Ottanta ragazzi in scena per raccontare il Sudan con il progetto Mayo Up dell’AICS

ROMA\ aise\ - Lo scorso 14 settembre presso la scuola di Yamouk a Mayo, in Angola, più di 80 ragazzi e ragazze sono andati in scena per raccontare antiche storie del Sudan con lo spettacolo “A tale of Change. A play based on ancient sudanese fables” grazie a un progetto sostenuto dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).
Farlimas, il racconta storie del regno di Kush, riesce, attraverso i suoi racconti, a modificare la tradizione secolare secondo a quale era previsto che all’apparire di alcuni segnali celesti i sacerdoti dovessero ordinare la morte del Re. La narrazione su cui si impernia lo spettacolo, rappresenta una metafora della possibilità del cambiamento: nel caso della fiaba, Farlimas riesce a introdurre un elemento di discontinuità in un comportamento radicato nel tempo, che prima di lui nessuno era riuscito a modificare.
Nel caso del progetto teatrale il cambiamento possibile è nelle azioni previste dall’iniziativa Mayo Up, volte a rendere consapevoli gli abitanti di Mayo del loro diritto di partecipazione attiva alla vita delle comunità e sviluppare così l’idea del bene comune. Si tratta di evocare un cambiamento positivo che produce un miglioramento dell’ambiente in cui più di 600.000 persone – tra rifugiati dal Ciad, dal Niger e dal Sud Sudan e sfollati dal Kordofan e Darfur – vivono in condizioni di estrema precarietà.
La parola chiava dell'iniziativa è cambiamento: dell’ambiente scolastico, grazie alla riabilitazione della scuola Noor Rahman a Mayo Angola dove studiano circa 800 studenti; del tratto stradale, grazie alla riabilitazione di 2.5 chilometri di strada in terra battuta che permetterà al personale sanitario di raggiungere la clinica pediatrica di Emergency a Mayo Angola, la scuola di Noor Rahman e di Gharr Hiraa a Mayo El Andalous; dell’aspetto estetico, grazie a un intervento di cinque artisti sudanesi che stanno “colorando” cinque strutture a Mayo; dell’essere riconosciuti, grazie alla campagna sulla registrazione delle nascite che coinvolgerà i leder comunitari e la Civil Registry Unit e nell’ acquisire nuove professionalità, grazie al corso di formazione sulla realizzazione di mattoni in terra cruda (Ceb - Compressed Earth Block) e sulla produzione di materiale quale vasi e piatti.
Un cambiamento che trova espressione in una cornice di senso coerentemente con l’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” in cui il cambiamento venga promosso dalla comunità stessa e attraverso il suo coinvolgimento, per assicurarne la sostenibilità e la ownership da parte degli stessi abitanti.
Il teatro, in questo caso, ha permesso alle cinque aree di Mayo di “fare comunità” di interagire per realizzare uno spettacolo in grado di far vivere loro lo spazio in modo diverso e non come un “non luogo”. Il titolare della sede di Khartoum, Michele Morana, ha tenuto a sottolineare che “Il teatro comunitario realizzato a Mayo offre l’occasione di esprimersi, di valorizzare le proprie risorse e cultura concentrandosi quindi sulle persone e sulle relazioni sociale e comunitarie con l’intento di avviare processi di cambiamento e di comune visione sul futuro del territorio”.
Alessandra Cutolo, Steve Emerenju, Roberto Carro e Maurizio Braucci, accompagnati dalla Osc sudanese Green Hands for Development, hanno saputo far lavorare insieme, attraverso il laboratorio teatrale e di danza, ragazzi e ragazze che si sono sentiti parte attiva e protagonista del cambiamento possibile. (aise)