LOTTA AL COVID-19: L’ESPERIENZA ITALIANA AL CENTRO DELL’INCONTRO ITALIA-PARAGUAY CON L’IILA

Lotta al Covid-19: l’esperienza italiana al centro dell’incontro Italia-Paraguay con l’IILA

ROMA\ aise\ - La pandemia da Covid-19 non ha fermato il Progetto di alta formazione per medici pediatri del Paraguay e di El Salvador nato dall’Accordo di collaborazione firmato lo scorso anno dall’Organizzazione Internazionale Italo-Latina Americana (IILA) con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Un progetto che, seppur riformulato in modalità virtuale, sta registrando una massiccia partecipazione e disponibilità di tutti gli attori coinvolti. In quest’ottica si è svolto in queste ore il webinar “Covid19: L’esperienza italiana. Conversatorio Italia-Paraguay” che ha avuto come relatori il professor Andrea Crisanti, Direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova e del Laboratorio di Virologia e Microbiologia dell’Università AO di Padova, e il dottor Andrea Campana, Responsabile di Pediatria Multispecialistica, Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. All’incontro hanno partecipato, insieme a oltre 60 uditori, il Ministro della Salute del Paraguay, Julio Daniel Mazzoleni Insfrán, l’Ambasciatore italiano in Paraguay, Paolo Campanini, e il Direttore dell’Ospedale Pediatrico Acosta Ñu di Asunción, Edoardo Pio Alfieri.
Ad aprire il dibattito anche la Segretario Generale dell’IILA, Antonella Cavallari, che in apertura ha salutato i partecipanti ricordando che “per far fronte alle conseguenze del COVID-19 nei paesi membri, l’IILA ha assunto un ruolo attivo, utilizzando ogni strumento a disposizione: la partecipazione ai progetti europei e della Cooperazione italiana, la promozione di buone pratiche tramite webinar di differenti ambiti (culturale, scientifico, socio-economico) rivolti a tutti i Paesi membri, la condivisione di contatti e di materiale scientifico e il finanziamento di 3 progetti di ricerca sul COVID-19 nel quadro della collaborazione con il ICGEB di Trieste”. La SG Cavallari ha concluso il suo intervento ricordando come “il Paraguay, grazie al progetto di Cooperazione IILA”, sia stato “il primo paese a ricevere un “Protocollo internazionale di gestione clinica dei casi in età pediatrica confermati COVID-19”, un fondamentale strumento per il trattamento e la gestione clinica e terapeutica di tali casi, adattati e contestualizzati alle realtà dei Paesi latinoamericani”.
Accogliendo un suggerimento dell’Ambasciatore del Paraguay in Italia, Roberto Melgarejo, Presidente pro-tempore dell’IILA, Cavallari e Crisanti hanno anche prefigurato la possibilità di una ulteriore collaborazione tra Università e IILA in materia di controllo della dengue, una febbre molto pericolosa, trasmessa attraverso la puntura di un tipo di zanzara, tuttora molto diffusa in molti paesi dell’America Latina, compreso il Paraguay. Il Ministro della Salute paraguayano, ringraziando l'IILA per questa preziosa opportunità di scambio, ha sottolineato che “a prescindere dal livello di sviluppo dei Paesi colpiti dalla pandemia, dobbiamo uscire da questa emergenza globale tutti insieme, come umanità”.
Moderati da Florencia Paoloni, Segretaria scientifica IILA, i due studiosi italiani, Crisanti e Campana, hanno infine illustrato il modello italiano di gestione del Covid-19 in questi mesi particolarmente difficili: il primo focalizzandosi sull’esempio virtuoso di Vo Euganeo, primo focolaio assoluto in Italia, subito spento grazie al tracciamento della popolazione residente; il secondo sottolineando l’importanza di aver realizzato appositi centri-Covid con personale formato ad hoc. (aise) 

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