A BRUXELLES LA CONFERENZA "RELIEF IN PROTRACTED CRISES: THE SYRIA CASE"

A BRUXELLES LA CONFERENZA "RELIEF IN PROTRACTED CRISES: THE SYRIA CASE"

BRUXELLES\ aise\ - Il 21 febbraio scorso, in occasione della conferenza "Relief in protracted crises: the Syria case" coordinata dalla Commissione Europea – Direzione Generale per la Cooperazione Internazionale e lo Sviluppo (DG DEVCO), il CIHEAM di Bari ha presentato a Bruxelles il progetto "Agriculture and Livestock Support for the Syrian People", finanziato dalla Cooperazione Italiana e da quella inglese (DFID) per un importo di 5.5 milioni di euro complessivi e da realizzarsi nel Nord (Governatorati di Aleppo, Al Hassakeh e Idleb) e nel Sud (Governatorato di Daara) della Siria.
All’evento di Bruxelles hanno partecipato, tra gli altri, i funzionari del DG DEVCO, Maria Emanuela Cabral (Head of Unit B2, Fragility and Resilience), Stefano Signore (Head of Unit B3, Migration and Employment), Hans Stausboll (Head of Unit D2 for the EU Trust Fund) e Marzia Pietrelli (Acting Head of Unit E3 - RESPA), insieme ai rappresentanti del Directorate General for Neighbourhood and Enlargement Negotiations (DG NEAR) e dello European Community Humanitarian Aid Office (DG ECHO) della Commissione Europea.
Il Programma "Agriculture and Livestock Support for the Syrian People", in linea con gli impegni presi dall’Italia nell’ambito della Conferenza di Londra (febbraio 2016) e di Bruxelles (aprile 2017 e 2018), dove la cooperazione italiana ha previsto interventi per complessivi 400 milioni di dollari per il triennio 2016-2018, destinati sia ad attività d’emergenza che ad interventi di resilienza e rilancio economico-sociale in Siria e nei Paesi della regione, è stato realizzato in partenariato con i tecnici e le amministrazioni locali siriane delle aree coinvolte.
Nell’ambito dell’iniziativa è stato costituito un fondo rotativo che ha permesso alle associazioni di tecnici create dal progetto di distribuire sementi, fertilizzanti e vaccini a beneficiari individuati nelle summenzionate aree del Nord della Siria, i quali ripagano parte dei costi degli input e dei servizi (70%-80%) al CIHEAM per ricostituire il fondo.
Lo stesso programma ha concretamente supportato ed avviato tre associazioni di donne per attività generatrici di reddito, due delle quali sono già completamente autonome e con bilancio economico positivo (vi lavorano circa 30 donne); ha inoltre supportato la creazione di due associazioni di tecnici attualmente funzionanti.
Per la realizzazione delle attività del progetto, il CIHEAM ha introdotto innovazioni importanti nello scenario siriano, già presentate nell’ambito di un Workshop tecnico tenutosi ad Amman nel settembre scorso, nonché in occasione dell’incontro pre-Med di novembre 2018, che riguardano: il Revolving Fund/ Cost Recovery Mechanism utilizzato per la distribuzione dei servizi; lo sviluppo delle attività generatrici di reddito per le associazioni di donne e un'assistenza tecnica da remoto a sostegno delle comunità rurali.
Il Programma ha assunto una notevole importanza a livello internazionale soprattutto per la capacità che ha dimostrato di coinvolgere attivamente i tecnici e le amministrazioni locali, contribuendo quindi a garantire la sostenibilità delle azioni. In un tempo in cui è chiara l’impossibilità della comunità internazionale di far fronte alle crisi attraverso la mera azione umanitaria, è fondamentale infatti mettere in campo tutte le risorse disponibili per rafforzare la resilienza delle popolazioni che vivono in aree soggette a catastrofi (naturali e non) e intervenire per potenziare la risposta dei sistemi locali a fronte alle emergenze e creare i presupposti per il "Linking relief to Rehabilitation and Development". (aise)


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