IL WEBINAR DELL'AICS AL “BLUE SEA LAND”: PARTNER IN ASCOLTO DELL’AFRICA

IL WEBINAR DELL

ROMA\ aise\ - Rendere più efficiente il partenariato con l'Africa è possibile e darà frutti importanti, a condizione di abbandonare sguardo e paradigma solo "umanitari", per quanto riguarda l'Italia, e di puntare su innovazione ed efficienza del sistema produttivo. Sono queste le esigenze emerse dal webinar "Quale partenariato per L’Africa? Lo sviluppo costruito dai protagonisti in un dialogo con economisti e filosofi africani", organizzato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo nel quadro della IX edizione di Blue Sea Land quest'anno online.
A sottolineare in apertura la necessità di cambiare atteggiamento rispetto all'Africa, Emilio Ciarlo, responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne di Aics. "È arrivato il momento di dar voce agli intellettuali africani", ha detto Ciarlo, convinto che "troppo spesso il Nord del mondo parla dello sviluppo del continente ma non ascolta".
L'economista e scrittore camerunense Eugene Nyambal ha premesso che nel continente ci sono novità positive, su tutte la nascita dell'Area di libero scambio continentale africana (Afcfta), al via lo scorso anno, che già porta a "una produzione di beni e servizi disponibile per tutti i mercati del continente". Nell'Africa di oggi, Nyambal ha evidenziato fattori positivi, come "crescita demografica, urbanizzazione veloce e risorse agricole ingenti". Allo stesso tempo emergono aspetti da cambiare: "Bisogna smettere di affidarsi troppo all'esportazione di commodities e derrate alimentari e iniziare a spostare risorse su diversificazione e sviluppo industriale".
Eliana La Ferrara, titolare della cattedra di Economia dello sviluppo presso l'Università Bocconi di Milano ha sottolineato come elemento chiave del tessuto produttivo il gran numero di imprese piccole o piccolissime. La docente, che dirige il Laboratorio per programmi efficaci contro la povertà, ha evidenziato che in Africa "circa il 99 per cento delle imprese è costituito da meno di dieci lavoratori". Secondo La Ferrara, a mancare sono soprattutto "le imprese più grandi e ad alta crescita", che "producono l'80 per cento dei posti di lavoro di un sistema produttivo".
Per Jean Leonard Touadi, intellettuale ed esperto congolese, presidente del Centro relazioni con l'Africa della Società Geografica Italiana, è da modificare anche il paradigma che informa la cooperazione europea e italiana. Touadi ha esortato il nostro Paese ad "abbandonare uno sguardo che schiaccia l'Africa sul bisogno e sulla povertà". Secondo l'esperto è necessario "cogliere la profonda voglia di crescita e formazione" che anima i giovani subsahariani. "C'è una contemporaneità effervescente", ha concluso. (aise)


Newsletter
Archivi