A Bruxelles, Pelouse des Anglais, la presentazione del nuovo romanzo di Tonino Bettanini – di Alessandro Butticé

BRUXELLES\ aise\ - “E ieri Bruxelles. Un tuffo nei ricordi e una tenera nostalgia. Ma soprattutto un tempo ritrovato. A La Piola in compagnia della gentilezza di Jacopo. Brando si è difeso dall'incalzare di Michele (Cercone), mentre Enrico (Tibuzzi) si toglieva qualche sasso mediatico dalla scarpa e Lorenzo (Salazar) che tra tutti aveva fatto il percorso più lungo (santo subito!) - da Napoli - gli tirava le orecchie con calcolata "perfidia giudiziaria" per essersi un poco ‘allargato’. Ma nel romanzo si può... Le foto sono di Caterina (Ronchieri) che ha bombardato con buona costanza le mail degli amici e colleghi di Brando. Che a un certo punto piagnucolava dalla gioia ed è stato barellato per sospetto pieno di Barbera”.
Con queste simpatiche righe su Facebook, Brando, protagonista del secondo romanzo e alter ego di Tonino Bettanini, ha commentato la presentazione del libro “Bruxelles, la Pelouse des Anglais” nella capitale europea, che ha avuto luogo il 4 maggio in una libreria Piola riempita di amici, vecchi e nuovi, dell’autore.
Una simpatica presentazione moderata da Michele Cercone, che ai tempi descritti dal romanzo era corrispondente dell’Ansa a Bruxelles, fatta, assieme all’autore, da Lorenzo Salazar, sostituto procuratore generale della Repubblica a Napoli, ed Enrico Tibuzzi, capo dell’ufficio Ansa di Bruxelles.
Dopo le avventure raccontate nel primo romanzo di Tonino Bettanini, “Contro tutte le paure”, Brando, alter ego dell’Autore e protagonista del romanzo, arriva nel 2004 a Bruxelles, la Pelouse des Anglais, come viene chiamata da molti la capitale europea perché teatro di una beneaugurante partita di cricket giocata dai soldati inglesi alla vigilia della vittoria di Waterloo.
Oggi, o meglio nei primi anni del nuovo millennio in cui è ambientato il romanzo, Bruxelles è la scena del crimine di un delitto che getta più di un’ombra sul cammino del protagonista di questa storia: Brando Costa, che avevamo lasciato, dieci anni prima, tra gli oleandri della strage di Capaci e quel “coraggio di Stato” che lo aveva forgiato “Contro tutte le paure” e che occupa ora, a Bruxelles, alla Commissione Europea, una nuova casella professionale del suo Monopoli.
Sono gli anni degli attentati di Madrid e Londra e anche dei lupi solitari.
La capitale europea si prepara alla sfida del terrore mentre Brando si infila, per ambizione e per amore, in una storia ad alta tensione: la partita per costruire un nuovo network tv globale, figlio di un contrastato rapporto tra Emiri e Occidente. La strada che porterà all’accordo provoca feriti e morti e una profonda lacerazione nei due campi.
Sullo sfondo, una Bruxelles magica che forse molti non sanno e che in questo romanzo meritatamente si celebra. Anche se forse è una Bruxelles che non esiste più. Come ipotizzato da Lorenzo Salazar, che ricorda i suoi dodici anni passati nella capitale del Plat Pays come una delle più belle esperienze della sua vita professionale, tra Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Ue e Commissione Europea.
Perché il terrorismo ha molto cambiato le abitudini di vita e di lavoro in questa magica città. Non solo nell’architettura urbanistica delle istituzioni Ue, recintata da strette misure di sicurezza, ma anche nel rapporto tra l’Ue e la stampa, come sottolineato da Enrico Tibuzzi, che ha vissuto il prima e il dopo degli attentati terroristici di Londra e Bruxelles e, con essi, il passaggio da un periodo di vere pareti di vetro, che consentivano ai giornalisti di entrare e uscire liberamente negli uffici delle istituzioni Ue, a quello della Commissione Barroso in poi, dove il pretesto di strette misure di sicurezza ha strettamente mediato tramite i portavoce il rapporto dei giornalisti con la burocrazia dell’Unione Europea.
Tonino Bettanini è un genovese doc, laureato in filosofia presso l’Università degli Studi di Genova nel 1970 con una tesi in sociologia dedicata all’analisi del linguaggio e della struttura argomentativa di due importanti sociologi: Max Weber e Talcott Parsons.
Negli stessi anni Bettanini si è dedicato all’analisi della lingua dei giornali sia in occasione di un evento “eccezionale” (l’alluvione a Genova, ottobre 1970; nel libro “Il fango negli occhi”), sia in funzione di una ricerca sul gergo che racconta il calcio (vedi il libro, “La partita di calcio, un linguaggio giocato”). E ancora sull’immagine del mondo imprenditoriale nella stampa quotidiana.
Nella sua vita professionale ha sempre privilegiato il settore della comunicazione con numerose esperienze nel campo della comunicazione istituzionale e del coordinamento della comunicazione, nel periodo 1990-2011, rivestendo il ruolo di portavoce e di direzione di diversi uffici stampa ministeriali. In particolare, ha fatto parte dei gabinetti dell’attuale Presidente del Consiglio di Stato, Franco Frattini, di cui è oggi consigliere, quando era Ministro degli Affari Esteri (2002-2004 e 2008-2009) e Vicepresidente della Commissione Europea (2004-2008), responsabile della Giustizia e degli Affari Interni.
E molti erano, non a caso, i diplomatici ed i funzionari della Commissione Europea stretti a lui dall’amicizia nata da queste due esperienze professionali, che hanno riempito la sala della libreria La Piola, cenacolo dell’editoria di lingua italiana a Bruxelles.
Tra questi, l’Ambasciatore Francesco Maria Talò, Rappresentante d’Italia presso il Consiglio Atlantico, ed il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, Paolo Sabbatini. “E poi Brando è stato molto felice di poter far visita al nostro Ambasciatore, accompagnato da Paolo Sabbatini, il direttore del nostro Istituto di cultura, con Lorenzo, Michele, Antonella, Caterina e Margherita”, ha scritto Bettanini sulla sua pagina Facebook, assicurando, a commento di una foto con l’Ambasciatore Genuardi, che “Bruxelles è in buone mani. Quelle di Francesco Genuardi. Brando ha avuto il privilegio di conoscerlo nelle sue esperienze farnesiniche e ne è molto felice. Con lui soprattutto la nostra Italia è in buone mani”.
Condividendo il giudizio di Brando (alias Tonino Bettanini) per la sapiente rappresentanza dell’Italia in Belgio da parte dell’Ambasciatore Genuardi, dobbiamo segnalare che, come nel primo romanzo, anche nel secondo, edito sempre da Il Canneto, molti diplomatici e funzionari ministeriali italiani e dell’Unione Europea hanno cercato e cercheranno di dare un volto e un nome reale ai protagonisti. Molti dei quali ruotano attorno, o dentro, i gabinetti di Franco Frattini Ministro degli Esteri e Commissario europea.
Ma Tonino Bettani, con un sorriso sornione, ha ammonito tutti che “fatti, conoscenti e amici che questa storia intercetta sono solo un pallido e ambiguo riflesso del reale. Inutile cercare di indovinare”. (alessandro butticé\aise)