LOTTA AL COVID-19/CAVALLARI (IILA): L’IILA DEVE FARE LA DIFFERENZA IN AMERICA LATINA

LOTTA AL COVID-19/CAVALLARI (IILA): L’IILA DEVE FARE LA DIFFERENZA IN AMERICA LATINA

ROMA\ aise\ - In una fase in cui la crisi coronavirus si è innestata su congiunture economiche e sociali già di per sé delicate, il compito dell’Organizzazione Internazionale Italo-latinoamericano può e deve essere quello di “fare la differenza” in America Latina, fungendo innanzitutto da tavolo comune di un prezioso dialogo tra i 21 Paesi membri dell’Organizzazione, e poi da promotore di nuovi processi di sostenibilità, digitalizzazione, lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. Ne è convinta il Segretario Generale dell’IILA, Antonella Cavallari, che nel suo articolo per il quarto numero annuale della rivista della Fondazione ItalianiEuropei, interamente dedicato all’America Latina e presentato ieri, 15 settembre, in maniera virtuale con il Presidente della Fondazione, Massimo D’Alema, la Viceministra degli Esteri, Marina Sereni, ed il già sottosegretario di Stato agli Esteri, Donato Di Santo.
Cavallari ha posto l’accento sulla necessità, a maggior ragione in America Latina, di una risposta forte e collettiva all’attuale crisi globale: in questo senso “l’individuazione congiunta e la discussione approfondita di una agenda positiva sono oggi alla base della nostra azione, pur nell’attuale complesso scenario politico locale”. Una azione che non si è fermata durante i mesi di lockdown, in cui si sono tenuti, con la partecipazione di rappresentanti di tutti i Paesi, tre importanti webinar su gestione dell’emergenza sanitaria, conseguenze della pandemia sull’economia e impatto sul settore culturale e sull’industria creativa, “avviando una serie di contatti personali che, a evento concluso, continuano a dare i loro frutti” in termini di risultati e dialogo tra Paesi.
Iniziative mirate al Covid, che hanno affiancato i diversi progetti che invece facevano già parte del programma di lavoro dell’Organizzazione, ricorda la Segretario Generale Cavallari, e che poggiano su tre pilastri fondamentali: la sostenibilità come è intesa dai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con il progetto “città verdi” e il sostegno al coinvolgimento delle donne nell’economia. Il tutto anche attraverso un forte impulso alla digitalizzazione, altro pilastro sempre più importante in tempi di distanziamento. Fondamentale, inoltre, sarà continuare la lotta alla criminalità organizzata, che vede IILA già impegnata attraverso il programma europeo El Paccto perché “l’attuale fase si trova esposta al grave pericolo della permeabilità delle economie”.
Da El Paccto a Eurosocial+ passando per Eurofront e l’imminente Copolad III sul narcotraffico, IILA ha accresciuto anche il proprio rapporto con la UE, fino a diventare dalla fine del 2019 ente delegato per la cooperazione europea: il segno, conclude Cavallari, “di una credibilità e un apprezzamento unanimi. L’Italia può aiutare moltissimo la Regione a uscire rafforzata dalla crisi violenta che la sta scuotendo, abbiamo un capitale di credibilità che va coltivato”. (aise) 

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