IL PREMIO MONDIALE PER L’ARCHEOLOGIA “KHALED AL-ASAAD” 2020 AL RITROVAMENTO DEI RILIEVI RUPESTRI DI FAIDA DELL’UNIVERSITÀ DI UDINE

ROMA\ aise\ - È avvenuta nell’ambito del Kurdish-Italian Faida Archaeological project condotto dall’Università di Udine la scoperta archeologica di dieci imponenti bassorilievi rupestri dell’VIII secolo a.C. raffiguranti il sovrano e i grandi dei d’Assiria nel sito archeologico di Faida, nel Kurdistan iracheno settentrionale.
Il progetto, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato dall’esperta AICS Rita Gonelli insieme alla Direzione delle Antichità di Duhok, ha vinto il premio mondiale per l’archeologia intitolato a Khaled al-Asaad il grande archeologo barbaramente ucciso dall’Isis, a Palmira, nel 2015.
Daniele Morandi Bonacossi, professore dell’Università di Udine, avrebbe dovuto ricevere l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad 2020” lo scorso 20 novembre a Paestum, in occasione della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico; consegna non avvenuta ufficialmente a causa dell’emergenza sanitaria in corso.
L’importanza della scoperta archeologica compiuta dall’Università di Udine è stata riconosciuta anche da Aliph (International Alliance for the Protection of Heritage in Conflict areas), fondo globale dedicato esclusivamente alla protezione e riabilitazione del patrimonio culturale in aree di conflitto e post-conflitto. Il fondo ha finanziato infatti la documentazione dei rilievi assiri di Faida e l’elaborazione di un progetto di restauro e protezione di questo monumentale complesso di arte rupestre gravemente minacciato da vandalismo e dall’espansione delle attività produttive del vicino villaggio.
Il progetto è stato sostenuto da importanti partner quali: Repubblica dell’Iraq, Governo Regionale del Kurdistan – Iraq, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Consolato d’Italia a Erbil e Ambasciata d’Italia a Baghdad, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, ArcheoCrowd srl e Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo. (aise)