Fvg celebra i corregionali caduti nella Campagna di Russia: “ricordare per non ripetere errori”

TRIESTE\ aise\ - “Oggi celebriamo anniversario dell'immane tragedia che è stata la campagna di Russia, proprio domani infatti saranno passati 80 anni dall'Operazione Barbarossa, nella quale persero la vita anche centinaia di giovani giuliani, istriani e dalmati e il quarantesimo anno dalla posa del cippo che ricorda il loro sacrificio ai posteri. Dobbiamo ricordare il valore di quelle persone che diedero tutto per la patria, ma anche l'insensatezza di quella campagna militare e di quella guerra che insanguinò tutto il mondo e devastò l'Europa e l'Italia. Ricordare quanto accaduto ci è utile da una parte per non ripetere gli errori del passato e dall'altra per tramandare una serie di valori importanti come lo spirito di servizio”. Queste le parole dell'assessore alla Sicurezza e Autonomie locali di Regione Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, durante la cerimonia per il 40° Anniversario della posa del Cippo in memoria dei militari Giuliani, Istriani e Dalmati caduti e dispersi sul fronte russo nella Seconda Guerra Mondiale, organizzata dall'Unione nazionale italiana reduci di Russia.
Alla base del monumento, che si trova sul Colle di San Giusto all'inizio della scalinata del Monumento ai Caduti di Trieste, è stata deposta una corona d'alloro a ricordo dei giovani caduti e dispersi nella tragica campagna di Russia. Roberti ha sottolineato che "l'emergenza del Covid ci ha ricordato l'importanza di mettersi al servizio degli altri, perché la battaglia contro il Covid-19 si può vincere solamente ragionando come una comunità e superando ragionamenti egoistici per il bene collettivo. Molti dei giovani che partirono per il fronte russo arrivarono a sacrificare la cosa più preziosa, ovvero la vita, per la patria. Oggi le sfide che ci attendono, per fortuna, sono ben diverse ma richiedono comunque un grande impegno per far ripartire il nostro Paese dopo la pandemia come avvenne al termine della Seconda guerra mondiale". Nel proprio intervento il presidente dell'Unirr "Giuliana" di Trieste e Gorizia, Danilo Grattoni, dopo aver ricordato l'entità della tragedia legata alla Campagna di Russia e la figura dell'ultimo triestino reduce di Russia il capitano Guido Placido, mancato lo scorso 5 giugno, ha rimarcato che "la memoria va tramandata perché dimenticare vuol dire perdere un grande insegnamento e un grande esempio, perdere una parte della nostra storia, della nostra identità e delle nostre radici. Mantenere viva la memoria significa anche raccogliere l'eredità che ci ha resi più forti e liberi". Alla commemorazione hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente nazionale vicario dell'Unirr Giovanni Soncelli, il prefetto di Trieste Valerio Valenti, il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo, l'assessore comunale all'Istruzione di Trieste Angela Brandi e il presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca. (aise)