Marcinelle/ Migrantes: non dimenticare il sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo

ROMA\ aise\ - “L’Europa è stata ricostruita nel Dopoguerra grazie anche il sacrificio di tanti lavoratori italiani emigrati all’estero: come anche la ricostruzione italiana deve molto ai sacrifici e alle rimesse di milioni di lavoratori italiani emigrati all’estero, soprattutto nei Paesi europei, lontani dai loro familiari. Questo sacrificio, questo lavoro dei nostri emigranti continua anche oggi, con molti giovani e famiglie costretti a lavorare all’estero”. Queste le parole del Presidente della Fondazione Migrantes, S.E. Mons. Gian Carlo Perego, nel 66° anniversario della tragedia di Marcinelle, dove perirono, tra le oltre 200 vittime, 136 lavoratori italiani impegnati in Belgio. La data è diventata la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”.
“L’unica Italia che cresce – ha aggiunto Perego avvalendosi anche dei dati dell’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes - è l’Italia all’estero. Anche oggi non sempre il lavoro italiano nel mondo, come quello degli immigrati in Italia, viene riconosciuto nei diritti fondamentali: precarietà, lavoro nero, sfruttamento avvengono anche in altri Paesi nei confronti dei nostri lavoratori. Questa Giornata ricorda i tanti lavoratori di ieri, ma non può dimenticare questi tanti lavoratori italiani di oggi che vivono all’estero. C’è un legame che il nostro Paese non può dimenticare e che deve crescere nell’attenzione alla tutela dei diritti civili e sociali, nelle pari opportunità. Anche l’Italia nel mondo è fondata sul lavoro, e i lavoratori all’estero non possono essere dimenticati, anche dalla Chiesa, che cammina con loro”, ha concluso il presidente della Migrantes. (aise)