Italia-Libia: la Presidente dell’Airl scrive ai soci

ROMA\ aise\ - “Da quasi un anno io e tutta la Presidenza stiamo mettendo a disposizione del nostro sodalizio tutta l’energia e la voglia per tentare di dare all’Associazione nuova linfa e soprattutto un futuro”. A scriverlo è la Presidente dell’Associazione degli Italiani Rimpatriati dalla Libia (Airl), Francesca Prina Ricotti, che in questi giorni ha tirato le somme dei circa 10 mesi della sua direzione, assunta lo scorso 15 marzo, e annunciando una nuova campagna associativa.
Prina Ricotti ha dunque voluto ringraziare i soci dell’Airl, in special modo in quanto “nonostante i tempi difficili, avete creduto in questo progetto. Il vostro contributo e le strategie messe in atto per contenere le spese ci hanno permesso di arrivare fino ad oggi, partendo da una situazione iniziale difficile: una situazione che verrà esposta presto nell’Assemblea Generale dei soci”.
“È stato un anno volto inizialmente alla conoscenza di un gruppo di lavoro che dopo molti anni si è molto rinnovato - ha spiegato Prina Ricotti -. Abbiamo potuto organizzare, grazie alla pronta organizzazione di Angelo Alagna su Latina, uno solo degli eventi che volevamo fare per conoscerci e ritrovare il piacere di stare insieme dopo tutto il tempo che la pandemia ci aveva tolto. È stato un anno di ricostruzione della nostra immagine – troppo legata alla passata direzione - presso le istituzioni che ci ha permesso di creare nuove linee di cooperazione. È stato un anno in cui è nato un percorso che affiancherà la vita associativa volto al rapporto con la Libia di oggi, un rapporto per il quale abbiamo creato delle solide basi prima, durante e dopo l’evento del 27 Novembre, dove l’appoggio della nostra Ambasciata in Libia è stato fondamentale. Come potrete immaginare è un rapporto difficile e non privo di ostacoli, primo tra tutti la situazione di instabilità politica del Paese”.
Ma quanto fatto fino ad oggi, secondo quanto spiegato dalla Presidente, “aveva il fine di raggiungere diversi obbiettivi che continueremo a perseguire anche nel futuro: rinnovare e rafforzare l’immagine dell’Associazione presso le Istituzioni, basandoci su un rapporto non più di pretese e rivendicazione ma di collaborazione, con la possibilità di dare continuità ai patti già stretti in passato e non ancora conclusi (quali il finanziamento della legge 7/2009); ampliare il range dei possibili associati, includendo imprenditori, società e persone fisiche da entrambi i Paesi, interessati non solo all’aspetto culturale ma anche al mondo imprenditoriale; fornire ai soci storici, e soprattutto alle nuove generazioni, la possibilità di sviluppare quel network umano e imprenditoriale creato all’indomani della cacciata; con un flusso di cassa entrante consolidato, pianificare interventi conservativi (per esempio: digitalizzazione la nostra rivista, digitalizzare l’archivio fotografico, come già fatto recentemente con l’emeroteca), oltre a organizzare eventi culturali in entrambi i Paesi come mostre, incontri letterari, archeologici e melodici”.
E “come realizzare tutto ciò?”, si è chiesta Prina Ricotti: ritrovando “gli associati su tutto il territorio, che negli anni si sono allontanati dall’Associazione”, accreditandoci “verso tutti gli stakeholder (Istituzioni, aziende, imprenditori, ecc.) quale player efficace e credibile. Un lavoro che necessita di tempo e sacrificio. In tale direzione va l’evento realizzato lo scorso 27 Novembre dove siamo riusciti ad incontrare molti soggetti – italiani e libici – interessati ad avviare collaborazioni e investimenti nei due Paesi”; continuando “con le nostre attività, nonostante la grave crisi economica in cui versa l’Associazione: pubblicazione di Italiani di Libia, Newsletter, aggiornamento costante della biblioteca e dell’emeroteca, presenza quotidiana sui social media, essere punto di riferimento per studiosi e accademici sul tema, e così via”.
E nel 2022 sono già in programma diverse attività, tra cui il cinquantenario dell’Associazione, al quale si riservirà “particolare attenzione verrà data agli aspetti storico-culturali. Ritenendo che l’aggregazione, la memoria condivisa, il sostegno e l’amicizia, siano le priorità di questa Associazione, come lo sono stati fin dalla sua nascita, stiamo pragmaticamente pianificando una serie di attività nel breve termine, come organizzare una visita in Libia ufficiale di una delegazione AIRL, se l’evolversi della situazione lo permetterà e in accordo con l’Ambasciata, organizzare l’Assemblea generale dei soci entro aprile come da Statuto, supportare la pubblicazione di alcuni volumi, come l’ultimo libro sulla storia della Libia di Remo Roncati, scomparso pochi mesi fa, organizzare periodicamente incontri nelle varie regioni al fine di condividere le idee con tutti gli appartenenti alla nostra collettività, rinnovare l’immagine con la creazione di un nuovo logo, attivare convenzioni e creare la card AIRL per permettere ai soci di usufruire dei vantaggi, organizzare un grande evento per celebrare i 50 anni dalla fondazione della nostra associazione visto che gli eventi per ricordare i 50 anni dalla cacciata sono stati bruscamente interrotti dalla crisi COVID, portare avanti dei progetti con il supporto dell’Ambasciata, del MIBACT, del MAECI e accedendo a diverse forme di finanziamento per progetti sulla formazione, per la cultura e l’internazionalizzazione”.
“Rinnovare la quota associativa, o iscriversi, è - ha aggiunto in conclusione la Presidente dell’Airl - l’unico modo per rimanere informato sulla vita passata e presente dei tripolini, sull’attualità, sulle leggi e sulla cronaca, sulle storie, i racconti e i ricordi degli italiani in Libia, sui cambiamenti familiari e, purtroppo, anche sulle dipartite di amici e conoscenti”. (aise)