100% PLASTICA: L’AICS ALLA CONFERENZA FINALE DEL PROGETTO DI TUTELA DELL’AMBIENTE IN ETIOPIA

100% PLASTICA: L’AICS ALLA CONFERENZA FINALE DEL PROGETTO DI TUTELA DELL’AMBIENTE IN ETIOPIA

ADDIS ABEBA\ aise\ - Il 15 luglio scorso, il Centro Internazionale per l’Infanzia e la Famiglia (CIFA) ha condotto in diretta streaming la conferenza finale del progetto “100% Plastica - Intervento di sviluppo del settore di raccolta e riciclo dei rifiuti plastici ad Awassa”, dal valore di 1 milione e 300 mila euro, co-finanziato al 75% dall’AICS.
Per un confronto a tutto tondo sul progetto e una restituzione dei risultati ottenuti, sono intervenute le istituzioni italiane ed etiopiche coinvolte, partner no profit e for profit e player nazionali e internazionali del settore della produzione e del riciclo della plastica.
Alla narrazione del progetto da parte di CIFA, AICS e i partner, è seguito, nella seconda parte della mattina, un focus sul settore della produzione e del riciclo della plastica al centro negli ultimi anni del dibattito politico e ambientale. Si è parlato di economia circolare e in particolare del settore nelle economie emergenti come l’Etiopia.
Il progetto 100% plastica, iniziato ad aprile 2017 e in conclusione a fine luglio 2020, è stato tra i pionieri alla nascita della nuova Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ad unire con successo i settori no profit e for profit, promuovendo la tutela dell’ambiente e creando allo stesso tempo valore sociale ed economico. Con l’obiettivo principale di salvaguardia dell’ambiente in Etiopia iniziando la filiera del riciclo nella città di Awassa e migliorando quindi la gestione rifiuti urbani, il progetto ha poi in realtà previsto e avuto risvolti che vanno ben oltre l’aspetto puramente ambientale.
A raccontare gli step dall’ideazione all’implementazione è stata Silvia Vanzetto, ingegnere ambientale e capo progetto per CIFA. A partire dall’analisi del contesto e dei problemi nella città turistica di Awassa, situata nella regione SNNP ed ora in quella nuova di Sidama, Vanzetto ha poi ripercorso i quattro risultati attesi che aiutano a rendere la complessità e le ambizioni progettuali: creare la filiera del riciclo; migliorare le capacità professionali dei raccoglitori di plastica nella città; sensibilizzare la comunità sui problemi ambientali e sulla cattiva gestione dei rifiuti solidi; e infine creare insieme alla municipalità un piano di sviluppo e gestione a medio termine dei rifiuti.
Particolare attenzione è stata posta sui giovani e sul loro ruolo in ognuna delle attività realizzate per raggiungere questi risultati. Attività che, raggruppate qui per risultato atteso, hanno incluso: la creazione di un coordinamento tra le 18 associazioni locali di raccoglitori della plastica e la Coba Impact PLC, partner locale produttore di scaglie PET; la creazione di un luogo per la raccolta della plastica e le attività ad esso connesse con gli scarti; e la realizzazione di un pilota di raccolta porta a porta con Corintea Soc. Coop.
Inoltre tra le attività si segnalano la realizzazione di corsi di formazione sulla raccolta per raccoglitori formali e informali, sull’utilizzo della pressa e sullo sviluppo di capacità imprenditoriali e la sensibilizzazione a 360° della comunità attraverso diversi canali quali la creazione di un gruppo di persone che porti avanti la sensibilizzazione stessa, la formazione di studenti universitari, laboratori nelle scuole, due campagne di comunicazione (una visiva e una in radio), uno show teatrale che attraverso la metodologia del teatro sociale e il flash mob porti il messaggio in eventi pubblici come la prima Giornata Ecologica di Awassa, e infine l’operazione “Hawassa green hotel” che ha previsto la stesura di linee guida per le strutture ricettive turistiche sui temi della separazione della plastica, la formazione dello staff e la comunicazione ambientale ai turisti stessi.
Infine, la definizione di un piano a medio termine per la città sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti insieme al team della città di Awassa, grazie all’assistenza tecnica della Città Metropolitana di Torino.
Oltre quindi alle 28 milioni di bottiglie PET raccolte e 836 tonnellate destinate al riciclo per un valore economico di 180.000 euro ricavato da rifiuti che diversamente sarebbero rimasti dispersi nell’ambiente o in discarica, il progetto ha creato nuove opportunità lavorative per 262 collettori, 52 lavoratori nel centro di raccolta e una fonte di reddito secondaria per altre 485 persone e raccoglitori informali. 100% Plastica ha inoltre sensibilizzato 33.000 studenti e più di 19.000 persone nel corso di più di 50 eventi pubblici sull’ambiente.
Come ha sottolineato Denise Piva, funzionario tecnico in carico all’Ufficio VII - AICS e referente per i progetti promossi del settore no profit, è stata proprio la sinergia tra settori no profit e for profit a garantire la sostenibilità del progetto nel tempo e il suo successo. Se da un lato il settore for profit può garantire l’impulso e l’apporto di competenze e professionalità, il no profit conosce il territorio e i suoi bisogni creando le occasioni di collaborazione tra i vari stakeholder. Come già menzionato, 100% plastica è stato uno dei primi esempi di attuazione delle ambizioni della legge n.125/2014 sulla Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo nella quale il settore privato ha fatto la sua comparsa per la prima volta come soggetto nella cooperazione allo sviluppo, ruolo ormai imprescindibile nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.
Un progetto in cui attori così diversi collaborano è anche un progetto in cui tutti vincono, ed è per questo che lo stesso Programma Paese 2017-2019 ha fatto tesoro della metodologia qui adottata per la progettazione diretta della sede AICS di Addis Abeba in altri programmi per la protezione ambientale, come la riqualificazione di fiumi nella capitale e del lago di Wonchi. (aise)


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