al nostro lettore di Zugo - quando si risiede in Svizzera e ci si reca in auto in Italia.
Ovviamente per avere informazioni più precise, anche relative ad altri Paesi, dovendo andare all’estero in auto, si suggerisce di rivolgersi al TCS elvetico. (dino nardi\aise)


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