I Lucani nel Mondo ricordano il paparazzo italo-americano Ron Galella

POTENZA\ aise\ - “La morte di Ron Galella, mi rattrista molto e mi riporta indietro di 13 anni quando ci fu proposto, da suo cugino Ottavio di Montreal, di farlo “ritornare” in Basilicata, nella casa dei suoi genitori a Muro Lucano, inconsapevoli di chi esattamente fosse. Con il Presidente del Consiglio Regionale dell’epoca, Prospero De Franchi, non perdemmo tempo e organizzammo con l’Amministrazione di Muro Lucano l’attribuzione della cittadinanza onoraria, occasione per la quale rivolgemmo un invito personale a visitare la Basilicata e la casa dei suoi genitori a Muro Lucano. Ron è stato il più famoso “paparazzo” d’America e la sua musa, Jacqueline Kennedy, il soggetto preferito dei suoi magici scatti; epica la sua controversia con Marlon Brando e il divieto che gli fu imposto, dalle Autorità, di tenersi a qualche metro di distanza e Ron, perseverante, munito di casco da football americano e metro che continuava a inseguirlo e fotografarlo. Autore di numerose pubblicazioni fotografiche ha esposto, tra gli altri, al Museo di Arte contemporanea – MOMA – di New York”. A scrivere questo ricordo di Ronald “Ron” Galella, paparazzo statunitense di origini lucane scomparso nelle scorse ore all’età di 91 anni, è stato Antonio Di Sanza, Presidente della Commissione dei Lucani nel Mondo.
“Per l’occasione della sua visita in Basilicata, nel maggio del 2009, il Consiglio Regionale organizzò una mostra delle sue foto, Italian Icons, dedicata alle icone del cinema e dello spettacolo italiano; 70 foto, allestite magistralmente dall’Ufficio Stampa del Consiglio nel Museo Nazionale Ridola di Matera e successivamente nei Musei archeologici di Muro Lucano e Policoro - ha aggiunto ancora Di Sanza -. Settanta opere di inestimabile valore che il maestro Galella decise di donare al Consiglio Regionale e al Comune di Muro Lucano, perché diventassero patrimonio esclusivo della Basilicata. Quell’occasione fu propizia perché dell’esperienza lucana rimanesse traccia del percorso professionale di Ron Galella con la pubblicazione della raccolta di foto nel suo libro “Viva l’Italia””.
“I giorni lucani di Ron e di sua moglie Betty furono emozioni allo stato puro perché i colori, gli odori, i sapori e gli uomini e le donne che incrociava lungo il suo itinerario lo riportavano alla memoria dei suoi genitori, ai racconti di suo padre e del difficile momento del distaccato, patito, per raggiungere il nuovo mondo - ha infine concluso il Presidente della Commissione Lucani nel Mondo -. Al cittadino illustre della Basilicata, Ron Galella, il grazie più sentito per quello che ha saputo fare e tramandare alla storia e alle nuove generazioni ed all’onore che ci ha resi come Lucani”. (aise)