Novara onora Norma Cossetto e la comunità esule

NOVARA\ aise\ - L’amministrazione comunale di Novara ha deciso di concedere la Cittadinanza Onoraria a Norma Cossetto. Ne dà notizia l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, la più antica e rappresentativa associazione di esuli istriani, fiumani e dalmati, in una nota in cui ringrazia il Sindaco Alessandro Canelli e la sua amministrazione che ha deliberato favorevolmente sulla proposta del Consigliere Ivan De Grandis.
“Il capoluogo piemontese, nel quale si è radicata una significativa comunità di esuli istriani, fiumani e dalmati, - scrivono Renzo Codarin, Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e Giorgio De Cerce, Presidente del Comitato provinciale di Novara dell’Anvgd - ha così confermato la sua sensibilità nei confronti delle tragedie che i connazionali del confine orientale hanno patito nella fase finale della Seconda Guerra Mondiale e anche dopo il termine delle ostilità. Ricordiamo che è, inoltre, al vaglio dell’amministrazione comunale la realizzazione nel Villaggio Dalmazia di un’area museale dedicata all’Esodo, nella quale verrebbe resa permanente la bella mostra ospitata a suo tempo al Castello di Novara”.
“Ci lascia, perciò, perplessi la posizione contraria del Partito Democratico, i cui rappresentanti nazionali ed in molteplici contesti locali, non solo in Friuli Venezia Giulia, hanno appoggiato iniziative similari dedicate alla studentessa istriana Medaglia d'Oro al merito civile, concessa nel 2005 dall'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ed insignita nell’immediato dopoguerra della “laurea honoris causa alla memoria” dall’Università di Padova”, aggiungono Codarin e De Cerce.
Norma Cossetto, ricordano, “oggi è inserita, inoltre, nell’Enciclopedia delle donne perché “emblematica dei drammi e delle sofferenze delle donne d’Istria e della Venezia Giulia che, colpevoli spesso di essere mogli, madri, sorelle o figlie di persone ritenute condannabili dal regime, vennero catturate al posto dei loro congiunti, prese come ostaggi o per scontare vendette personali”. Proprio in virtù di questo suo ruolo di rappresentante delle sofferenze di una comunità, non deve sorprendere constatare che vi sono sempre più intitolazioni toponomastiche e attribuzioni di riconoscimenti”.
“La sottrazione di questa pagina di storia all’oblio e alla strumentalizzazione ideologica non rappresenta la vittoria di una maggioranza o di una minoranza politica e non vivifica divisioni che appartengono al passato. Si tratta altresì – concludono – di un impegno civico finalizzato al riconoscimento della verità, della pietas verso il dolore e il martirio del popolo giuliano-dalmata e del rispetto reciproco attraverso il confronto, il dialogo e la memoria che si fa attiva nella costruzione dei valori fondanti della collettività”. (aise)