ARRIVATO A BEIRUT IL CONTAINER DI AIUTI UMANITARI DEI MISSIONARI CAPUCCINI

ARRIVATO A BEIRUT IL CONTAINER DI AIUTI UMANITARI DEI MISSIONARI CAPUCCINI

MILANO\ aise\ - È finalmente giunto a destinazione a Beirut il primo container pieno di generi di prima necessità - alimentari, per l'igiene e la salute - in soccorso delle migliaia di disperati che soffrono la grave crisi economica nel Paese, già teatro di guerre civili e più di recente di scontri con Israele e di guerriglie derivate dalla crisi siriana. A questo si è aggiunta anche l’esplosione del Porto di Beirut del 4 agosto scorso che ha devastato la capitale libanese, lasciando senza casa 300mila persone. Il container potrà essere finalmente sdoganato questa settimana.
Gli aiuti sono stati inviati dai Frati Cappuccini Missionari di piazzale Cimitero Maggiore 5 di Milano, sede del Segretariato Missioni Estere della Provincia di Lombardia dell'Ordine.
“Vicini per chi è lontano” è l’iniziativa con cui i Cappuccini hanno all'attivo numerosi progetti di aiuto nel mondo e proprio in questi giorni si è realizzato il primo step di un nuovo proposito benefico, a favore del Libano, il paese più piccolo del Vicino Oriente che confinando oltre che con il Mar Mediterraneo, con la Siria e Israele, paga duramente queste prossimità.
Ad annunciare l’arrivo del container è stato Fra Abdallah, Cappuccino operativo a Baabda, vicino Beirut, che ha studiato a Milano e che ha commentato: “Quanto è accaduto in agosto è stato il colpo di grazia. Oggi in Libano migliaia di cittadini sono ridotti alla fame. Vivevano di servizi bancari e finanziari ma il sistema bancario è crollato. E il Covid-19 ha bloccato l'altra fonte di reddito che era il turismo. I morti per il virus sono circa 12 al giorno su meno di 7 milioni di persone, stanno aumentando, ma la vera emergenza è economica. I giovani se ne vanno in cerca di lavoro, di una speranza di vita. La corruzione è capillare. Noi Cappuccini assistiamo direttamente 600 famiglie, cattolici, che in Libano sono la maggioranza, ma pure musulmani perché abbiamo buoni rapporti con tutti. Soccorriamo anche rifugiati iracheni e siriani”.
I Frati Cappuccini missionari di Milano operano nell'immediatezza del bisogno, come è avvenuto per i terremotati italiani per i quali il Convento di piazzale Cimitero Maggiore è ancora un importante riferimento quale centro di vendita dei prodotti delle aziende agricole umbre tutt'ora in difficoltà. "Non si aspettano fondi e raccolte, - spiega Fra Marino Pacchioni, Responsabile del centro missionario del capoluogo lombardo -, si getta il cuore oltre l'ostacolo, ma poi guai se non arrivasse la provvidenziale generosità dei milanesi". (aise) 

Newsletter
Archivi