DON CARRARO (CUAMM) AL RIENTRO DAL SUD SUDAN

DON CARRARO (CUAMM) AL RIENTRO DAL SUD SUDAN

ROMA\ aise\ - “Sono rientrato in questi giorni dal Sud Sudan dove sono stato assieme al Vescovo di Bologna, Mons. Matteo Zuppi. Ci siamo immersi in un Paese che rimane difficile, ferito, poverissimo. Le autorità e la gente ci hanno accolto con canti e musica. In quelle note una sorta di 'invocazione' per un futuro tutto da costruire. Ci è richiesta vicinanza, ostinazione e fiducia, ogni giorno, passo dopo passo”. Così scrive lunedì 24 Don Dante Carraro riguardo il suo ultimo viaggio, di cui fornisce un intenso resoconto che riportiamo per intero.
“Poco prima ero stato in Angola all'ospedale di Chiulo, nel Sud del Paese. Rientrando in Italia ho annotato una piccola riflessione che condivido con voi. Sprofondo sul sedile dell'aereo. Sono spossato, sommerso da centomila stati d'animo che si accavallano dentro. Questi ultimi giorni spesi all'ospedale sono stati intensi, carichi di incontri ed emozioni forti. L'acqua che non c'è, l'energia a singhiozzi, il caldo che ti sfianca, le tante mamme in attesa del parto, i bambini malnutriti, i farmaci che arrivano in ritardo, il personale locale e internazionale sempre insufficiente. A volte lo sconforto ti assale, i limiti sembrano montagne insuperabili e le energie interiori si dileguano.
L'altra sera, prima di cena, vado con Magda e Carlo, nostri medici, in pediatria. Fernando, un ragazzino di 5 anni, sta male. È stato morso da un cane e presenta i sintomi della 'rabbia'. Agitatissimo, spaventato, occhi sbarrati, non deglutisce, ha sete ma allontana con violenza l'acqua.
La diagnosi è certa e la prognosi altrettanto: nessuna possibilità di trattamento, esito infausto. La mattina del giorno dopo, durante il giro visita, l'infermiere, occhi bassi, ci dice: “Fernando, 5 anni, alle 4 del mattino, 'faleceu' (è deceduto)”. Un bambino, una vita persa, così, per una malattia curabile con relativa facilità, ma non a Chiulo! Dentro di te, assieme a tanta ingiustizia, senti che le fatiche scompaiono, le energie ritornano, la determinazione tenacissima per continuare la battaglia riemerge più intensa e viva che mai. Il Gesù Bambino che ci prepariamo ad accogliere nel Natale diventa concreto e reale e ti chiede di poter nascere, di poter continuare a vivere anche grazie a te!
Grazie di seguire il nostro impegno e di sostenerlo, ognuno come può”. (aise) 

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